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Podgorica - Il proprietario del gruppo Atlas, Dusko Knezevic, ha affermato, giovedì 4 aprile, che l'Agenzia Nazionale di Sicurezza (Agencija za Nacionalnu Bezbjednost - ANB) ha inserito le sue spie nel comitato organizzativo della protesta per rovinare…
Podgorica - Il proprietario del gruppo Atlas, Dusko Knezevic, ha affermato, giovedì 4 aprile, che l'Agenzia Nazionale di Sicurezza (Agencija za Nacionalnu Bezbjednost - ANB) ha inserito le sue spie nel comitato organizzativo della protesta per rovinare l'intera vicenda, e annuncerà pubblicamente chi sono queste persone. Lo stesso ha aggiunto che il regime di Djukanovic si trova sicuramente davanti al crollo e che tutte le sue mosse in questi giorni, tra cui anche l'attacco alla chiesa, sono un riflesso dell'impotenza. Alla domanda quando pubblicherà l'annunciato video compromettente in cui si vede nell'atto di consegnare una borsa piena di soldi a Milo Djukanovic, Knezevic ha risposto dicendo che il popolo del Montenegro e l'opposizione hanno la forza per distruggere il Governo anche senza tale video. In questo contesto il proprietario del gruppo Atlas ha aggiunto che tutti gli chiedono di pubblicare il video il prima possibile, ma non gli permettono di essere coinvolto più attivamente nelle proteste. Knezevic ha sottolineato che è offeso profondamente dall'atteggiamento del movimento "Resisti - 97.000", che equipara lui e Djukanovic. Questi ha confermato che è in contatto con l'opposizione, e per quanto riguarda le proteste, è convinto che "passeggiate di proteste non daranno risultati perché Djukanovic non riconosce altro che la forza. Come ha spiegato, deve essere un montenegrino, una personalità forte, a costringere Djuaknovic ad andare in prigione o fuggire all'estero, e no di un certo Dzemal. Knezevic ha stimato che per distruggere Djukanovic c'è bisogno di soldi, e squadre nel Paese e all'estero, e i dirigenti del movimento "Resisti - 97000" non lo sanno. Lo stesso ha elogiato il ruolo dei media IN4S e Vijesti, valutando che hanno dato un grande contributo a tutti i suoi sforzi nella lotta contro Djukanovic, aggiungendo che, però, a un certo punto, il portale Vijesti si è reso conto che lui era diventato troppo forte e hanno cominciato a mandargli messaggi inappropriati attraverso i giornalisti. Ora è chiaro, come ha detto, che la piattaforma del comitato organizzativo delle proteste è sostenuta dal media Vijesti, e i partiti politici URA e Democratici. Commentando i collaboratori di Djukanovic, Knezevic ha identificato il deputato Petar Ivanovic come il peggior uomo del partito che metteva in atto "i lavori sporchi" di Djukanovic con i cartelli della droga.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> Uno dei leader del movimento "Resisti -97.000", Omer Sarkic, ha risposto alle accuse di Knezevic, spiegano che personalmente non ha mai avuto da spartire nulla con i criminali e che così sarà anche in futuro. Questi ha spiegato che il movimento è completamente autonomo, il che, come ha detto, come dimostra il fatto che non ha voluto accettare il sostegno finanziario offerto da Knezevic. Sarkic ha aggiunto che il movimento non vuole mettersi da nessuna parte nello scontro mafioso e che Dusko Knezevic è benvenuto soltanto in qualità di testimone collaboratore.<a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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