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NOTIZIE · OI-351024 · 03/12/2019 08:00:13 · 2392 g fa7 min lettura
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Le misure intraprese

DiOsservatorio ItalianoSommario

Tirana - A distanza di 6 giorni dal terremoto distruttivo del 26 novembre di magnitudo 6.4 che ha colpito l'Albania e a causa del quale hanno perso la vita 51 persone, l'ufficio del dirigente centrale delle operazioni per la gestione delle catastrofi…

Tirana - A distanza di 6 giorni dal terremoto distruttivo del 26 novembre di magnitudo 6.4 che ha colpito l'Albania e a causa del quale hanno perso la vita 51 persone, l'ufficio del dirigente centrale delle operazioni per la gestione delle catastrofi naturali ha elaborato un comunicato informativo sul lavoro delle istituzioni pubbliche nell'affrontare le conseguenze. Nello specifico è stato riferito che il Consiglio dei Ministri ha approvato il pacchetto di assistenza per le famiglie delle 51 vittime che comprende l'immediato alloggio in pensioni speciali, nonché la copertura delle spese per i funerali. Nel comunicato viene evidenziato che i danni maggiori alle abitazioni ed i principali feriti sono stati registrati nei municipi di: Durazzo, Kruja, Shijak, Kurbin, Tirana, Kamez, Vora e Lezha. Riportiamo di seguito le misure intraprese:<br /><br /> - Approvazione da parte del Consiglio dei Ministri di pacchetti assistenziali per le famiglie delle 51 vittime del terremoto del 26 novembre, che comprendono immediato alloggio dei famigliari, pensioni speciali, e copertura delle spese per le cerimonie funebri;<br /><br /> - Funzionamento dello Stato Maggiore di Emergenza Civile a Tirana, Durazzo e Lezha per gestire tutti gli aspetti del lavoro e far fronte alle conseguenze di breve e medio termine del terremoto;<br /><br /> - Fornitura di assistenza medica a 29 persone ferite, 22 delle quali si trovano presso l'Ospedale del Trauma, 4 nell'Ospedale di Durazzo e altre 3 all'estero;<br /><br /> - Alloggio presso le strutture alberghiere di Durazzo, Shengjin e Kavaja di 2633 persone;<br /><br /> - Sgombero di quattro palestre a Durazzo dopo le verifiche effettuate dalle unità amministrative. I residenti rimasti senza un tetto hanno ricevuto ricovero in strutture alberghiere.<br /><br /> A Tirana, cinque centri sociali continuano a fornire cibo e alloggio ai cittadini rimasti senza tetto a causa del terremoto. Anche oggi ha avuto luogo la distribuzione di alimenti, vestiti, medicinali, prodotti igienici, per tutti i cittadini negli alberghi e per coloro che hanno scelto di stare nelle tende vicino alle case, principalmente nelle zone rurali. Questo comprende il coordinamento degli aiuti offerti da molti co-cittadini, imprese, ONG locali ed estere (Italia, Grecia, Svizzera, ecc.), fratelli e sorelle dal Kosovo, Macedonia del Nord, Montenegro e dalla diaspora. Negli alberghi in cui alloggiano i cittadini, sono stati garantiti senza interruzioni il servizio medico e l'assistenza psicologica; sono stati redatti degli elenchi e sono stati disposti i preparativi per il trasporto dei bambini a scuola e dei genitori a lavoro.<br /><br /> Nel frattempo il gruppo di periti addetti alla valutazione delle abitazioni, composto da 70 esperti ingegneri nazionali ed esteri, organizzati in 11 squadre sostenuti anche dal Meccanismo Congiunto delle Emergenze Civili dell'Unione europea e delle Nazioni Unite, ha continuato la valutazione tecnica delle abitazioni portando a 40 il numero degli edifici esaminati. E' andato avanti anche l'abbattimento delle abitazioni distrutte dal terremoto nel municipio di Durazzo, in base alle delibere emesse dal consiglio municipale, secondo la valutazione tecnica ufficiale degli esperti. Fino ad oggi, nel distretto di Durazzo sono stati abbattuti 12 edifici e 5 nel municipio di Kruja. <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> Inchiesta della Procura di Tirana e Durazzo<br /><br /> La Procura di Durazzo ha annunciato di aver registrato il procedimento penale dopo il terremoto del 26 novembre. Le indagini saranno incentrate su due reati penali: costruzione senza permesso e abuso d'ufficio. Secondo la Procura, le gravi conseguenze del terremoto sono da attribuire a costruzioni senza permesso e incapacità di eseguire l'incarico da parte degli ingegneri e dei costruttori nonché l'incapacità di svolgere correttamente la funzioni di dipendente statale addetto alla supervisione delle costruzioni. L'organo di accusa ha spiegato che il caso verrà indagato da un gruppo di PM e ufficiali della Polizia giudiziaria, in attesa dei riferimenti da parte della Polizia. L'indagine riguarda in particolare gli edifici che saranno abbattuti a causa della qualità dei lavori e i danni subiti dal terremoto, per questo un gruppo composto da ufficiali della Polizia giudiziaria, accompagnato da esperti dell'edilizia, hanno avviato il lavoro sul terreno. <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a><br /><br /> Indagini sulla situazione venutasi a creare a causa della calamità naturale sono state avviate anche dalla Procura di Tirana. Lo scopo è effettuare rapide azioni al fine di chiarire le circostanze concrete che hanno portato alle conseguenze evidenziate ed allo stato delle costruzioni. L'inchiesta comprende il reato penale di "abuso d'ufficio", per il quale saranno indagati gli