Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
La Croazia attende il 27 dicembre per eleggere il suo nuovo Presidente della Repubblica, che dovrò sostituire Stipe Mesic. Un vecchio baluardo della Croazia post-bellica, aspetta di essere sostituito con un nuovo personaggio che rispecchi la…
La Croazia attende il 27 dicembre per eleggere il suo nuovo Presidente della Repubblica, che dovrò sostituire Stipe Mesic. Un vecchio baluardo della Croazia post-bellica, aspetta di essere sostituito con un nuovo personaggio che rispecchi la modernità croata, tra tradizione e prospettiva. Tuttavia, questa campagna elettorale non sembra essere andata come ci si aspettava, e le scioccanti dichiarazioni da parte di alcuni candidati, analizzati parola per parola dai media, si sono alternate agli scandali e alle rivelazioni su possibili coinvolgimenti in attività criminali o in tangenti e corruzione. L’importanza di queste elezioni, previste per il 27 dicembre, la si intravede anche dal fatto che due dei candidati si sono presentati senza avere il consenso del loro partito, come ad esempio il sindaco di Zagabria Milan Bandic. In particolare, tra gli altri candidati solo cinque di loro sono sostenuti da un partito politico mentre sette sono candidati indipendenti, dunque oltre Milan Bandic, vi è Andrija Hebrang (HDZ), Ivo Josipovic (SDP), Josip Jurcevic (indipendente), Damir Cain (IDS), Boris Miksic (indipendente), Dragan Primorac (indipendente), Vesna Pusic (HNS), Vesna Skare Ozbolt (indipendente), Miroslav Tudjman (indipendente), Talenti Vidosevic (indipendente) e Slavko Vuksic (Partito democratico della pianura della Slavonia). I media hanno già messo alla prova i vari candidati, dando loro anche il premio al candidato che aveva uno styling più adeguato. Una nota giornalista si è rivolta a Milan Bandic in inglese per verificare il suo livello d’inglese che lo stesso Bandic ha affermato di parlare bene. Gli altri, a sottoposti a questo esame, si sono rivelati veramente scarsi almeno per quanto riguarda la comunicazione. Il dramma giunge con le domande di storia. "Lo sapevate che la prima guerra mondiale iniziò nel 1918 anzi era iniziata nel 1911? Una nuova scoperta per gli storici che per un intero secolo hanno ritenuto che sia scoppiata nel 1914 e per l'Italia nel 1915", scrivono i media croati commentando alcune pessime figure dei candidati. L’orrore non finisce qui. I potenziali presidenti non sanno nemmeno alcune date importanti della storia croata. E' chiaro che siamo nell’era degli ignoranti che però credono di essere intelligenti, anzi sono fortemente convinti di ciò che dicono, anche se assolutamente falso. La maggioranza della gente pensa che i grandi personaggi della storia si siano rivoltate nelle loro tombe sentendo certe cose. Molto divertente il caso di Nadan Vidosevic, che sapeva tutte le risposte dopo aver avuto un piccolo aiutino, ossia l'elenco completo di tutte le domande che gli avrebbero chiesto. La mente distorta e ignorante di un politico non ha limiti. L’apice è stato raggiunto con Ivo Josipovic che si è mostrato più furbo degli altri, in quanto con la non partecipazione a questa trasmissione ha evitato di dire altre stupidaggini, anche se ha lasciato i suoi elettori nel dubbio atroce di dover scegliere tra tutti i candidati intelligentoni. <br /> <br /> Questi episodi rappresentano solo una faccia della medaglia, visto che la campagna elettorale si è più volte accompagnata con accuse su un loro possibile coinvolgimento in scandali di corruzione. Da ricordare il forte dibattito che ha visto scontrarsi il Presidente Stjepan Mesic e l’ex premier Ivo Sanader, il quale ha affermato, poco tempo fa, che la USKOK potrebbe fare visita anche a Mesic. Ivo Sanader ha detto che "sarebbe un bene che Mesic non chiami troppo spesso USKOK perché alla fine verranno a prendere anche lui e i suoi collaboratori". Questi ricorda lo scandalo con la ditta “Podravka”, quando sono stati arrestati i dirigenti della compagnia in cui Mesic aveva stretti rapporti con l’ex direttore della direzione Darko Marinac e con il direttore della compagnia "Sms" Srdjan Mladinic. La risposta a queste accuse è stata la solita:”Io non centro niente con questa faccenda”. Con le stesse parole smentisce anche il suo ruolo nell'affare “Pirovac”, società venduta dalla città di Koprivica al cugino di Mesic, Zarko Pavlina, e poi la questione con la compagnia “Badel”, a favore della quale è intervenuto per lo blocco di conti correnti. Mesic è stato così definito come un “presidente criminale”, visto che la sua campagna elettorale si sospetta sia stata fatta grazie al sostegno di una forte lobby. Uno di loro è Hrvoje Petrac, che ha finanziato la sua campagna presidenziale, ed ha più volte citato Mesic con il soprannome di “Kaktus” nelle lettere in cui parlava dell’ex proprietario del settimanale “Nacional” Ivo Pukanic.<br /> <br /> Non si deve sottovalutare nemmeno il fatto che sia saltato fuori il nome di Bandic, accusato di essere coinvolto nello scandalo della Hypo Bank austriaca, come riportato dai media di Vienna, secondo cui Bandic abbia ricevuto forti somme di danaro con crediti molto vantaggiosi. Alla distribuzione dei soldi, oltre Bandic, ha partecipato anche Zagorac, il quale ha intestato a suo nome i progetti di Pula, Rovinj, Dubrovnik e a Hvar, e ha ricevuto 260 milioni di euro di finanziamento. Gli scandali e le "prove di stile" non sono state le uniche note di questa campagna elettorale. Da evidenziare che i candidati presidenziali hanno intavolato una vera e propria competizione per ottenere i potenziali 300.000 voti dei bosniaci che potrebbero determinare l'esito delle elezioni presidenziali del 27 dicembre. Considerando che la competizione politica all'interno della Croazia è molto serrata, i candidati sono molto interessati ad ottenere i voti dei croati in Erzegovina, i quali, alle scorse elezioni, hanno portato alla vittoria il partito HDZ (Unione democratica croata). Questa volta il candidato della HDZ, Andrija Hebrang, avrà davanti a sé un'impresa ardua per ottenere l'appoggio dei cittadini croato-bosniaci: Hebrang dovrà competere contro Dragan Primorac e Milan Bandic, entrambi nati in Erzegovina. Questo potrebbe essere un fattore essenziale, dato che i cittadini di Erzegovina sono più propensi a scegliere un loro "concittadino". Infine, a sostenere i rispettivi candidati è intervenuto anche la voce dei vescovi cattolici, che hanno fatto appello a tutti i credenti della Croazia affinché partecipino alle elezioni per dare un nuovo volto al Paese, con un'impronta più moralista. I vescovi ritengono che il presidente deve rappresentare il paese in tutta la sua completezza: le tradizioni non devono essere trascurate, partendo sempre dalla posizione della religione cattolica. Ad ogni modo, è divenuto sempre più evidente come in Croazia si sia venuta a creare una netta bipartizione: nel passato i presidenti erano tendenti alla criminalità e alle lobbies, mentre gli attuali candidati all’ignoranza e al partitismo. <em><strong>Mirna Popovic</strong></em>
Hai letto il sommario. Il corpo dell'articolo, le fonti e la rete di entità collegate sono riservate ai nostri lettori.
L'Osservatorio Italiano è un riferimento economico tra l'Italia e il mondo, al servizio delle PMI. Inizia da una breve presentazione del progetto.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.