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Tirana - L'Albania sta cercando, in tutti i modi, di evitare il pagamento di decine di milioni di euro all'imprenditore italiano, Francesco Becchetti, in merito al risarcimento da lui richiesto per la chiusura della televisione "Agon" nel 2015. Secondo…
Tirana - L'Albania sta cercando, in tutti i modi, di evitare il pagamento di decine di milioni di euro all'imprenditore italiano, Francesco Becchetti, in merito al risarcimento da lui richiesto per la chiusura della televisione "Agon" nel 2015. Secondo l'annuncio del Centro Internazionale per la Risoluzione delle Controversie sugli Investimenti (The International Centre for Settlement of Investment Disputes - ICSID), un tribunale arbitrale facente parte della Banca Mondiale, l'Albania, attraverso l'Avvocatura dello Stato, ha chiesto la correzione della decisione che condannava il Paese al pagamento di 110 milioni di euro, giudicando che la chiusura della televisione era "politicamente motivata". Questa sentenza rappresenta anche il valore più alto con cui l'Albania è stata condannata da un tribunale arbitrale.<br /><br /> Il primo tentativo dall'Albania avviato nell'agosto 2019, poco dopo la decisione della Corte, è stato respinto nell'aprile di quest'anno. Le autorità albanesi avevano chiesto l'annullamento della decisione presa. La richiesta di cancellazione è una forma straordinaria di ricorso e prevista a difesa dei principi giuridici fondamentali riguardanti un processo. La richiesta della parte albanese si basava sulla violazione delle procedure durante il processo arbitrale, ma la Commissione ad hoc costituita per riesaminare il caso, non ha ritenuto fondata la pretesa della parte albanese. Il Premier, Edi Rama, ha ripetuto diverse volte e pubblicamente che secondo lui, l'ultima parola non è stata detta. "Non prenderà nulla dalle tasche degli albanesi e dall'Albania, perché la lotta contro quel truffatore senza scrupoli continua. E' un ricercato dalla giustizia albanese e non gli permetteremo di mettere le mani nelle tasche degli albanesi", ha affermato Rama il 7 aprile, durante una riunione elettorale a Tepelena. La richiesta di rettifica della decisione, secondo gli esperti del settore, non cambia, però, la sostanza. Anche le stesse regole su cui opera questo Tribunale Arbitrale, spiegano che “la correzione di una sentenza è uno strumento normativo per le omissioni involontarie ed i piccoli errori tecnici minori in una decisione. Lo stesso consente al Tribunale Arbitrale di correggere gli errori che possono esser stati fatti durante la stesura in maniera non burocratica e affrettata. Tale correzioni sono previste dall'articolo 49 (2) della Convenzione di ICSID:<br /><br /> "Il tribunale, su richiesta di una parte, depositata entro 45 giorni dalla data in cui è stata emessa la decisione, dopo aver informato l'altra parte, può riesaminare qualsiasi aspetto che ha dimenticato di affrontare nella decisione, e correggere eventuali errori di natura amministrativa, matematica o di qualsiasi altro errore analogo. Il suo giudizio diverrà parte della decisione e sarà notificato alle parti con le stesse modalità con cui è stata notificata la decisione".<br /><br /> In questa fase, l'Avvocatura dello Stato viene assistita dallo studio legale britannico "Wragge Lawrence Graham", uno dei quattro studi legali che hanno rappresentato l'Albania nella prima causa contro l'imprenditore italiano. <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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