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La strategia della Turchia punta a rafforzare il proprio ruolo come hub logistico tra Europa, Asia e Medio Oriente, attraverso la costruzione di una rete integrata di corridoi terrestri alternativi alle rotte marittime più sensibili e vulnerabili sul piano…
La strategia della Turchia punta a rafforzare il proprio ruolo come hub logistico tra Europa, Asia e Medio Oriente, attraverso la costruzione di una rete integrata di corridoi terrestri alternativi alle rotte marittime più sensibili e vulnerabili sul piano geopolitico. In questo quadro, Ankara mira a sviluppare infrastrutture capaci di collegare direttamente il Mediterraneo con il Golfo e l’Oceano Indiano, riducendo la dipendenza dai passaggi marittimi critici. Una delle direttrici principali di questa visione riguarda la modernizzazione della storica Ferrovia dell’Hejaz e la sua progressiva riconnessione ai sistemi ferroviari regionali. Il primo passo operativo prevede il collegamento tra la Turchia e Aleppo, sfruttando poi l’asse esistente Aleppo–Damasco–Giordania, che costituirebbe la base per una futura estensione verso la Penisola Arabica. In prospettiva, sono in corso interlocuzioni con le autorità saudite per prolungare la linea fino all’Oman, con l’obiettivo finale di garantire alla Turchia uno sbocco diretto sull’Oceano Indiano e creare un’alternativa terrestre alle rotte che transitano dallo Stretto di Hormuz. Parallelamente, si inserisce il Development Road Project, un corridoio multimodale di circa 1.200 km che collegherà il Golfo di Basra al confine turco, integrando infrastrutture stradali, ferroviarie, energetiche e digitali. Realizzato in collaborazione con Iraq, Emirati Arabi Uniti e Qatar, questo asse infrastrutturale si inserisce nella stessa logica strategica di Ankara.
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