Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Come Rinascita Balcanica ha già avuto modo di spiegare, anche Domagoj Margetic, membro del team dei esperti per la lotta della criminalità organizzata nel Sud Est Europa, sostiene che i veri “disegnatori” degli schemi…
Come Rinascita Balcanica ha già avuto modo di spiegare, anche Domagoj Margetic, membro del team dei esperti per la lotta della criminalità organizzata nel Sud Est Europa, sostiene che i veri “disegnatori” degli schemi sull'organizzazione criminale bosniaca ad ampio spettro, sono da cercare all'interno dell'intelligence atlantica ed europea. L'OHR diventa bersaglio di lotte interne alla Comunità Internazionale, mentre un'altra indagine, ben più importante, viene insabbiata. Dopo la pubblicazione dei famosi schemi che dovrebbero dimostrare il coinvolgimento dei vertici politici bosniaci a strutture di criminalità organizzata, e le stesse accuse del quotidiano Dnevni Avaz nei confronti dell'Ufficio dell'OHR minacciando un'azione di risarcimento danni, i fatti stanno lentamente svelando la vera storia che si nasconde dietro lo scandalo. Come Rinascita Balcanica ha già avuto modo di spiegare, anche <strong>Domagoj Margetic</strong>, membro del team dei esperti per la lotta della criminalità organizzata nel Sud Est Europa, sostiene che i veri “disegnatori” degli schemi della discordia (<strong><em><a style="border-bottom: 0px none;" href="http://rinascitabalcanica.com/?read=37715">Il Dnevni Avaz accusa l'OHR di falsificazione di documenti</a></em></strong>) sono la NATO e l'UE ma non l'OHR. Non si tratta di un'indagine portata avanti dall'OHR perché non sarebbe mai potuto arrivare in alto, essendo un sistema di controinformazione tipico dell'intelligenze della NATO e delle forze interne all'EUFOR sul territorio della BIH, come spiega Margetic.<em> “L'iniziativa di questa indagine è giunta dalla NATO perchè questa rete di criminalità organizzata va sicuramente a svantaggio della sicurezza atlantica</em>”, chiarisce Margetic, confermando anche che l'OHR deve spiegare come mai da questa istituzione sono fuoriusciti dati di una così importante indagine, e come sia possibile che proprio il Dnevni Avaz e il suo proprietario <strong>Fahrudin Radoncic</strong> stiano ora agendo. Secondo Margetic "<em>pubblicare sui media di Sarajevo dati a cui sono collegati tutti i grandi poteri della vita politica e religiosa della criminalità organizzata, potrebbe compromettere un'indagine e dare a vedere che i bosniaci e la élite bosniaca è sotto osservazione perché collegati con il terrorismo internazionale e la criminalità organizzata”. “Quelli che a Sarajevo pensano che possono mette fine ad un'indagine seria sollevando il polverone di quella cosiddetta indagine fatta dall'OHR, stanno sbagliando di grosso, perchè se un'indagine esiste, è fatta dalla NATO e dall'UE. Cercando di focalizzare l'attenzione di tutti su questa presunta indagine con sanzioni per tutti i colpevoli coinvolti in questa storia</em>”, dichiara Margetic. A suo parere, è ovvio che da un paio di mesi l'OHR ha continuato a lavorare sulle prove raccolte dalla intelligence della NATO, giungendo alle conclusioni che tutta la élite politica di Sarajevo è una rete di un sistema criminale. Margetic così si chiede perchè la élite di Sarajevo ora si meraviglia del fatto che sono venuti alla luce i fatti legati ai loro affari. Esistono anche i dati del coinvolgimento della élite croata coinvolta nella criminalità organizzata e nel terrorismo internazionale. “<em>E` chiaro che questi schemi sono stati fatti dall'intelligence della NATO insieme con i vari servizi segreti degli Stati che stanno lavorando sull'indagine del traffico della droga, sulle armi che dalla Croazia arrivavano in Bosnia, e anche sul finanziamento del terrorismo tramite la Croazia</em>", afferma ancora Margetic. Questi ha spiegato che all'interno della comunità islamica a Zagabria ha sede un comitato segreto a cui giungono fondi provenienti da organizzazioni terroristiche, soldi che poi saranno versati nelle