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NOTIZIE · OI-351822 · 29/09/2022 11:00:10 · 1360 g fa3 min lettura
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Serbia e FMI dinanzi ad un nuovo accordo

DiOsservatorio ItalianoSommario

Belgrado - Gli enti nazionali si sono già rivolti al Fondo Monetario Internazionale (FMI) con la volontà di concludere un accordo standby, sostanzialmente più vincolante di quello attuale, di natura non finanziaria e consultiva, ha riferito il 22 settembre,…

Belgrado - Gli enti nazionali si sono già rivolti al Fondo Monetario Internazionale (FMI) con la volontà di concludere un accordo standby, sostanzialmente più vincolante di quello attuale, di natura non finanziaria e consultiva, ha riferito il 22 settembre, il portale Biznis.<br /> <br /> I negoziati dovrebbero iniziare durante la visita della delegazione dell'FMI in ottobre, mentre il tema sarà, senza dubbio, un prestito a condizioni favorevoli, perché i prezzi del debito sul mercato stanno aumentando. Dall'esperienza dei contratti precedenti, la parte serba, per ottenere il via libera, deve impegnarsi in qualcosa, il che, il più delle volte, è tenere sotto controllo il disavanzo delle finanze pubbliche, così come il debito pubblico.<br /> <br /> Dal 2000 ci sono stati un totale di 8 accordi con l'FMI. La Banca nazionale serba (NBS) afferma che, in termini di successo della collaborazione e dell'utilizzo dei fondi, il periodo dal 2000 ad oggi può essere suddiviso con precisione in due sotto-periodi, dove la svolta è il 2012. Da allora, la Serbia, nell'ambito degli accordi conclusi con l'FMI, non ha utilizzato le risorse finanziarie.<br /> <br /> Il primo contratto stipulato dal 2012 era un accordo di attesa precauzionale a partire da febbraio 2015, per un periodo di tre anni, durante il quale la Serbia non ha richiesto né utilizzato i fondi, dopodiché sono seguiti due strumenti di coordinamento delle politiche, il cosiddetto PCI approvato per la prima volta nel luglio 2018. Si trattava di un nuovo meccanismo di sostegno dell'FMI per i Paesi membri, di natura consultiva e che non prevedeva l'utilizzo di risorse finanziarie, destinato ai Paesi impegnati nelle riforme. Con questo contratto, sono stati approvati 2,94 miliardi di euro, di cui 1,53 miliardi sono stati utilizzati per rafforzare le riserve valutarie del Paese.<br /> <br /> Vale a dire, la prima considerazione dell'accordo standby, del 2011, non è stata completata con successo e l'accordo è stato interrotto a causa della valutazione dell'FMI, secondo cui le autorità di allora non attuavano una buona politica economica, motivo per cui l'NBS ritiene che, in questo momento occorra considerare tutte le opzioni, non solo per quest'anno, ma anche per il medio termine. Questa crisi conferma quanto sia stato importante tutto ciò che è stato fatto in Serbia nei dieci anni precedenti, perché senza una buona base macroeconomica, la Serbia non sarebbe stata in grado di superare né la crisi causata dalla pandemia, né le condizioni attuali con crescita del PIL, attraverso un preservato mercato di lavoro, un sistema finanziario stabile, le riserve valutarie elevate, nonché attraverso la fiducia dei consumatori e degli investimenti, ha concluso la Banca nazionale serba (NBS). <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />

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