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Zagabria - La Croazia, insieme alla Bulgaria, è stata ammessa, venerdì 10 luglio, al Meccanismo di cambio II (Erm II), che è l'ultimo passo prima di accettare l'euro come valuta ufficiale. L'ingresso nella zona euro è previsto nel 2023 o nel 2024 ed è stata…
Zagabria - La Croazia, insieme alla Bulgaria, è stata ammessa, venerdì 10 luglio, al Meccanismo di cambio II (Erm II), che è l'ultimo passo prima di accettare l'euro come valuta ufficiale. L'ingresso nella zona euro è previsto nel 2023 o nel 2024 ed è stata stabilita una parità quadro in base alla quale l'euro varrebbe 7,53 HRK. "E' normale attendere almeno 3 anni dall'ammissione al meccanismo di cambio fino all'entrata nella zona euro. Ma la cosa più importante è soddisfare tutti i criteri ed essi sono correlati al deficit di bilancio, al debito pubblico, ai tassi di interesse a lungo termine, all'inflazione e ai criteri legali. Secondo le nostre ultime analisi, la Croazia soddisfa tutti i criteri",ha dichiarato Valdis Dombrovskis, vicepresidente esecutivo della Commissione europea per l'economia, sull'ammissione della Croazia. <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <em>Plenkovic: L'ingresso nell'ERM II è un grande successo dello Stato </em><br /> <br /> Il Primo Ministro della Croazia, Andrej Plenkovic, ha tenuto, venerdì 10 luglio, una conferenza stampa sull'ingresso della Croazia nel Meccanismo europeo di cambio ERM II, e in tale occasione ha sottolineato che l'ingresso della Croazia nel Meccanismo europeo di cambio (ERM II) significa molto per la sua stabilità finanziaria e ne rafforza la reputazione in campo economico e finanziario. "Dall'adozione della nostra strategia per l'introduzione dell'euro nel maggio del 2018, il Governo, insieme alla Banca Nazionale Croata (HNB), ha lavorato diligentemente per raggiungere questo obiettivo. E' un passo che chiamiamo colloquialmente la lobby della zona euro", ha detto Plenkovic.<br /> <br /> Il Primo Ministro ha ricordato che, insieme a Schengen, l'ingresso nella zona euro è una delle due integrazioni "più profonde" che la Croazia, in quanto membro più giovane dell'UE, deve fare. Plenkovic ha sottolineato che l'adesione alla zona euro è stata sostenuta anche dalla Commissione europea. Parlando del processo di introduzione dell'euro in Croazia, ha spiegato che il Paese è attualmente il più piccolo Stato membro dell'Unione europea in termini di popolazione, che non è ancora nella zona euro.<br /> <br /> "In termini di determinati parametri noi siamo legati all'euro. I risparmi della popolazione in euro non sono mai scesi al di sotto del 66% e hanno registrato una media del 71% negli ultimi otto anni", ha affermato il Primo Ministro Plenkovic. Per quanto riguarda i prestiti, il 47% è in HRK con una clausola valutaria in euro e, negli ultimi otto anni, la media è del 54%, ha affermato. Plenkovic ha sottolineato che la parità centrale tra l'HRK e l'euro è stata determinata e sarà di 7.534.450 HRK, che corrisponde al tasso di cambio di mercato attuale al momento della decisione.<br /><br /> Dopo l'ingresso nell'ERM II, per entrare nell'area euro, il Primo Ministro ha spiegato che la Croazia deve continuare a soddisfare i criteri di Maastricht, ovvero i criteri di convergenza nominale, ossia la stabilità dei tassi di cambio, stabilità dei prezzi, stabilità dei tassi di interesse, con due importanti indicatori relativi alle finanze pubbliche: il disavanzo di bilancio e il debito pubblico.<br /> <br /> Il Primo Ministro ritiene che il Governo entri nella zona euro nel prossimo mandato. "Parleremo della data esatta quando saremo un po' più sicuri", ha detto Plenkovic.<br /> <br /> Il Vice Primo Ministro e Ministro delle Finanze croato, Zdravko Maric, ha dichiarato che la Croazia deve affrontare una serie di attività. Maric ha aggiunto che aderendo all'ERM II, la Croazia si è impegnata in ulteriori misure, come continuare a rafforzare il quadro per la prevenzione del riciclaggio di denaro, sollievo amministrativo e parafiscale dell'economia e dei cittadini ed ha compiuto ulteriori passi in merito alla legislazione fallimentare e le linee guida per una migliore governance nelle aziende di proprietà dello Stato. <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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