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I risultati ufficiali provvisori delle elezioni presidenziali croate, confermano che Ivo Josipovic e Milan Bandic accedono al ballottaggio. Il candidato del partito di opposizione Ivo Josipovic ottiene il 32% dei voti, seguito dal sindaco di Zagabria Milan…
I risultati ufficiali provvisori delle elezioni presidenziali croate, confermano che Ivo Josipovic e Milan Bandic accedono al ballottaggio. Il candidato del partito di opposizione Ivo Josipovic ottiene il 32% dei voti, seguito dal sindaco di Zagabria Milan Bandic con il 17,7%, il candidato dell'HDZ Andrija Hebrang con 12,7% e Nadan Vidosevic con l'11%. Risultati, dunque, che non si discostano molto dalle proiezioni degli exit-poll, i quali però non sono riusciti a prevedere che Bandic abbia battuto il suo diretto avversario dell'HDZ, con un vantaggio del 5%, proprio grazie ai voti provenienti dalla Bosnia-Erzegovina, che non sono stati conteggiati nei sondaggi. Poiché nessun candidato ha vinto più del 50 per cento dei voti, il secondo turno si svolgerà tra due settimane, ossia il 10 Gennaio. "<em>La Croazia è un paese ingiusto: corruzione, criminalità e senza nessuna prospettiva. Queste sono elezioni in cui la Croazia sceglie tra la luce e tenebr</em>e", ha detto il candidato presidenziale del SDP <strong>Ivo Josipovic</strong>, commentando a caldo i risultati elettorali. A tali parole risuonano quelle di Milan Bandic che, nel corso della conferenza stampa afferma che <em>"la Croazia deve avere una presidente capace e determinato, che non sia il 'telecomando' del leader del Partito Social Democratico (SDP) Zoran Milanovic</em>". A confronto, dunque, due personaggi diversi che hanno in maniera diversa colto le preferenze degli elettori croati. Ivo Josipovic (51 anni), un esperto legale e compositore che ha raggiunto in entrambe le carriere fama internazionale: da tempo è Presidente della Biennale di Musica di Zagabria, professore presso l'Università di Zagabria, esperto legale per il tribunale dell'Aja, rappresentante di Sabor e membro di diverse commissioni governative. Protagonista della vita pubblica in Croazia da più di 25 anni, e sotto i riflettori solo di recente, quando ha chiaramente mostrato interesse per la candidatura alle presidenziali, con la sorpresa di molti. Diverso invece il caso di Milan Bandic, sindaco della capitale croata e nato in un villaggio della Bosnia-Erzegovina, da sempre in politica. Diventato in giovane età membro della Lega dei comunisti della Croazia e dopo le elezioni del 1990 rimane tra le fila del Partito comunista, che poi diventa Partito Socialdemocratico della Croazia. Prima dell'annuncio alla sua candidatura alla presidenza era un membro dell'SDP, anzi leader di partito per la città di Zagabria e membro del Comitato Centrale e del Presidenza del partito: dopo la sua candidatura viene automaticamente espulso. <br /> <br /> Tale episodio, non si può dire che non abbia influenzato la sua campagna elettorale nonchè le impressioni a caldo della pubblicazione dei risultati. Rispondendo alle dichiarazioni dei suoi ex colleghi di partito, manda chiari messaggi di sfida ad uno schieramento politico che lo ha estromesso: "Il nuovo presidente deve essere indipendente da partiti ed un uomo della vita reale, non un prodotto di laboratorio". Le parole di Josipovic sono senz'altro più concilianti. Parla di "luce" che si oppone alle "tenebre", ma anche di lotta alla corruzione, grazie piaga che spaccato e tormentato la storia recente della Croazia, dopo gli innumerevoli scandali. Per quanto riguarda i rapporti nella regione, Josipovic ha detto che nel suo programma presidenziale "la collaborazione con i vicini e la risoluzione dello status dei rifugiati serbi dalla Croazia" avranno la massima priorità, come stigmatizzato dal suo slogan "Giustizia per tutti" e "pari opportunità per tutti i cittadini". Forse non è un caso che Josipovic abbia guadagnato 640.005 voti, circa il 32,44 per cento, e Bandic giusto la metà, grazie soprattutto ai voti provenienti dall'estero. Nel ballottaggio, sarà probabilmente decisivo lo schieramento dell'HDZ, anche se il leader di partito Jadranka Kosor ha già detto che nel secondo turno di voto il partito non voterà per nessuno. <br /> <br /> Con riferimento agli altri candidati al terzo posto vi è Andrija Hebrang con il 12,01% (237.002) voti, e il candidato indipendente Nadan Vidosevic, che ha ottenuto l'11,33% dei voti (223.583). Al quinto posto Vesna Pusic (7,25% o 143.083 voti) e al sesto Dragan Primorac (5,93% o 117.047 voti). Ultimi Miroslav Tudjman (4,07%), Damir Cain (3,87%), Josip Jurcevic (2,74%), Boris Miksic (2,10%), Vesna Skare Ozbolt (1,89%) e Slavko Vuksic (0,42%). Rispetto alle precedenti elezioni per la presidenza 2005 l'affluenza degli elettori ha visto un calo di circa il sette per cento. L'affluenza maggiore è stata nella Contea di Varazdin (53,9 per cento) mentre la più bassa a Vukovar-Sremska (37,07 per cento). È interessante notare che la maggior parte dei voti provenienti dall'estero sono andati a Bandic (48 per cento) e a Hebrang (con il 23 per cento dei voti).
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