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Pristina - Mediante poster e volantini, divulgati nel nord del Kosovo, la cosiddetta "Armata del Nord" ha intimato i membri serbi dell'FSK a lasciare la suddetta forza dell'ordine. Per la Polizia del Kosovo e gli esperti serbi degli sviluppi politici, questi…
Pristina - Mediante poster e volantini, divulgati nel nord del Kosovo, la cosiddetta "Armata del Nord" ha intimato i membri serbi dell'FSK a lasciare la suddetta forza dell'ordine. Per la Polizia del Kosovo e gli esperti serbi degli sviluppi politici, questi volantini non provano l'esistenza di una tale organizzazione paramilitare al nord del Kosovo. Besim Hoti, vice direttore della Polizia kosovara nella regione del nord, ha detto all'RFE, di non disporre di alcuna informazione sulla cosiddetta "Armata del Nord":<br /><br /> "abbiamo avuto delle lettere minatorie, in varie situazioni, tempo fa, di carattere politico o individuale, ma mai di simili organizzazioni che si proclamano persino armate". Invece Fatmir Sheholli, direttore dell'Istituto per i Rapporti Inter-etnici, ha riferito che a due membri serbi dell'FSK sono state gettate delle bombe nel cortile di casa:<br /><br /> "Hanno avuto paura e hanno taciuto, mostrando un'incredibile pazienza". Riferendosi alle sue ricerche, Sheholli ha confermato l'esistenza dei volantini che incitano all'uccisione dei membri serbi dell'FSK: "alcuni volantini della cosiddetta Armata del Nord sono molto preoccupanti: menzionano nome e cognome di gente da uccidere perché membri dell'FSK".<br /><br /> Anche Radjel Nojkiq, esperto serbo, ha confermato l'esistenza dei volantini della cosiddetta "Armata del Nord", ma respinge categoricamente che potrebbe trattarsi di qualche esercito organizzato o di un'organizzazione paramilitare: "al nord ci sono stati molti incidenti, in cui sono stati usati armi da fuoco, bombe e altri mezzi esplosivi, incendiati macchine e beni immobili, mentre ci sono state minacce verbali a determinati individui. Ci sono solo gruppi criminali che sono esistiti e seguono ad esistere tutt'oggi al nord".<br /><br /> All'esistenza della organizzazione non lo crede neanche Petar Miletic, un altro esperto serbo, che però conferma che gli effetti psicologici di simili minacce sono del tutto possibili. <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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