organi che hanno approvato i permessi di costruzione per stabilire se sono stati rilasciati conformemente alla normativa in vigore, nonché se le compagnie edili hanno rispettato il permesso ottenuto. La Procura del distretto giudiziario di Tirana per quest'inchiesta ha istituito un gruppo di lavoro, che include i reati penali di "abuso d'ufficio", "costruzione senza permesso" ai sensi dell'art. 199/a del Codice Penale, e "Fornitura di assistenza per la costruzione illegale", ai sensi dell'art 199/b del Codice Penale. L'accusa della capitale ha inoltre chiesto informazioni dal Municipio di Tirana sulle abitazioni ormai classificate come inagibili. La stessa informazione è stata richiesta anche alle altre strutture statali. <a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> Riunione del Comitato Nazionale di Ricostruzione<br /><br /> La morte di 51 persone a causa del terremoto del 26 novembre e i danni causati alle abitazioni hanno costretto il Governo Rama ad intraprendere un'iniziativa punitiva legale per chiunque abusi delle costruzioni. A seguito della riunione del Comitato Nazionale per la Ricostruzione, il Primo Ministro Edi Rama ha annunciato le gravi sanzioni che colpiranno costruttori ed architetti che hanno commesso abusi.<br /><br /> "Puniremo i responsabili, approveremo rapidamente una legge. I costruttori che hanno violato i permessi di costruzione andranno in prigione da 7 a 15 anni. Puniremo gli architetti che hanno modificato il progetto e lo hanno attuato diversamente rispetto a quanto previsto sulla carta. Devono esserci delle conseguenze penali e materiali. Vanno imposte delle forti sanzioni. Servono delle condanne esemplari", ha detto Edi Rama.<br /><br /> Un altro avvertimento è arrivato anche per quei costruttori, i cui palazzi sono stati colpiti dal terremoto del 26 novembre.<br /><br /> "I palazzi danneggiati, che possono essere riparati, saranno riparati da coloro che li hanno costruiti. O li riparano da soli o andranno in prigione, perché non è possibile che ripariamo palazzi che hanno mostrato danni recuperabili perché sono stati fatti degli errori nella realizzazione. Anche in questa categoria non sono pochi i palazzi", ha detto il Premier Rama.<br /><br /> Nel corso della prima riunione del Comitato Nazionale di Ricostruzione, il Premier ha garantito trasparenza per tutti i fondi raccolti, che secondo lui saranno orientati verso le famiglie colpite. <a href="#footnote-5" id="footnote-marker-5-1" rel="footnote"></a><br /><br /> Ricordiamo che la verifica dei danni e degli errori sul terreno arrivano dopo l'ultimazione ufficiale dell'operazione di ricerca-salvataggio nella zona di Durazzo (25 vittime) e Thumana (23 vittime), che sono state le più colpite. Nel comunicato stampa, il Ministero della Difesa ha informato che in tre giorni, sono state estratte dalle macerie 50 vittime, mediante l'operazione alla quale hanno partecipato circa 250 agenti di ricerca-salvataggio di Albania, Kosovo, Italia, Grecia, Montenegro, Serbia, Croazia, Francia, Turchia, Svizzera, Romania, Macedonia del Nord, UE, gli Stati Uniti d'America, ecc. Il Ministro della Difesa, Olta Xhacka, ha informato che sono 4 mila i cittadini che non possono ritornare nelle proprie case e che questo numero, potrebbe aumentare in futuro. Il Dicastero ha informato che le scosse continuano ad esserci ma l'intensità sta calando. Tuttavia, ha sollecitato i cittadini a non tornare nelle proprie abitazioni per non mettere a rischio la propria vita. <a href="#footnote-6" id="footnote-marker-6-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-7" id="footnote-marker-7-1" rel="footnote"></a><br /><br /> Finora il bilancio, secondo le stime annunciate dal Governo è di 5200 persone senza casa e oltre 1200 abitazioni e palazzi danneggiati. Nello specifico, nella zona di Durazzo ci sono 701 abitazioni danneggiate, 12 distrutte totalmente e 176 palazzi danneggiati. Mentre a Tirana, 15 abitazioni sono state distrutte e 239 danneggiate, 8 palazzi sono lesionati e 61 danneggiati. Oltre 5200 sono i cittadini rimasti senza un tetto, dai quali 3480 nella regione di Tirana e 1760 a Durazzo e Thumana. Il Premier Edi Rama ha informato che le tende allestite saranno chiuse, e tutte le persone saranno sistemate presso le strutture alberghiere con le quali il Governo ha stabilito un accordo. Bisogna ricordare che, nei primi due giorni il Governo ha annunciato lo stato straordinario di emergenza a Tirana e Durazzo, mentre in seguito è stato incluso anche il municipio di Lac, a causa dei grossi danni registrati in questa zona, una richiesta questa fatta dal leader del PD, Lulzim Basha.<br /><br /> "Concordo con l'opinione del leader dell'opposizione, che Laçi deve essere compreso in questo perimetro. In tal caso combaciano le preoccupazioni e le idee", ha detto il Premier Rama, invitando l'opposizione a far parte del Comitato per la Ricostruzione dei danni del terremoto. <a href="#footnote-8" id="footnote-marker-8-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />

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Strumenti del dispaccio
Entità
27
menzionate
Persone
3
menzionate
Aziende
0
menzionate
◉ Geografia della notizia · 13 paesi coinvolti
Altri luoghi citati (non mappati): Lac · Durazzo · Tirana · Lezha · Shijak · Kavaje
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