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NOTIZIE · OI-348952 · 12/12/2018 12:30:57 · 2747 g fa5 min lettura
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Scade ultimatum degli studenti, Rama ripete invito a dialogare

DiOsservatorio ItalianoSommario

Tirana - Migliaia di studenti si sono uniti questo martedì davanti al Ministero dell'Istruzione, presentando, di nuovo, le proprie richieste; alla protesta hanno partecipato anche molti cittadini e alunni delle superiori di Tirana. In tutto il Paese c'è…

Tirana - Migliaia di studenti si sono uniti questo martedì davanti al Ministero dell'Istruzione, presentando, di nuovo, le proprie richieste; alla protesta hanno partecipato anche molti cittadini e alunni delle superiori di Tirana. In tutto il Paese c'è stato un totale boicottaggio delle lezioni universitarie a Tirana, Korca, Scutari, Elbasan, Valona, Gjirokastra e Durazzo. Il numero dei partecipanti è stato molto elevato, le strade di Tirana era quasi paralizzate dalla Polizia stradale, che ha cercato di gestire le poche strade che erano libere. Gli studenti hanno dato l'ultimatum fino alle 16.00, per accettare le richieste, al Ministero dell'Istruzione e al Governo, altrimenti inizieranno lo sciopero della fame. Gli studenti hanno rifiutato qualsiasi politicizzazione e uno di loro ha bruciato tutte le bandiere dei principali partiti politici: PD, LSI e PS, creando discordia tra gli stessi studenti: "questa protesta non è di nessun partito. Noi resteremo qui, senza vandalismi, chiediamo i nostri diritti fondamentali e abbiamo il sostegno dei professori". I manifestanti hanno anche rifiutato il dialogo offerto dal Premier, Edi Rama e hanno dato vita a una "costituzione" con 7 articoli: "1. siamo tutti uguali, 2. gli studenti per gli albanesi e gli albanesi per gli studenti, 3. non siamo rappresentati né diretti, 4. nessun negoziato, dialogo, colloquio, 5. 8 richieste non negoziabili, 6. proteste e boicottaggio delle lezioni fino alla soddisfazione delle richieste, 7. alla protesta possono unirsi tutte le scuole superiori, gli insegnanti, i professori, i genitori e chiunque sostenga la causa".<br /><br /> Molti cittadini albanesi, solidali, hanno distribuito agli studenti panini e frutta. Intanto Rama, sui social, ha detto di essere d'accordo in linea di principio con le richieste, ma per attuarle ci vuole un dialogo, quindi li ha invitati a recarsi anche in Parlamento se non si fidano di dialogare solo con lui: "questo non è un gioco di forza... Seguite pure quanto volete la protesta, ma prima istituite un ponte di comunicazione con il Governo. Vi aspetto a ogni ora che volete e sono pronto a lavorare con voi, non solo per dare una risposta positiva agli 8 punti, ma per trasformare questo momento nell'apertura di una nuova fase per l'università. Questa è la prima volta nella storia delle proteste mondiali, in cui i manifestanti chiedono al Governo di adempiere alcune richieste, ma non vogliono dialogare con il Governo. Attenzione a chiunque vi insegni a dare degli ultimatum a coloro che vi tendono la mano, perché vi insegna come diventare perdenti nella vita! Voi siete 10.000, ma gli studenti in Albania sono 140.000. Voi parlate e non volete ascoltare, io vi ascolto e vi voglio parlare. All'inizio avevate una richiesta poi 4, poi 8, ma io ne ho di più. In linea di principio sono d'accordo, ma ciascuna deve essere esaminata e trasformata in politica di finanziamento, investimento o gestione".<br /><br /> Ma gli studenti, intervistati dai media, non sono d'accordo con le proposte del Primo Ministro, quindi niente dialogo senza prima adempiere le richieste: "non c'è motivo per andare in Parlamento, che approvi le richieste in Parlamento. Non ci arrenderemo mai". Le prime 4 richieste erano: la rimozione della tariffa per gli esami fuoricorso, il taglio della tassa d'iscrizione, il miglioramento delle condizioni delle case degli studenti e la partecipazione degli studenti al CdA. La prima è stata soddisfatta, le altre, il Ministro dell'Istruzione, Lindita Nikolla, le revisionerà prioritariamente.<br /><br /> Le altre 4, aggiunte dal comitato studentesco della Facoltà d'Agraria di Kamza, sono il raddoppio del bilancio per l'università, fondi per la ricerca scientifica, rilascio delle carte dello studente, la partecipazione studentesca fino al 50% alle elezioni dei presidi e del rettore. Quindi alla fine, gli studenti hanno inviato al Parlamento, al Premier, al Ministro dell'Istruzione e alle università pubbliche un documento con 8 richieste:<br /><br /> 1. aumento del 5% del PIL per dimezzare le tasse d'istruzione, migliorare la didattica, le infrastrutture, le università e le case dello studente;<br /> <br /> 2. trasparenza del bilancio del Ministero dell'Istruzione, dello Sport e della Gioventù e degli IAL tramite la pubblicazione di tutte le spese online;<br /><br /> 3. aumento dal 10% al 50% della partecipazione studentesca alle elezioni dei presidi, del rettore e presenza di un rappresentante degli studenti presso il senato accademico;<br /><br /> 4. revisione dei titoli accademici e verifica dei plagi nelle tesi di dottorato e nei testi didattici;<br /><br /> 5. in base all'art. 99 sui consigli degli studenti, legge sull'istruzione universitaria, comma 2, il CdA degli IAL avrà gli stessi voti della MASR e un rappresentante degli studenti nel consiglio;<br /><br /> 6. rilascio da parte dei municipi delle carte dello studente per l'A/A 2018-2019;<br /><br /> 7. costruzione di una biblioteca con standard europei, con una libreria universitaria online, gratuita per gli studenti di lingua albanese;<br /><br /> 8. valutazione online degli insegnamenti, delle pubblicazioni e della ricerca scientifica dei professori e registrazione delle lezioni. <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-5" id="footnote-marker-5-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-6" id="footnote-marker-6-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> Questo lunedì, la protesta pacifica degli studenti pare abbia incoraggiato anche i residenti di altre città del Paese a protestare. A Scutari, Kavaja e Lezha i cittadini hanno protestato contro l'aumento del prezzo del carburante. Le proteste sono state incoraggiate dall'opposizione del Paese, che vuole colpire il Governo, aggiungendosi alle proteste degli studenti a Tirana. I cittadini di Lezha prendendo esempio dalle proteste a Parigi, hanno messo i gilet gialli, per cui Rama ha ironizzato, dicendo che i manifestanti non sono altro che dipendenti dei municipi della destra, vestiti come agricoltori, autisti e francesi. <a href="#footnote-7" id="footnote-marker-7-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-8" id="footnote-marker-8-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-9" id="footnote-marker-9-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br /> <br /> <br />

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Strumenti del dispaccio
Entità
16
menzionate
Persone
2
menzionate
Aziende
0
menzionate
◉ Geografia della notizia · 2 paesi coinvolti
Altri luoghi citati (non mappati): Tirana · Scutari · Lezha · Durazzo · Argirocastro · Elbasan · Valona · Parigi · Kavaje
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