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NOTIZIE · OI-351304 · 24/11/2020 16:15:40 · 2033 g fa4 min lettura
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Partiti bosniacchi si oppongono alla costruzione delle centrali idroelettriche sulla Drina

DiOsservatorio ItalianoSommario

Banja Luka/Sarajevo - La recente ratifica della dichiarazione rispetto alla realizzazione del progetto della costruzione del sistema idroenergetico (HES) "Gornja Drina" tra il Primo Ministro della Serbia, Ana Brnabic, e le autorità della Republika Srpska…

Banja Luka/Sarajevo - La recente ratifica della dichiarazione rispetto alla realizzazione del progetto della costruzione del sistema idroenergetico (HES) "Gornja Drina" tra il Primo Ministro della Serbia, Ana Brnabic, e le autorità della Republika Srpska (RS), rappresenta il severo attacco alla sovranità della Bosnia ed Erzegovina (BiH), hanno affermato dal Partito d'Azione Democratica (SDA). La dichiarazione sull'HES "Gornja Drina" si basa sui regolamenti della legge sulla navigazione interna della RS secondo i quali tutti i fiumi nella RS sono stati segnalati come acque interne della RS. Si tratta però di regolamenti illeciti che la Corte Costituzionale della BiH, con la decisione U-9-19, ha dichiarato incostituzionali e lì ha annullati spiegando che i fiumi sono il bene dello Stato, ha riportato il portale Dnevnik il 13 novembre. La ratifica della dichiarazione suddetta rappresenta quindi la violazione delle giurisdizioni costituzionali della BiH. Il Governo della Serbia potrebbe negoziare soltanto con le autorità statali bosniache sul potenziale accordo sui progetti sul fiume Drina, mentre ogni altro accordo con i livelli più bassi rappresenta la violazione dell'Accordo di Dayton. Dall'SDA hanno affermato che sceglieranno i rappresentanti e useranno tutti gli strumenti disponibili per proteggere i beni, diritti e sovranità della BiH.<br /> <br /> Anche dal Fronte Democratico (DF) hanno affermato che il tentativo di realizzare il progetto di HES "Gornja Drina" è un atto illecito. Dal DF avvertono che la Serbia da prima deve alla BiH alcuni miliardi di BAM per lo sfruttamento illegale delle potenzialità idriche del fiume Drina, continuando anche a saccheggiare i beni pubblici della BiH usando gli accordi illegali fatti al livello dell'entità.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> Dopo la ratifica della dichiarazione sulla costruzione di tre centrali idroelettriche sul fiume Drina, ha reagito anche l'ex Ministro degli Esteri della BiH, Zlatko Lagumdzija, dicendo che le nuove centrali sono possibili solo con l'accordo internazionale tra la BiH e la Serbia. Lagumdzija afferma che oltre al fatto che i fiumi rappresentano il bene statale, sul fiume che rappresenta anche il confine tra i due Paesi non si può costruire niente senza l'accordo interstatale. Lo stesso ha anche ricordato che il piano di costruzione della nuova centrale sulla Drina è stato annunciato nell'ottobre 2012, quando però i due lati sono arrivati all'accordo che il Consiglio dei Ministri della BiH sarebbe stato responsabile per il processo dell'approvazione della concessione alle istituzioni della Federazione della BiH (FBiH) e RS nel progetto congiunto in cui il partner sarebbe la "Elektroprivreda Srbije". Su tali principi doveva essere firmato l'accordo interstatale però il processo è stato fermato. È chiaro che la dichiarazione non può essere realizzata, come è stato fatto con il memorandum sulla costruzione delle due centrali idriche sul Drina firmato in agosto 2018 a Trebinje tra la RS e la Serbia. Lagumdzija ha anche ricordato che due anni fa si parlava della costruzione di due centrali del valore di 200 milioni di euro, mentre adesso un Premier parla di 3 centrali di 200 milioni, mentre l'altro afferma che l'intero progetto ha il valore di 520 milioni di euro.<a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> Alla realizzazione del progetto tra la RS e la Serbia hanno reagito anche dall'Ufficio dell'Alto Rappresentante (OHR) in BiH, affermando che la RS e la FBiH hanno il diritto di prendere accordi con i Paesi vicini, però sempre rispettando la Costituzione della BiH, incluse le decisioni della Corte Costituzionale. Le attività che comprende il nuovo progetto, così come è stato rappresentato nei media, provocano dubbi per cui l'OHR invita le istituzioni competenti a determinate se in questo caso sono stati rispettati gli interessi della BiH.<a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a> I media hanno contattato anche il Ministero dell'Economia del Montenegro, chiedendo se la dichiarazione firmata danneggia gli interessi del Paese montenegrino nell'ambito dei potenziali energetici. Da questo Dicastero hanno affermato che non esiste la minaccia agli interessi montenegrini perché questo Paese ha adottato la dichiarazione sulla protezione del fiume Tara nel 2004, dando priorità così alla preservazione dell'ambiente rispetto all'uso dei potenziali idrici. In questo senso non esiste la paura, però il Montenegro è preoccupato per il rapporto indolente degli organi responsabili della RS rispetto alla richiesta del Montenegro per effettuare gli adeguati studi degli effetti sull'ambiente della costruzione della HE Buk Bijela. Dal Ministero hanno affermato che useranno tutte le convenzioni e meccanismi internazionali per difendersi dai potenziali effetti negativi dei progetti di questo tipo. Inoltre, dal Ministero hanno aggiunto non erano avvisati sull'accordo firmato tra la RS e la Serbia, però siccome si tratta di un accordo commerciale che comprende le condizioni dell'investimento, i due lati firmatari non avevano l'obbligo di avvisare anche il Montenegro. Le autorità montenegrine seguiranno lo sviluppo di questo accordo, proteggendo gli interessi del loro Paese.<a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br /> <br /> <br /> <br /> <br />

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Strumenti del dispaccio
Entità
20
menzionate
Persone
2
menzionate
Aziende
1
menzionate
◉ Geografia della notizia · 3 paesi coinvolti
Altri luoghi citati (non mappati): Republika Srpska · Federazione della Bosnia ed Erzegovina · Banja Luka · Rijeka · Sarajevo
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