Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Tunisi - Secondo un rapporto del Fondo Monetario Internazionale (FMI), nel periodo 2013-2017, il Prodotto Interno Lordo (PIL) pro capite in Tunisia è stato il più basso tra i Paesi del Maghreb arabo. Secondo questo documento dell'istituto finanziario…
Tunisi - Secondo un rapporto del Fondo Monetario Internazionale (FMI), nel periodo 2013-2017, il Prodotto Interno Lordo (PIL) pro capite in Tunisia è stato il più basso tra i Paesi del Maghreb arabo. Secondo questo documento dell'istituto finanziario internazionale, pubblicato sabato 9 marzo 2019, il PIL pro capite in Tunisia, tra il 2013 e il 2017, era dello 0,4%, mentre in Marocco era dello 0,7%. In Algeria, l'1%, in Mauritania l'1,1% e la Libia ha registrato il miglior tasso, al 28,5%. In questo rapporto, l'FMI ha sottolinearro che l'Algeria rimane la più grande economia della regione, il Paese in cui il reddito medio è superiore a quello dei suoi vicini e che gode di una posizione chiave tra i Paesi esportatori di gas e petrolio. L'Algeria ha incontrato difficoltà economiche, soprattutto a causa dei bassissimi prezzi del petrolio nel 2014 e del fatto che il Paese fa molto affidamento sugli idrocarburi, secondo l'FMI. Il Marocco, la seconda economia del Maghreb, "sta attraversando una fase di graduale trasformazione e una relativamente buona diversificazione economica", ha osservato il rapporto del Fondo Monetario Internazionale, che ritiene che una vera fusione di tutti i Paesi del Magreb arabo creerebbe un mercato di 100.000 consumatori che avrebbero un reddito medio pro capite di 1.000 dollari in valore nominale, più di 3.000 dinari tunisini (TD) e quasi 12.000 dinari (36.000 TD) in parità di potere d'acquisto. In questo rapporto, l'FMI conclude che un'integrazione dei Paesi del Maghreb dovrebbe anche attrarre maggiori investimenti esteri diretti e avrebbe l'effetto di ridurre il costo del commercio, i trasferimenti di capitale e la mobilità del lavoro. Inoltre, una tale fusione darebbe ai Paesi membri di questa unione una maggiore resistenza agli shock esterni e gli conferirebbe una migliore protezione contro la volatilità dei mercati internazionali.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
Hai letto il sommario. Il corpo dell'articolo, le fonti e la rete di entità collegate sono riservate ai nostri lettori.
L'Osservatorio Italiano è un riferimento economico tra l'Italia e il mondo, al servizio delle PMI. Inizia da una breve presentazione del progetto.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.