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Il Consorzio greco Balcan Energy ha consegnato oggi la migliore offerta per l'acquisto del 18,3 per cento delle azioni della Elektropriveda Crne Gore (EPCG). Allo stesso tempo, si fa sempre più vicina la possibilità che il consorzio greco…
Il Consorzio greco Balcan Energy ha consegnato oggi la migliore offerta per l'acquisto del 18,3 per cento delle azioni della Elektropriveda Crne Gore (EPCG). Allo stesso tempo, si fa sempre più vicina la possibilità che il consorzio greco chiederà al Governo di avere la facoltà di acquistare le azioni già possedute dalla società italiana A2A in EPCG, pari al 15%. Un'eventualità che consentirà agli italiani di guadagnare circa 80 milioni di euro. Il Consorzio greco <strong>Balcan Energy</strong>, composto da Public Power Corporation-Golden Energy, ha consegnato oggi la migliore offerta per l'acquisto del 18,3 per cento delle azioni della Elektropriveda Crne Gore (EPCG), nel quadro di un'operazione di ricapitalizzazione e privatizzazione della società di energia elettrica del Montenegro. L'offerta dei greci è pari a 11,10 euro per azione, ossia 260 milioni di euro, mentre la società italiana A2A ha invece offerto 8,40 euro, oppure 197,4 milioni di euro. Allo stesso tempo, si fa sempre più vicina la possibilità che il consorzio greco chiederà al Governo di avere la facoltà di acquistare le azioni già possedute dalla società italiana A2A in EPCG, come reso noto dal quotidiano Vjesti. "<em>Non sarebbe nel migliore interesse per lo sviluppo del settore energetico in Montenegro, eliminare l'investitore strategico, che ha formulato la migliore offerta finanziaria e ora vuole avere la possibilità di decidere se acquistare il 16 per cento delle quote possedute dalla A2A</em>", ha affermato una fonte vicina al consorzio greco per il quotidiano Vjesti. Infatti, A2A, alla fine di maggio, ha acquistato dai quattro fondi privatizzati, ossia Atlasmont, Eurofond, Moneta e Trend, azioni pari al 15,4% della Elektroprivreda, per una cifra di circa 122,7 milioni di euro, ovvero 7,1 euro ad azione. Se i Greci fossero ora costretti ad acquistare queste azioni dagli Italiani, ad un prezzo di 11,1 euro, questo significherebbe che l'A2A guadagnerebbe 80 milioni di euro per la differenza di un periodo di tre mesi. <br /> <br /> Di fatti, subito dopo la prima operazione italiana volta al rastrellamento delle azioni di EPCG, il Consorzio greco ha inviato una lettera alla Commissione di gara in cui chiede che ad ogni partecipante alla gara sia dato il diritto di riscatto delle azioni degli azionisti di minoranza entro la fine del procedimento del tender. In aggiunta, anche gli altri partecipanti alla gara l'hanno mosso tale richiesta alla commissione di gara. Secondo quanto aggiunge ancora il Vjesti, i greci hanno annunciato nella loro offerta che nei prossimi cinque anni investiranno due miliardi di euro nella EPCG e nelle nuove fonti di energia elettrica, il che permetterà di creare un numero significativo di nuovi posti di lavoro, nonché lo sviluppo di un progetto di interconnessione con l'Italia, oltre ad un programma sociale molto interessante per i lavoratori in esubero. Il consorzio greco ritiene che l'acquisto di azioni dall'A2A sia una "complessa questione giuridica", e che dovranno essere i Governi a decidere sulla base dei prezzi offerti, degli investimenti previsti e degli altri riferimenti, e non sulla base degli interessi "degli interessati al mercato". Il consorzio greco, inoltre, non ha voluto commentare gli esiti della gara. "<em>Abbiamo presentato un'offerta seria e forte al Governo del Montenegro e vogliamo che la Commissione di gara legga con attenzione la nostra proposta, il business-plane e il programma sociale. In questa fase difficile, non vogliamo influenzare nessuno</em>", afferma la stessa fonte per Vjesti. <br /> <br /> La Commissione di gara, nei prossimi giorni, dovrà ora studiare le offerte finanziarie, i piani aziendali e i profili aziendali degli altri partecipanti alla gara, quali Inter Rao, Elektroprivreda (EPS) e NTE. Tra l'altro, la EPCG sembra essere un target interessante sia per i greci che per gli italiani, considerando che la società opera nella produzione e nella distribuzione di elettricità, dispone di due unità produttive per una potenza complessiva di 868 MW (658 MW idroelettrico e 210 MW termico), con una produzione netta di 2.045 GWh distribuiti a 322.500 clienti. L'investimento dei greci è stato visto, tuttavia, con molte riserve da alcuni analisti, in considerazione del fatto che il consorzio greco Public Power Corporation (PPC) ha accumulato già un insuccesso nei Balcani, con la perdita di alcune opportunità in Macedonia e Bulgaria, al contrario di Inter RAO che è riuscito ad acquistare a basso prezzo la centrale termoelettrica di Negotino. L'investimento della società italiana A2A, era stato più volte presentato dallo stesso corpo diplomatico italiano, come un'ottima opportunità per sviluppare dei progetti energetici comuni tra i due Paesi, come il rimodernamento della rete elettrica e l'istallazione di cavi di interconnessione, sull'esempio dell'Albania. La A2A è una società di medie dimensioni, ma con sistemi operativi che funzionano molto bene e che possono garantire la stabilità energetica in Montenegro, quasi da preferirsi a grandi investitori, come CEZ, EON, EVN, che sono presenti in Bulgaria, Romania, Albania e Macedonia, ma hanno avuto una risposta dai cittadini a volte negativa. La A2A è la multiutility, nata il primo gennaio 2008 dalla fusione tra AEM SpA Milano e ASM SpA Brescia, con l'apporto di Amsa ed Ecodeco, due società ambientali acquisite dal Gruppo. Oggi la A2A è leader nazionale nel settore ambientale, nonchè al primo posto tra le ex municipalizzate italiane per clienti e fatturato, ottenendo sempre ottimi risultati dei suoi progetti energetici, per efficienza e per stabilità finanziaria. <em><strong><br /> </strong></em> <em><strong>Fulvia Novellino</strong></em>
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