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Sarajevo - Non è realistico aspettarsi la chiusura di miniere e centrali termoelettriche in Bosnia Erzegovina (BiH) entro il 2030, considerando che al momento il 60% dell'energia elettrica in BiH è prodotto dalle centrali termoelettriche, affermano gli…
Sarajevo - Non è realistico aspettarsi la chiusura di miniere e centrali termoelettriche in Bosnia Erzegovina (BiH) entro il 2030, considerando che al momento il 60% dell'energia elettrica in BiH è prodotto dalle centrali termoelettriche, affermano gli interlocutori del portale bosniaco Capital responsabili della transizione del settore energetico e del processo di de-carbonizzazione in BiH. Con la firma della Dichiarazione di Sofia del 2021, la BiH si è impegnata ad ottenere la neutralità del carbonio entro il 2050, insieme ad altri Paesi europei. Tuttavia, attualmente l'obiettivo sembra lontano.<br /> <br /> Maksim Skoko, direttore della RiTE Gacko, afferma che in futuro si attende l'intensa de-carbonizzazione del settore energetico, sottolineando che essa richiede ulteriori fondi ma anche un rafforzamento delle risorse umane esperte che dovrebbero gestire il processo. Questi è convinto che, alla luce della situazione attuale, l'obiettivo di raggiungere la neutralità del carbonio entro il 2050 non sarà realizzabile, soprattutto a causa della diminuzione della pressione sulla BiH dopo l'insorgere del conflitto in Ucraina. Tuttavia, gli obblighi assunti rimangono validi, anche se è chiaro che dovranno essere fissati nuovi termini per l'adempimento. Come spiega, si dice ufficiosamente che le scadenze per ciò che doveva essere fatto entro il 2030, saranno rimandate al 2039 o perfino al 2050, ma queste informazioni non sono ancora ufficiali.<br /> <br /> Srdjan Todorovic, direttore del Fondo per la protezione dell'ambiente e l'efficienza energetica della Republika Srpska (RS), afferma che la RS ha armonizzato completamente la sua legislazione giuridica con quella dell'Unione europea (UE). Aggiunge che la de-carbonizzazione richiede significativi fondi ed investimenti nelle fonti rinnovabili, per i quali il sostegno dell'UE sarà fondamentale. Tale sostegno non manca, aggiunge Todorovic, ma per adempiere agli obblighi entro le scadenze previste dai documenti finora adottati, tale sostegno dovrebbe essere significativamente maggiore. Todorovic si aspetta che il Consiglio dei Ministri della BiH approvi presto un Piano integrato su energia e clima, il che segnerà un altro passo importante per la BiH. Affinché la transizione energetica possa essere realizzata con successo, sottolinea che è necessario attuare in modo sistematico e coerente misure di protezione ambientale e un uso più razionale delle risorse. Secondo lui, la RS ha definito il suo orientamento nel campo della decarbonizzazione della RS con la Strategia dello sviluppo energetico fino al 2035.<br /> <br /> Mirza Kusljugic, professore presso la Facoltà di Ingegneria Elettrica a Tuzla e presidente del Consiglio di Amministrazione del Centro per la transizione energetica sostenibile, spiega che la BiH deve velocizzare la de-carbonizzazione perché tutte le centrali termoelettriche, tranne la TE Stanari, utilizzano tecnologie vecchie di oltre 40 anni.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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