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Zagabria - Sandor Fasimon, amministratore delgato dell'INA, in un'intervista rilasciata, domenica 2 dicembre, al quotidiano croato Jutarnji list, ha parlato dei piani relativi all'INA, alla strategia di sviluppo della società, nonché della ristrutturazione a…
Zagabria - Sandor Fasimon, amministratore delgato dell'INA, in un'intervista rilasciata, domenica 2 dicembre, al quotidiano croato Jutarnji list, ha parlato dei piani relativi all'INA, alla strategia di sviluppo della società, nonché della ristrutturazione a lungo termine del sistema delle raffinerie della società: "vogliamo un sistema di raffinerie sostenibile, perciò dobbiamo risolvere due problemi: per quanto riguarda la produzione, la soluzione possibile è l'impianto per i residui pesanti, un investimento di 3 miliardi di HRK, da realizzare presso la raffineria di Rijeka (Fiume). Per quanto riguarda Sisak, si deve sviluppare una produzione redditizia. Ci sono varie opzioni a cui stiamo lavorando intensamente. Prendete l'esempio dell'Ungheria, la quale una volta aveva cinque raffinerie, ma oggi, solo una, però in tutte e cinque le località ci sono attività commerciali. Quindi il messaggio è chiaro: Sisak non chiuderà".<br /> <br /> Alla domanda dei giornalisti, secondo cui che nel Governo croato e tra gli esperti c'è ancora sfiducia verso un simile piano, Fasimon ha detto che le persone non credono che, dopo i cambiamenti a Sisak, alla fine, ci saranno investimenti a Rijeka. "Il mio lavoro come manager dell'INA è quello di garantire un business redditizio e sostenibile. Abbiamo bisogno di una riforma seria: ricaricare il sistema delle raffinerie e sono convinto di sapere come farlo. Lavorerò in modo trasparente. La produzione della raffineria sarà compromessa, se non agiamo subito e non apportiamo le modifiche necessarie", ha affermato Fasimon.<br /> <br /> Alla domanda perché la soluzione al problema del basso utilizzo delle raffinerie non viene risolta tramite l'apertura di nuovi mercati, Fasimon ha detto che, per quanto riguarda il mercato delle raffinerie, è necessario capire che dipende dalla distanza geografica: "più lontano è il tuo consumatore, più grandi sono i costi del trasporto e la competitività è in calo. La cosa migliore è la propria rete di vendita. Abbiamo una forte rete in Croazia che stiamo migliorando, espandendola in Bosnia ed Erzegovina e in Montenegro, dove stiamo considerando una possibile acquisizione. Possiamo anche essere competitivi in Serbia. Ma siamo realistici. In Serbia, la NIS sta attualmente lavorando alla seconda fase di modernizzazione della raffineria a Pancevo. Così come noi vogliamo vendere i nostri derivati lì, i serbi vogliono vendere i propri qui, in Croazia. Quindi, espandiamo il nostro mercato, proteggendone la nostra attuale quota".<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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