casse del Ministero delle Finanza in Croazia e nei conti correnti segreti di Privredna Banka Zagreb per la élite bosniaca. Tutti questi dati sono in possesso del team degli esperti per la criminalità organizzata di cui Margetic è membro, prove che dimostrano il coinvolgimento della élite croata a quella bosniaca con una rete transnazionale di criminalità organizzata e terrorismo. Per quanto riguarda gli schemi realizzati per incriminare i serbi, Margetic non sa se è stata fatta una reale indagine, avvertendo che <em>"l'élite bosniaca a questo punto è pronta fare di tutto, anche disegnare e inventare schemi per attaccare altri</em>". Il team degli esperti per l'Europa del Sud-Est da tempo ha chiesto che venga chiuso il partito dell'SDA su di base dei dati giunti dalla Interpol e che accusano i vertici di Sarajevo per i legami che hanno avuto con Bin Laden e il terrorismo internazionale. <br /> <br /> Dai media della Federazione e gli stessi schemi pubblicati si può rilevare che il capo di questa rete è <em>Reis ul-Ulema Mustafa Ceric, legato ai politici Hasan Cengic, Fahrudin Radoncic (proprietario di Dnevni Avaz ), Bakir Izetbegovic, Alija Delimustafic, Bakir Alispahic e Senad Sahinpasic Saja. Nel secondo circolo vi sono Edhem Bicakcic, Sulejman Tihic e il direttore dell'Ufficio delle tasse della FbiH, Midhat Arifovic</em>. Radoncic, nel suo intervento attraverso il quotidiano Avaz, conferma che le diffamazioni nei suoi confronti sono il frutto degli attacchi di Raffi Gregorian che vuole dare a Banjaluka una scusa per l'indipendenza. Ovviamente, non c'è modo migliore di rispondere ad un'accusa lanciando con un'altra accusa, e ora potrà usare il quotidiano e l'occasione che si è creata per accusare la RS di "aspirazioni secessioniste". Così accusa Raffi della “segreta relazione con Dodik”, confermando che era troppo chiaro perché Dodik, finora e dopo il famoso dossier della SIPA non è stato arrestato, ma non conferma che le entità giuridiche non avevano tutto questo materiale per accusarlo. “<em>E` ovvio che qui si tratta di false accuse contro Dodik, che possono così aiutare a mettere in atto le minacce dell'indipendenza”</em>, spiega Radoncic della sua teoria sul collegamento tra Gregorian e Dodik.<br /> <br /> <em>“Non ho paura di nessuna indagine sopratutto di quei ladri internazionali caduti nella grande criminalità</em>”, continua Radoncic, confermando che Gregorian sarà accusato in America e con tutte la argomentazioni potrà dimostrare ciò che ha detto. “<em>Esiste qualcosa di legale davanti a lui? -</em> chiede Radoncic - <em>cosa potrà mai dire Raffi per tutte le bugie dette sul fatto che i bosniaci sono dei terroristi e finanziano il terrorismo islamismo radicale nel mondo?</em>". Secondo lui, Gregorian è guidato da alcune lobbies della guerra e il suo attacco si dimostra solo con un tentativo di fuga dalla giustizia americana per essere processato.<em> "Raffi Gregorian vuole frantumare questo Paese e mettere i bosniaci e musulmani in una situazione di schiavitù. Noi non abbiamo paura di lui e questo lo deve sapere chi ha paura dello Stato giuridico. Accusare i musulmani e la comunità musulmana tramite la TV federale ha reso ormai chiaro il suo tentativo di ostacolare lo sviluppo della BIH, e negarci i visti. La Bosnia non sarà una colonia e i bosniaci non cammineranno a testa bassa, non ci spaventa con le sue indagini</em>”, afferma Radocic. Tuttavia, come stanno le cose a questo punto, possiamo senz'altro affermare che la BIH è una colonia della Comunità Internazionale dal 1995, un protettorato non proclamato, e messo sotto il terrore non soltanto della Comunità Internazionale, ma anche degli stessi politici e diplomatici della vecchia guardia. Il futuro della Bosnia sta invece in un sistema giuridico, uguale per i tutti, in cui i diritti umani saranno rispettati sulla base della legge internazionale e nel rispetto delle diversità delle nazioni che dovrebbero convivere insieme. <em><strong>Biljana Vukicevic</strong></em>
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