Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
L`avventura dei 170 studenti albanesi, bloccati per tre giorni sulle coste italiane, è giunta alla fine. Il traghetto è rimasto fermo tre giorni nel porto di Trieste, dopo che le autorità portuali hanno vietato loro di proseguire…
L`avventura dei 170 studenti albanesi, bloccati per tre giorni sulle coste italiane, è giunta alla fine. Il traghetto è rimasto fermo tre giorni nel porto di Trieste, dopo che le autorità portuali hanno vietato loro di proseguire il viaggio a causa delle irregolarità della documentazione presentata. Fonti dall`ambasciata hanno fatto sapere che è stata intrapresa un'azione penale nei confronti di 20 persone del gruppo che hanno avuto il visto pur non essendo studenti. Si fa così strada che, dietro il viaggio da incubo degli studenti albanesi, vi sia una truffa messa in atto da un'Agenzia di viaggi di Tirana. L`avventura dei 170 studenti albanesi, bloccati per tre giorni sulle coste italiane, è giunta alla fine. Nella giornata di sabato i ragazzi sono rientrati proprio nel Porto di Durazzo. Il traghetto è rimasto fermo tre giorni nel porto di Trieste, dopo che le autorità portuali hanno vietato loro di proseguire il viaggio a causa delle irregolarità della documentazione presentata. È stato dunque confermato che il traghetto "Venezia", che trasportava i tre autobus di studenti, è giunto a Durazzo e tutti i suoi passeggeri sono in ottimo stato di salute. Diversamente da quanto è stato detto all'inizio, secondo cui la loro destinazione fosse la Slovenia, gli studenti sono partiti per un'escursione in Francia e Spagna, ma poi bloccati sulle coste italiane per i visti annullati dall`ambasciata ungherese mentre erano in viaggio. Intanto sono varie le versioni di quanto è accaduto in questo viaggio, tra cui anche quella di essere caduti in una truffa fatta da un'agenzia turistica di Tirana, la quale ha promesso una gita turistica sul Mediterraneo con un visto Schengen ungherese. Pare che la stessa agenzia hanno fatto sì che l`ambasciata di Ungheria a Tirana annullasse i visti, e gli studenti, come noto, non hanno potuto più scendere neanche dalla nave. Uno degli studenti, dopo il rientro nel porto di Durazzo, ha affermato : “<em>Ci hanno annullato I visti senza alcuna ragione. Almeno li avessero annullati prima di partire. Il Console che è giunto da noi ci ha detto di non avere alcun potere sulla questione e non poteva fare niente</em>”. “<em>Stare in 170 su un traghetto è un incubo. Abbiamo sostenuto tutti i costi del viaggio e della permanenza sulla nave per quattro giorni, e solo ieri (venerdì) il traghetto italiano hanno concesso gli alimenti gratuiti</em>”, ha detto sabato un altro passeggero del traghetto. L`ambasciata albanese, dal canto suo, ha dichiarato di essersi messo in contatto con gli alberghi che avevano annullato la loro prenotazione. <br /> <br /> Facendo una rapida costruzione, sappiamo che il gruppo degli studenti era partito dal porto di Durazzo lo scorso mercoledì, e la prima fermata era quella di Trieste, per proseguire poi sulla costiera francese e spagnola, con un vero e proprio tour europeo. La polizia di frontiera italiana non ha permesso agli studenti di proseguire il viaggio dimostrando che i loro visti erano stati annullati dall`ambasciata ungherese a Tirana. Gli studenti, chiedendo il motivo per cui era stato deciso l`annullamento del visto e il loro blocco sulla nave, hanno saputo che la documentazione consegnata e depositata presso l`ambasciata ungherese, non era corretta. I controlli sono andati avanti per tutto il giorno di venerdì e nelle ore della notte, informando il consolato albanese a Milano, il quale a sua volta ha informato il Ministero degli Esteri di Albania. Le autorità della <em>polizia di frontiera, polmar e dogane</em> hanno interrogato i passeggeri e secondo le informazioni che l`ambasciata Albanese a Roma ha ricevuto dal Ministero degli Esteri, alcuni di loro hanno dichiarato di avere altre destinazioni (Spagna, Francia, Belgio) fuori dall`itinerario dichiarato. Queste affermazioni hanno peggiorato la situazione e fatto sì che venisse presa la decisione conclusiva di rifiutare il loro ingresso sul territorio italiano. Uno dei consoli albanesi si è interessato personalmente al problema, recandosi a Trieste. Secondo il rapporto del console giunto a Trieste e lo stesso Ministero degli Esteri, risulta che il viaggio degli studenti partiti da varie università private a Tirana era stato organizzato con l'intermediazione di un'agenzia privata di viaggi. <br /> <br /> Dal canto suo, l`ambasciatore dell`Ungheria, dopo che ha rilasciato i visti ha controllato le prenotazioni presso gli alberghi che sono stati contattati dall`agenzia, ha scoperto alcune incoerenze ed inesattezze, perché alcune di esse non erano state confermate dal pagamento o perché erano state annullate più tardi. Di conseguenza, l`ambasciata di Ungheria ha annullato i visti e ha annunciato che non erano più validi per entrare sul territorio italiano. Le autorità italiane hanno dichiarato che dei 170 studenti, 20 di loro avevano dei documenti irregolari, vedendosi così costretto ad interrompere il viaggio per tutti. <br /> Dopo che sono giunti nel porto di Durazzo, gli studenti hanno aspettato per due ore che arrivassero i passaporti e poi 50 di loro sono stati accompagnati al commissariato portuale, e sono stati sottoposti ad una verifica dettagliata della documentazione visto che si sospettava alcuni di loro, in realtà, non erano studenti. Fonti dall`ambasciata hanno fatto sapere che è stata intrapresa un'azione penale nei confronti di 20 persone del gruppo che hanno avuto il visto pur non essendo studenti. Altre fonti dei media locali albanesi affermano che volevano proseguire il viaggio verso l'Ungheria e non verso i Paesi del Mediterraneo. Ma al di là delle diverse giustificazioni, per questi studenti la gita resterà un ricordo brutto e deludente, mentre rimane il dubbio se saranno rimborsate le spese vive sostenute, oltre al biglietto dell`Agenzia e il pagamento del visto Shengen, si riferiscono alla permanenza all'interno del traghetto. <em><strong>Alketa Alibali</strong></em>
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