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Skopje - La proposta di BESA, un partito albanese piccolo ma importante nella coalizione di governo della Macedonia del Nord, per introdurre l'etnia nelle carte d'identità dei cittadini macedoni ha ricevuto l'approvazione politica quasi unanime nel Paese,…
Skopje - La proposta di BESA, un partito albanese piccolo ma importante nella coalizione di governo della Macedonia del Nord, per introdurre l'etnia nelle carte d'identità dei cittadini macedoni ha ricevuto l'approvazione politica quasi unanime nel Paese, scrive il quotidiano serbo Blic il 25 febbraio, aggiungendo che, all'altra parte, crescono gli avvertimenti verso tale mossa che potrebbe approfondire divisioni etniche e incitare la discriminazione, trattandosi dell'unico caso in Europa,. Questa proposta di BESA fa parte delle modifiche alla Legge sulle carte d'identità, entrate nella procedura parlamentare.<br /> <br /> I deputati di BESA affermano che la loro proposta, che fa parte di un accordo pre-elettorale con l'SDSM e ha il sostegno di altri partiti albanesi, è nello spirito del concetto multietnico dello Stato. Il Primo Ministro e il leader dell'SDSM, Zoran Zaev, non vede nulla di discutibile nel mettere l'etnia nelle carte d'identità e ricorda che la possibilità di farlo è stata data dalla Legge adottata con le modifiche costituzionali. Il vice Presidente del più grande partito di opposizione macedone VMRO-DPMNE, Aleksandar Nikolovski, ha confermato di non avere nulla in contrario che nella sua carta d'identità, oltre alla cittadinanza, ci sia scritto "di etnia macedone". Il leader del VMRO-DPMNE, Hristian Mickoski, da grande oppositore del cambio di nome dello Stato, condiziona il suo appoggio all'iniziativa dal fatto che l'aggettivo "del Nord" non deve comparire davanti alla Macedonia nelle carte d'identità. Il Presidente macedone, Stevo Pendarovski, ha affermato di non essere personalmente d'accordo con l'introduzione dell'etnia nelle carte d'identità, perché non esiste uno Stato democratico al mondo che l'abbia fatto, ma che firmerà il decreto se la legge passa la procedura parlamentare. D'altra parte, l'Alleanza Democratica, uno dei partiti minori nella coalizione di Governo, ritiene che una tale proposta sia contraria al concetto civico dello Stato, che possa discriminare i cittadini e portare a una violazione dei loro diritti individuali e civili. Il partito di sinistra di opposizione è d'accordo con l'Alleanza Democratica, e quindi ha presentato più di 1.200 emendamenti nel tentativo di impedire l'adozione della legge.<br /> <br /> Il giornalista e l'analista Saso Ordanoski scrive per CIVIL Media che il progetto della SDSM "Un'unica società per tutti", che avrebbe dovuto rafforzare il carattere civico costituzionalmente definito dello Stato, sta lentamente diventando un rifugio per tutte le frustrazioni nazionaliste nella coalizione di Governo di Zaev. "CIVIL Media" ha intervistato i cittadini macedoni sui social, ed hanno fatto notare che nessun Stato membro dell'UE o qualsiasi altra democrazia occidentale menziona l'etnia nei documenti personali, quindi invece di dedicarsi alla risoluzione dei problemi reali dei cittadini, il Governo macedone sta affrontando sciocchezze e crea problemi inutili.<br /> <br /> La maggior parte dei critici concorda con questo punto di vista, osservando che la proposta di "carte d'identità etniche" ha improvvisamente messo in ombra altre questioni nel Paese, come la vaccinazione lenta contro il Covid-19, la riforma giudiziaria e persino il blocco della Bulgaria sull'apertura dei colloqui di adesione all'UE. Questa proposta ha creato anche un consenso senza precedenti tra i rivali politici nella Macedonia del Nord, motivo per cui molti credono che dietro tutto ci sia un calcolo politico.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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