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NOTIZIE · OI-348447 · 13/11/2018 08:30:12 · 2777 g fa3 min lettura
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Bankers ci deve rifornire di petrolio greggio

DiOsservatorio ItalianoSommario

Tirana - Nonostante gli investimenti, la raffineria di petrolio a Ballsh sta lavorando a bassa capacità a causa della mancanza di petrolio greggio. La società estera che controlla la produzione del petrolio albanese non accetta di venderlo all'unica…

Tirana - Nonostante gli investimenti, la raffineria di petrolio a Ballsh sta lavorando a bassa capacità a causa della mancanza di petrolio greggio. La società estera che controlla la produzione del petrolio albanese non accetta di venderlo all'unica raffineria nel Paese, nonostante la garanzia di redditto offerta e lo stesso prezzo con cui si vende il petrolio all'estero. Ciò è accaduto finora alla Bankers Petroleum, ma i nuovi dirigenti dell'ARMO non intendono tollerare più questa situazione.<br /><br /> L'impianto è soggetto alle manovre del mercato regionale del petrolio da diversi anni. La sua debole posizione e la mancanza di investimenti lo ha portato diverse volte sull'orlo del fallimento negli ultimi sei anni. Ora, seri investimenti nella tecnologia e la costruzione del nuovo impianto porteranno sul mercato anche la benzina albanese, la quale, secondo le stime, rispetterà le norme europee della qualità dei carburanti.<br /><br /> Per la prima volta, in 40 anni, la raffineria di Ballsh riciclerà i gas non emettendoli nell'aria, ma nonostante la tecnologia migliorata, le misure a tutela dell'ambiente e gli stipendi regolari, all'impianto manca il petrolio greggio che la Bankers esporta, prigioniera di trucchetti di un mercato in cui alle società dominanti non interessa una raffineria di petrolio in Albania.<br /><br /> Due anni fa, il Governo ha promesso che il petrolio della Bankers avrebbe pienamente rifornito la raffineria di Ballsh, ma ciò non è ancora avvenuto. La Bankers Petroleum rifiuta di vendere all'ARMO oltre 20.000 tonnellate di petrolio, mentre all'impianto servono oltre 70.000 tonnellate il mese per lavorare in modo efficiente, ma né la promessa del Governo, né i 25 milioni di USD offerti come garanzia finanziaria hanno convinto la Bankers. Nonostante il rifiuto, la raffineria sta funzionando, erogando regolarmente gli stipendi e rispettando gli obblighi, ma gli investitori Bylis e Tosk Energy hanno accusato la Bankers Petroleum di abuso di posizione dominante e hanno chiesto all'autorità di concorrenza di indagare sull'abuso e al Governo d'intervenire. L`impianto di trasformazione del petrolio a Ballsh ha 1000 dipendenti, che, in passato, hanno protestato diverse volte a cause del malfunzionamento della raffineria; da marzo del 2018 l'impianto viene gestito dalle società Tosk Energy (sostenuta dal gruppo Gunvor Oil) e Bylis, che per la prima volta, da decenni, stanno investendo nella tecnologia. <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /><br /> <br /><br /> Difficoltà per i debiti<br /><br /> Come riferisce TV Klan, a causa della mancanza della materia prima, i dipendenti della raffineria rischiano di nuovo di rimanere senza lavoro. La "Tosk Energy" potrebbe chiudere, perché ci sono 12 milioni di USD di perdite in 6 mesi, per la mancanza di petrolio greggio, non erogato, sufficientemente, dalla Bankers Petrolium: "il petrolio greggio, fortunatamente, esiste nel nostro sottosuolo, ma viene esportato per essere trasformato in raffinerie straniere. Lo scarso lavoro della raffineria di Ballsh ha portato a un continuo deterioramento degli indicatori economici e finanziari della società, compresa la perdita menzionata, motivo per cui abbiamo presentato un reclamo", afferma Arjan Korini, rappresentante della "Tosk Energy", al quale non è chiaro come mai la garanzia di 25 milioni di USD, per una fornitura di 50.000 tonnellate di petrolio greggio, non sia sufficiente alla Bankers: "stiamo investendo in tecnologia, ma abbiamo bisogno del rifornimento periodico; l'accordo raggiunto con la Bankers è per 23.000 tonnellate il mese, tanto ci è stato offerto, ma anche il modo di rifornimento è tale da non garantire una continuità costante, perché viene erogato solo nei periodi in cui la compagnia petrolifera non esporta".<a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />

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