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REPORTEconomia · OI-352178 · 24/02/2026 15:25:54 · 115 g fa6 min lettura
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TRIPP come nuova opzione strategica per il transito tra Europa e Asia

DiOsservatorio ItalianoSommario

Il progetto TRIPP (Trump Route for International Peace and Prosperity) non è una semplice infrastruttura stradale o ferroviaria, è la chiave politica che gli Stati Uniti stanno inserendo nel cosiddetto Corridoio di Mezzo con l'obiettivo di creare una rotta…

Il progetto TRIPP (Trump Route for International Peace and Prosperity) non è una semplice infrastruttura stradale o ferroviaria, è la chiave politica che gli Stati Uniti stanno inserendo nel cosiddetto Corridoio di Mezzo con l'obiettivo di creare una rotta commerciale eurasiatica che escluda la Russia e l'Iran. Gli Stati Uniti e l'Armenia hanno firmato a Washington il 13 gennaio un Memorandum d'intesa per sviluppare il corridoio commerciale, un progetto che mira a garantire un collegamento multimodale senza ostacoli attraverso il territorio armeno, collegando l’Azerbaigian continentale con la Repubblica autonoma di Nakhchivan e rafforzando la rotta commerciale transcaspica. A livello operativo è previsto un modello “front office – back office”, dove operatori terzi gestiranno i servizi amministrativi e logistici, mentre le autorità armene conserveranno il controllo delle dogane, la sicurezza e l'immigrazione. In una dichiarazione congiunta, Il segretario di Stato americano Marco Rubio e il ministro degli Esteri armeno Ararat Mirzoyan, hanno annunciato una nuova joint venture - TRIPP Development Company (TDC) per costruire gli elementi iniziali ferroviari e stradali del progetto, con gli Stati Uniti che assumeranno una quota di controllo del 74% per i prossimi quarantanove anni, che tornerà a una quota del 51% per i successivi cinquant'anni. Questa partecipazione di maggioranza statunitense funge da garanzia di sicurezza per gli investitori privati e di minimizzare i rischi di nazionalizzazione o di interferenze politiche regionali. Nonostante il controllo finanziario degli Stati Uniti, l'Armenia mantiene la sovranità formale su dogane, tassazione e sicurezza interna, un equilibrio necessario per mitigare le tensioni politiche interne e regionali. Il cuore fisico del TRIPP è il ripristino e la modernizzazione dei collegamenti di terra tra Armenia e Azerbaigian, chiusi per oltre trent'anni. Oltre alla fondamentale connettività marittima nel Mar Caspio, il progetto si configura come un corridoio multimodale (ferroviario, stradale, energetico e digitale), come una spina dorsale infrastrutturale nel Caucaso meridionale, lunga circa 43 km. ll progetto prevede la ricostruzione della linea ferroviaria dell'era sovietica che collegava Baku a Nakhchivan e alla Turchia, mentre gli Stati Uniti intendono subaffittare il terreno per sviluppare una linea ad alta capacità gestita da un consorzio internazionale. Parallelamente alla ferrovia, è prevista una superstrada che permetta il transito di mezzi pesanti destinati al trasporto di merci deperibili e prodotti industriali, riducendo drasticamente i tempi di viaggio rispetto alla rotta attuale che attraversa l'Iran. Il TRIPP non serve solo a spostare container, ma a ridisegnare la mappa energetica dell'Eurasia, il framework del progetto includendo il diritto di sviluppare condotte per idrocarburi destinate alle esportazioni di gas dall'Asia Centrale verso la Turchia e l'Europa, tramite l'Armenia, come alternativa al Trans-Anatolian Natural Gas Pipeline (TANAP). TRIPP include anche la sincronizzazione delle reti elettriche regionali, permettendo all'Armenia di vendere energia elettrica in eccesso o importarne durante i picchi, cosi riducendo la dipendenza dalla rete russa. Il progetto include la posa di cavi in fibra ottica lungo tutto il percorso del corridoio, gli Stati Uniti fornendo assistenza tecnica per implementare sistemi digitali di sdoganamento pre-clearance e tecnologie di scansione avanzate. Impatto regionale del TRIPP. Per l'Asia Centrale, il TRIPP è inutile senza l'efficienza dei porti caspici. Qui entra in gioco la ERSAI Caspian Contractor LLC, una joint venture strategica tra l'italiana Saipem e