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Tirana - La Commissione Centrale delle Elezioni (KQZ) ha tenuto una riunione urgente dopo la decisione del Presidente, Ilir Meta, il quale ha firmato davanti alla telecamere l'abrogazione del decreto per le elezioni e il loro annullamento a tempo…
Tirana - La Commissione Centrale delle Elezioni (KQZ) ha tenuto una riunione urgente dopo la decisione del Presidente, Ilir Meta, il quale ha firmato davanti alla telecamere l'abrogazione del decreto per le elezioni e il loro annullamento a tempo indeterminato. Al termine dell'incontro, i quattro membri della maggioranza presso la KQZ hanno rifiutato di attuare il decreto firmato dal Capo dello Stato. Con l'attuazione del decreto, la KQZ ha l'obbligo di informare di questo atto tutti i soggetti elettorali.<br /><br /> Il presidente di quest'istituzione, Klement Zguri, in carica dopo l'accordo Rama-Basha del 2017, ha detto che quel che sta facendo la KQZ è una sfida al Presidente e per questa ragione ha abbandonato la riunione.<br /><br /> "La KQZ deve obbedire al decreto. Non siamo la Corte Costituzionale e non possiamo valutare se è legale o meno il decreto del Presidente, per me è vincolante e bisogna rispettare la sua volontà", ha affermato Zguri chiedendo ai suoi colleghi di obbedire al decreto.<br /><br /> Dopo che Zguri ha lasciato la riunione questa è stata guidata dal vice presidente della KQZ, Denar Biba il quale ha ritenuto non valido il decreto del Presidente Meta, e insieme ai tre membri dei socialisti l'ha definito nullo, rifiutandosi di attuarlo.<br /><br /> "Il Presidente non vuol eseguire l'ordine che lo obbliga a stabilire una data per le elezioni. Secondo l'art.1 della Costituzione, la direzione del Paese si basa su un sistema di periodiche elezioni, ogni quattro anni. L'abrogazione del decreto che stabiliva la data del 30 giugno è una flagrante violazione delle previsioni sopramenzionate e lascia il Paese senza una data per le elezioni e senza un processo elettorale. Il decreto non comporta alcuna conseguenza giuridica, lo stesso viene considerato inesistente, ogni soggetto che si imbatte in un tale atto non si sottopone alle sue regole e non lo prende in considerazione. La KQZ ha l'obbligo di proseguire il suo lavoro", sono state la parole di Biba.<br /><br /> A suo avviso questo secondo decreto che abroga quello di novembre, è un atto amministrativo invalido.<br /><br /> "Lo stesso viola l'art. 108 del codice di procedura amministrativa ed è incompatibile con la disposizione obbligatoria di questo codice. Oltretutto è in contrasto con il principio previsto dall'art. 4 del codice di procedura amministrativa, secondo il quale gli organi esercitano la propria attività entro i limiti delle competenze e in conformità con gli scopi per i quali tali competenze sono conferite. Le elezioni amministrative devono tenersi. Abbiamo l'obbligo di continuare il lavoro, i cittadini devono poter eleggere il loro sindaco", ha detto Biba. Dopo questo rifiuto, i rappresentanti della maggioranza presso la KQZ hanno proseguito la riunione adottando le decisioni relative allo svolgimento delle elezioni del 30 giugno, tra cui anche la distribuzione dei fondi per i partiti politici. <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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