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Sarajevo - I negoziati tra il Governo della Federazione della Bosnia ed Erzegovina (FBiH) e la compagnia svizzera "Glencore" sul destino della fabbrica "Aluminij" di Mostar sono falliti, l'ha confermato il Ministro federale dell'Energia, delle Miniere e…
Sarajevo - I negoziati tra il Governo della Federazione della Bosnia ed Erzegovina (FBiH) e la compagnia svizzera "Glencore" sul destino della fabbrica "Aluminij" di Mostar sono falliti, l'ha confermato il Ministro federale dell'Energia, delle Miniere e dell'Industria, Nermin Dzindic. Dopo l'ultima riunione, il Ministro ha detto che i rappresentanti della "Glencore" hanno cambiato l'offerta e che non sono preparati a finanziare la fabbrica. Dzindic ha però affermato che il Governo della FBiH continua i negoziati con gli altri investitori potenziali, mentre la "Glencore" non si è mostrata come un partner serio, riporta il portale Klix, l'8 luglio.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> Per la difficile situazione in cui si trova la fabbrica, gli impiegati della "Aluminij" hanno organizzato nuove manifestazioni, dichiarando le loro richieste. Agli impiegati si sono uniti anche i membri dell'amministrazione della fabbrica, mentre il direttore Drazen Pandza ha avvertito che la compagnia potrebbe essere chiusa se non viene trovata una soluzione. Pandza ha anche, indirettamente, indicato che il Governo della FBiH è responsabile della situazione attuale, mentre il presidente del Sindacato indipendente della "Aluminij", Romeo Bioksic, ha chiesto il commento ai Ministri croati del Governo federale.<a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a> Anche il Presidente del Consiglio generale dell'Assemblea Nazionale Croata (HNS), Bozo Ljubic, ritiene che il Governo federale è responsabile per lo stato della fabbrica, dicendo che sia assurdo caricare l'elettricità 42 euro per MWh a una compagnia privata come la "ArcellorMittal", e 78 euro alla "Aluminij", in possesso dello stesso Governo. Ljubic ha aggiunto, inoltre, che al popolo croato non conviene lo stato di caos e mancanza di un sistema, per cui supportano la ricerca di una soluzione e dice che l'HNS non è l'indirizzo giusto per discutere il problema dell'ex gigante di Mostar.<a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> Per quanto riguarda i futuri negoziati sul destino della fabbrica, il Ministro Dzindic ha affermato che hanno ricevuto un'altra lettera d'intenti dalla compagnia "Manna World Holding Trust" che ha anche richiesto la riunione con il Primo Ministro federale, scrive il portale Dnevnik. Nella lettera viene indicato che la compagnia assicura i mezzi finanziari ai Paesi e alle compagnie private per i progetti che hanno un'importanza socio-economica. La "Manna World Holding" è interessata all'acquisto potenziale della fabbrica ed è aperta a discutere le condizioni degli azionisti, FBiH e Repubblica di Croazia. Però, come riferisce HMS, pare che si tratti di una compagnia della Liberia, legata a diversi casi di frodi in Africa. Alcune informazioni indicano che la "Manna World Holding" serve a nascondere le ricchezze ottenute in modo illegale, mentre non è chiaro se tale compagnia in realtà esiste.<a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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