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Belgrado - Il Presidente della Serbia, Aleksandar Vucic, ha avuto una riunione, a Belgrado, con il Presidente della Slovenia, Borut Pahor, al termine della quale ha sottolineato che ogni incontro contribuisce all'instaurazione della pace nella regione. Da…
Belgrado - Il Presidente della Serbia, Aleksandar Vucic, ha avuto una riunione, a Belgrado, con il Presidente della Slovenia, Borut Pahor, al termine della quale ha sottolineato che ogni incontro contribuisce all'instaurazione della pace nella regione. Da parte sua, Pahor ha affermato che l'allargamento dell'Unione europea (UE) ai Balcani occidentali è l'unica risposta al diffondersi del nazionalismo e all'idea di cambiare i confini nella regione, ha riferito il 28 novembre, la Radio e Televisione Serba (RTS).<br /> <br /> Nel corso di una conferenza stampa congiunta, Vucic ha affermato di aver parlato con Pahor della situazione nella regione, delle relazioni bilaterali, della prospettiva europea della Serbia, nonché di tutti i temi di interesse per ambo le parti, aggiungendo che il collega sloveno è conosciuto come sostenitore dell'integrazione europea dei Balcani occidentali. I due interlocutori hanno preso in esame anche la situazione in Kosovo e Metohija, l'andamento del dialogo a Bruxelles ed i problemi che la Serbia deve affrontare nel tentativo di preservare la stabilità. Vucic inoltre, ha informato Pahor in merito all'iniziativa Open Balkan, sottolineandone gli effetti benefici per i Paesi partecipanti, ed ha espresso la speranza che tutti se ne rendano conto. Vucic ha ricordato anche che la Slovenia è il settimo Paese per numero dei soldati nella KFOR.<br /> <br /> Dopo l'incontro con Vucic, il Presidente sloveno si è detto preoccupato per le recenti dichiarazioni udibili nei Balcani occidentali ed ha valutato che l'UE dovrebbe ribattere promuovendo un'espansione, rapida e di successo. Pahor ha osservato che ciò sarebbe decisivo per la pace e la sicurezza, nonché per il benessere dei cittadini. Lo stesso si è detto preoccupato per il dialogo interrotto tra Belgrado e Pristina, il quale dovrebbe continuare, poiché lo stallo non gioverà né alla Serbia, né al Kosovo, né all'UE. <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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