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Belgrado/Bruxelles - La riunione congiunta tra l'Alto Rappresentante dell'UE, Federica Mogherini, il Presidente della Serbia, Aleksandar Vucic, e il l Presidente del Kosovo, Hashim Thaci, si è tenuta, giovedì sera 8 novembre, a Bruxelles.<br /> <br /> L'UE…
Belgrado/Bruxelles - La riunione congiunta tra l'Alto Rappresentante dell'UE, Federica Mogherini, il Presidente della Serbia, Aleksandar Vucic, e il l Presidente del Kosovo, Hashim Thaci, si è tenuta, giovedì sera 8 novembre, a Bruxelles.<br /> <br /> L'UE si aspetta che la Serbia e il Kosovo adempino rapidamente i propri obblighi, tenendo presente la normalizzazione generale delle relazioni e le prospettive concrete per raggiungere le loro aspirazioni verso l'UE.<br /><br /> Nel corso dei colloqui, Mogherini ha detto che è necessario che il Kosovo e la Serbia si attengano al dialogo e si astengano da parole, azioni e misure contrarie alla normalizzazione. Tutti e tre hanno parlato dei passi necessari per andare avanti e hanno convenuto di essere in costante contatto per valutare ciò che segue dopo l'incontro di giovedì, 8 novembre.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> Dopo l'incontro, Vucic ha dichiarato che il dialogo tra Pristina e Belgrado continuerà dopo che Pristina avrà ritirato le decisioni illegali, come la formazione dell'Esercito e inviare una guarnigione verso nord, cose contrarie agli accordi di Bruxelles e con la NATO.<br /> <br /> "La Serbia non vuole i conflitti, la Serbia vuole la pace con gli albanesi, ma la Serbia non permetterà che siano minacciate la libertà e la pace dei propri cittadini. Coloro che pensano di portare il proprio Esercito nel nord del Kosovo, devono sapere che ciò non accadrà", ha detto Vucic. La decisione di Pristina di sancire un'ulteriore imposta del 10% sulle merci provenienti dalla Serbia rimarrà in vigore, anche se l'Europa non è molto preoccupata perché intende rimuovere la Serbia dalla rete energetica per il Kosovo settentrionale: "voglio dire ai cittadini della Serbia che i giorni difficili, in senso politico, stanno per giungere. Ultimamente le autorità di Pristina, contrariarmene all'accordo di CEFTA, hanno aumentato la tassa sulle merci serbe. L'Europa non è preoccupata perché sta cercando di cacciarci via dalla rete energetica per il nord del Kosovo, anche illegalmente. Stando alla bozza, è chiaro che si deve formare la Comunità dei Comuni serbi e due società miste nel nord farebbero da trasmettitore fino agli operatori albanesi. Dato che la Comunità dei Comuni serbi non è stata istituita, per colpa di Pristina, ora vogliono toglierci il diritto all'energia elettrica, alle linee di trasmissione per la Macedonia, l'Albania e il Montenegro". Germania, Francia, Italia, Svizzera, Belgio, Lussemburgo, Croazia, Paesi Bassi, si sono dichiarati contro la Serbia, mentre la Spagna, la Slovacchia e la Bosnia ed Erzegovina (BiH) la sostengono.<a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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