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Podgorica - Il movimento civico "Resisti" ha invitato l'opposizione a lasciare il Parlamento e iniziare un attivo boicottaggio delle prossime elezioni, dopo che il Partito Democratico dei Socialisti (DPS) ha respinto la richiesta di formare un Governo di…
Podgorica - Il movimento civico "Resisti" ha invitato l'opposizione a lasciare il Parlamento e iniziare un attivo boicottaggio delle prossime elezioni, dopo che il Partito Democratico dei Socialisti (DPS) ha respinto la richiesta di formare un Governo di unità civile, riferisce, mercoledì 23 ottobre, la stampa montenegrina. Branimir Gvozdenovic (DPS), presidente della Commissione per la riforma della legislatura elettorale, ha dichiarato il 21 ottobre che per il DPS e i suoi partner della coalizione l'idea del Governo tecnico è inaccettabile. Ricordando che i deputati dell'opposizione firmando l'Accordo per il Futuro hanno assunto l'obbligo di non rinunciare a un governo in cui loro, rappresentanti del governo ed esperti indipendenti avrebbero partecipato con uguale rappresentanza, il movimento "Resisti", ha esortato l'opposizione a non violare il presente accordo. Dall'altra parte, Il deputato indipendente Nedeljko Rudovic ha dichiarato che la proposta di opposizione sarà presentata alla Commissione, e che il DPS non ha respinto i negoziati sul governo tecnico, ma ha rivisto nuovamente la posizione. Il deputato dei Democratici Momo Koprivica sostiene che il DPS, tramite false concessioni vuole evitare l'adozione di soluzioni di riforma che ostacoleranno il crimine elettorale. Lo stesso ha aggiunto che i Democratici sarebbero rimasti nella Commissione e che il DPS avrebbe accettato il governo tecnico. Lo stesso è convinto che il DPS accetterà la proposta sul governo tecnico, ma cerca di costringere l'opposizione all'abbandono dell'Accordo per il Futuro e il modello di governo che tale accordo prevede. Il Fronte Democratico (DF) non si impegnerà in negoziati su un governo tecnico fino a quando non verrà risolta la questione della revoca dell'immunità parlamentare di Nebojsa Medojevic. Il deputato del DF, Milutin Djukanovic, ha dichiarato che il governo tecnico è una condizione necessaria ma non sufficiente per avere elezioni eque e libere. Il movimento Resisti è convinto che bisogna preparare i cittadini per proteste quotidiane e persistenti fino a quando non si creano le condizioni per le prime elezioni e le istituzioni eque. Il deputato indipendente Aleksandar Damjanovic ritiene che l'opzione di boicottare le elezioni a tutti i livelli sia al momento completamente legittima e dipenderà dalla volontà delle autorità di entrare in dialogo, ma anche dalle relazioni all'interno dell'opposizione.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> Il portale montenegrino Portal Analitika ha riferito che l'ultima sessione della Commissione per la riforma della legislazione elettorale ha sollevato nuove preoccupazioni per l'opinione pubblica politica, poiché non era chiaro quale tipo di governo tecnico cercasse l'opposizione o se fosse rimasto con quello del Accordo per Futuro o se fosse qualcos'altro. Dopo che Gvozdenovic ha annunciato che l'opinione del DPS è che non c'erano basi per formare un governo tecnico, il membro del SDP Rasko Konjevic si è dimesso, ma rimanerà nel comitato fino al 15 novembre. Come ha spiegato Konjevic, l'SDP è convinto che il DPSnon vuole proprio aprire la questione del governo tecnico. Il deputato del DPS Miodrag Vukovic ha ribadito la posizione del suo partito secondo cui non è necessario formare un governo tecnico.<a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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