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Parigi - La Francia aveva un interesse ad evitare che il Generale dell'esercito croato e ricercato del Tribunale dell'Aja, <strong>Ante Gotovina</strong>, si presentasse dinanzi alla giustizia internazionale, e lo ha sostenuto e protetto. Questo quanto…
Parigi - La Francia aveva un interesse ad evitare che il Generale dell'esercito croato e ricercato del Tribunale dell'Aja, <strong>Ante Gotovina</strong>, si presentasse dinanzi alla giustizia internazionale, e lo ha sostenuto e protetto. Questo quanto affermato dal quotidiano francese "<em>Liberation</em>", citando le parole del diario del Generale <strong>Philip Rondot</strong>, che nell'aprile del 2003, come esperto nella ricerca dei criminali di guerra nei Balcani, viene inviato in missione segreta a Dubrovnik per negoziare il fermo di Ante Gotovina. Dopo un incontro con uno dei suoi contatti in Croazia, egli scrive: <em>"AG (ndr. Ante Gotovina) non si arrenderà, resterà dove si trova</em>". Questo su suggerimento del capo del personale della Difesa, <strong>Michèle Alliot-Marie</strong>, che gli risponde: "<em>Abbiamo un interesse</em>". I francesi hanno così cercato di salvare Gotivina, negoziando la sua libertà contro la cattura di un altro ricercato, come spiega Liberation senza però specificare di chi si trattasse. <br /> L'allora capo Procuratore dell'Aja, Carla del Ponte, non accettò la proposta francese e si mostro 'molto critica' alla proposta di Alliot-Marie. Così il 17 marzo 2005, Philippe Rondot, ha scritto per l'Eliseo una relazione sui rapporti tra Gotovina e il Dgse (Servizi segreti francesi). "<em>Il DGSE ha avuto rapporti con i croati della seconda metà del 1991 - </em>scrive nel suo diario - <em>ossia una missione di aiuti ai segreti alle forze speciali croate, che durò fino al 2000. Degli agenti della Dgse, sotto copertura, avevano dei legami con il Generale Ante Gotovina, prima a Zagabria e poi a Zara. Così, nell'agosto del 1995, uno degli agenti segue lo svolgimento dell'operazione "Oluja" per riconquistare la Krajina dall'esercito croato. E' Per gli incidenti che si sono verificati in questo periodo, che il generale Ante Gotovina è ora perseguito dal TPIY</em>", dice ancora Rondot. Nelle sue parole, spiega Liberation, Rondot teme le orme <em>"lasciate dall'azione del Dgse</em>", anche se <em>"il Generale Ante Gotovina non ha mai rivelato i legami che esistevano al tempo della guerra tra lui e la Francia". "Credo che il Dgse e il sostegno francese potrebbero essere sottoposti ad un esame approfondito</em>", afferma dubbioso. Infine, nell'aprile del 2005, Rondot è ancora più chiaro dinanzi a Michèle Alliot-Marie e scrive telegrafico: "<em>Mi rifiuto di catturare Gotovina con l'inganno: MAM è d'accordo</em>".
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