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Nel pomeriggio di ieri la polizia del Kenya ha arrestato a Mombasa un uomo che potrebbe essere tra i ricercati del Tribunale Penale Internazionale dell'Aja. Probabilmente si tratta di un uomo di 50 anni, di nazionalità straniera, che gestisce da anni…
Nel pomeriggio di ieri la polizia del Kenya ha arrestato a Mombasa un uomo che potrebbe essere tra i ricercati del Tribunale Penale Internazionale dell'Aja. Probabilmente si tratta di un uomo di 50 anni, di nazionalità straniera, che gestisce da anni un centro alberghiero sulla costa kenyota. La polizia non ha fornito il nome dell'imputato non avendo ancora una conferma della sua reale identità. Allo stesso modo, la Corte dell'Aja non ha rilasciato alcuna dichiarazione in merito, ma i sospetti ricadono subito sui grandi ricercati Ratko Mladic e Goran Hadzic. Nel pomeriggio di ieri la polizia del Kenya ha arrestato a Mombasa un uomo che potrebbe essere collegato ad una delle inchieste del Tribunale Penale Internazionale per la ex Jugoslavia(TPI). Secondo quanto dichiarato il portavoce della polizia kenyota<strong> Eric Kiraithe </strong>per l'Agenzia AFP, <em>"è stato arrestato un uomo che si sospetta possa essere ricercato dal tribunale internazionale dell'Aja ed è stato interrogato</em>". Secondo alcuni testimoni a Mombasa, citati dalla stessa Agenzia, si tratta di un uomo di nazionalità straniera, che gestisce da anni un centro di attività nautiche per un grande complesso alberghiero sulla costa, alla periferia della città. L'uomo è stato arrestato proprio all'interno del suo elegante hotel a Mombasa, come riportano alcuni media locali, nel quadro di un'operazione cruciale e delicata. I funzionari della polizia hanno affermato che l'indagato vive in Kenya dal 1998, investendo nel settore alberghiero nella Costa del Sud. Secondo alcune fonti individuate da Rinascita Balcanica, l'uomo potrebbe avere un'età di circa 50 anni.<br /> <br /> Il portavoce della polizia ha rifiutato di fornire il nome dell'imputato, non avendo ancora una conferma della sua reale identità. "Le sue impronte digitali e altri dettagli sono in fase di elaborazione per la sua verifica. Sarò in grado di dire se è un ricercato per genocidio, non appena saranno disponibili i risultati", afferma Kiraithe, il quale ha precisato che le sue impronte digitali saranno prese dai funzionari dell'Interpol, che forniranno la loro assistenza alla polizia del Kenya. "<em>Al momento, l'indagato ha detto agli inquirenti nel corso dell'interrogatorio di essere un investitore straniero, con notevoli interessi nel settore alberghiero. I nostri agenti di polizia stanno controllando le informazioni che ci ha dato. Se è innocente, sarà liberato</em>", ha continuato il portavoce della polizia, che ha tuttavia negato di fornire l'identità o la nazionalità del sospetto.<br /> <br /> Contattato dall'Agenzia, il Tribunale dell'Aja non ha voluto lasciare nessuna dichiarazione, sulla base della dichiarazione rilasciata dalla polizia Kenyota. Anche se parole, tuttavia, i sospetti ricadono facilmente sui grandi ricercati dell'Aja, ossia l'ex Generale serbo<strong> Ratko Mladic</strong>, e <strong>Goran Hadzic</strong>, ex leader dei serbi in Croazia. La notizia circa l'esistenza di una interconnessione di questo arresto con le ricerche del TPIY, non è stata confermata dalle autorità serbe e dall'Aja, tale che per il momento le uniche informazioni circa il legame dell'imputato con i crimini della Bosnia, sono trapelate da fonti della polizia del Kenya. Un eventuale accertamento dell'arresto di uno dei ricercati dell'Aja confermerebbe i sospetti che circolano da tempo sulla consegna di Ratko Mladic, ossia che entro la fine dell'anno si riuscirà a chiedere questo capitale, mentre Belgrado potrà continuare la sua strada di integrazione europea e di gloria. In caso contrario, qualora questo arresto si riveli essere l'ennesimo tentativo di disinformazione e di avvertimento nei confronti della Serbia. <em><strong>Fulvia Novellino</strong></em>
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