la kazaka ERC Holdings, che gestisce il dragaggio del porto di Kuryk per portare il pescaggio a 5 metri. Questo permetterà la navigazione tutto l'anno a navi di grande stazza, eliminando uno dei principali colli di bottiglia fisici del Mar Caspio. Oltre al dragaggio, ERSAI opera come hub di fabbricazione offshore, collegando la logistica del trasporto alla capacità industriale pesante della regione. L'approfondimento consentirà la navigazione tutto l'anno, eliminando i fermi stagionali legati alle basse acque e permettendo ai traghetti di operare a pieno carico verso il porto di Alat (Azerbaigian). Tramite il porto di Kuryk, gli Stati Uniti e il Kazakistan vogliono rendere questo scalo l'unico punto della costa orientale del Mar Caspio capace di accogliere le nuove navi di grandi dimensioni, centralizzando il traffico marittimo e sottraendo rilevanza ad altri porti russi o iraniani meno attrezzati. La Russia ha costruito numerose dighe e bacini idrici lungo il corso del Volga, che fornisce circa l'80% dell'acqua del Caspio. La crisi idrica del Mar Caspio non è solo un disastro ecologico, ma rappresenta oggi il principale ostacolo fisico alla riuscita del progetto TRIPP e del Corridoio di Mezzo. All'inizio di febbraio, una delegazione dell'Uzbekistan, guidata dal ministro degli Esteri Bakhtiyor Saidov, ha firmato un memorandum con gli Stati Uniti sui minerali critici e sulle terre rare. Questa mossa considera l’estrazione e la lavorazione come una partnership nella catena di approvvigionamento piuttosto che come un investimento una tantum. Allo stesso tempo, l’Uzbekistan ha spinto la creazione di regole con i partner del corridoio, senza aspettare che lo facessero gli esterni. Il 10 febbraio, Azerbaigian, Turkmenistan, Uzbekistan e Georgia hanno firmato un protocollo che copre la digitalizzazione e lo sviluppo delle merci lungo il corridoio centrale, compresi metodi condivisi per monitorare ritardi e punti critici. Ciò è in linea con il necessario snellimento delle pratiche burocratiche. Il Kazakistan si posiziona come il baricentro logistico del progetto. La sua strategia è quella del "multi-vettorialismo", cioè mantenere relazioni stabili con Mosca e Pechino, ma aprendosi anche all'Occidente per bilanciare le influenze. Il Presidente kazako, Qasym-Jomart Toqaev vede nel potenziamento del porto di Kuryk la possibilità di trasformare il Mar Caspio in un hub commerciale. L'obiettivo sarebbe quello di ridurre i costi di transito per il grano e per le risorse minerarie, attualmente dipendenti per oltre l'80% dalle ferrovie russe. Tuttavia, TRIPP non è volto a minimizzare le alleanze con Mosca, ma più rotte esistono, più potere contrattuale si crea. Il successo del progetto dipenderà dalla capacità di trasformare questi accordi politici in flussi di cassa reali entro l'inizio dei lavori del 2026. Posizione della Russia e dell'Iran Il TRIPP, bypassando il territorio russo, rende l'Asia Centrale meno vulnerabile alle sanzioni occidentali contro Mosca e meno dipendente dal Cremlino. La risposta russa si è concentrata sul potenziamento dell'International North-South Transport Corridor (INSTC), accelerando gli accordi con l'Iran e l'Azerbaigian, e aumentando il traffico verso l'Oceano Indiano, cercando di deviare i flussi commerciali lontano dall'asse trans-caucasico sostenuto dagli USA. D'altra parte, Teheran vede il TRIPP come una minaccia diretta alla sua sicurezza nazionale e al suo ruolo di hub regionale. L'Iran ha storicamente beneficiato del transito tra l'Azerbaigian e la Repubblica Autonoma di Naxçıvan. Il TRIPP offre un'alternativa armena, sottraendo a Teheran preziose entrate doganali. La preoccupazione iraniana è che il TRIPP sia un cavallo di Troia per una presenza militare o di intelligence statunitense ai suoi confini settentrionali.

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OI-352178 · Economia
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Aziende
3
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Elaborazioni
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nel dispaccio
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Altri luoghi citati (non mappati): Naxçıvan · Baku · Mosca · Teheran
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