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NOTIZIE · OI-348348 · 07/11/2018 08:00:38 · 2783 g fa9 min lettura
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Previste oltre 2000 persone dalla Grecia

DiOsservatorio ItalianoSommario

Tirana - La famiglia dell'estremista greco ucciso dalle forze RENEA, autorizzata dalla Procura dei Crimini Gravi, nel pomeriggio del 28 ottobre a Bularat vicino a Gjirokastra ha potuto ritirare il corpo senza vita di Konstandinos Kacifas e organizzarne il…

Tirana - La famiglia dell'estremista greco ucciso dalle forze RENEA, autorizzata dalla Procura dei Crimini Gravi, nel pomeriggio del 28 ottobre a Bularat vicino a Gjirokastra ha potuto ritirare il corpo senza vita di Konstandinos Kacifas e organizzarne il funerale. All'avvocato del morto, Efthimios Navridis, è stata consegnata anche una copia dell'autopsia eseguita dall'Istituto di Medicina Legale. Intanto i media greci hanno scritto che il 6 novembre verso l'Albania viaggeranno oltre 2000 persone per partecipare al funerale. Per tale ragione, nel villaggio di Bularat e dintorni ci sarà anche la Polizia greca per evitare incidenti o tensioni da parte di gruppi estremisti o radicali che verranno da fuori.<br /><br /> "Oltre 2000 cittadini dell'Epiro del Nord andranno a Bularat al funerale di Kacifas, che, forse, si trasformerà in una protesta. La minoranza greca è in subbuglio. Esiste il rischio che i rapporti greco-albanesi ritornino indietro 10 anni a causa di questo accaduto", scrive l'agenzia greca "Kathimerini".<br /><br /> Questa domenica, nella chiesa di Bularat ha avuto luogo una messa di commemorazione per Kacifas. Sua madre, Vasilia, ha chiesto di avere il corpo del figlio e la tutela dei diritti della minoranza, il figlio resterà un eroe, perché amava l'Epiro del Nord: "Konstandinos resterà un eroe e diventerò una madre forte dal cuore di pietra. Difendete i nostri diritti. Il ragazzo amava il suo villaggio e l'Epiro del Nord".<br /><br /> Intanto durante la cerimonia, il prete ha sollecitato l'ambasciatore greco a Tirana a intervenire per far restituire il corpo per la sepoltura. L'ex moglie della vittima si è rifiutata di testimoniare, affermando di non avere nulla da dire.<br /><br /> Kacifas è stato ucciso, perché si è rifiutato di arrendersi alla polizia, ha continuato a sparare ed è stato eliminato dalle RENEA. Era noto come estremista e faceva parte dei gruppi nazionalisti estremisti greci. Dopo l'omicidio, la famiglia ha accusato la RENEA di averlo inizialmente ferito e poi ucciso. Ma, dopo aver visto il corpo, l'avvocato ha capito che il giovane non era stato ucciso da vicino ma da lontano. Il cadavere si trova nell'obitorio del Centro Ospedaliero Universitario di Tirana (QSUT), per una seconda autopsia, su richiesta della famiglia insoddisfatta dei risultati di quella svoltasi a Gjirokastra. Inizialmente la famiglia aveva richiesto un'inchiesta parallela, ma tre giorni dopo la morte, il padre ha rinunciato chiedendo alla Procura dei Crimini Gravi il corpo del figlio. <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a><br /><br /> L'organo di accusa sta seguendo le indagini sull'omicidio, interrogando anche i familiari. Il padre, Jani, ha testimoniato alla Procura dei Crimini Gravi accompagnato da un avvocato e da un parente. Il PM ha sentito la sua versione in quanto l'uomo anziano sostiene che il figlio sia stato colpito da vicino dalle forze speciali, in ogni caso non c'è una versione ufficiale dai famigliari della vittima. Lo scorso giovedì, la Procura dei Crimini Gravi ha dato ai medici legali delle scadenze temporali per concludere la perizia. Intanto, i media greci hanno annunciato che in Albania è giunto anche un agente della Polizia greca, però, le autorità albanesi ribadiscono che nessun poliziotto estero può partecipare alle indagini, al massimo può porre domande alla Procura dei Gravi Crimini o presentare rogatorie alle autorità albanesi. <a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a><br /><br /> <br /><br /> Il deputato dell'LSI Tavo visita la famiglia di Katsifas<br /><br /> Il deputato del Movimento Socialista per l`Integrazione (LSI), Vangjel Tavo ha visitato la famiglia del morto, la madre gli ha chiesto l'immediata restituzione del cadavere e afferma che i poliziotti l'hanno terrorizzata e violata durante il controllo all'abitazione. Tavo è convinto che Kostandinos non voleva uccidere nessuno. Insieme con Tavo c'era anche un eurodeputato greco, che ha promesso alla madre di Kacifas che il caso sarà portato anche a Bruxelles.<br /><br /> "Erano 15 di là e 15 di qua, entravano e uscivano e non avevo paura perché pregavo per avere forza. Mio figlio non ha fatto nulla. Ha messo cinque bandiere nel villaggio. Mio figlio è religioso con la croce sul collo. Non temo nulla. I nostri villaggi sono stati distrutti Vangjel... Io non sarei mai ritornata qui, ma che fare? Jani ama il suo Paese, il suo villaggio, dobbiamo vivere con la paura? Sono venuti a terrorizzare me. Per quale ragione? Nel mio paese, nella mia casa. Gli albanesi, i Gheg di Tirana. Dovete intervenire tutti, alzate la voce, c'è giustizia, perché dovevano venire da me e picchiare tutti a casa, per quale ragione? Se avesse voluto uccidere, avrebbe ucciso decine di persone. Ci credi?", sono le dichiarazioni di Vasilia che dal primo giorno che ha appreso della morte del figlio è stata intervistata dai media greci. <a href="#footnote-5" id="footnote-marker-5-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-6" id="footnote-marker-6-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-7" id="footnote-marker-7-1" rel="footnote"></a><br /><br /> <br /><br /> Ulteriori dettagli<br /><br /> I media greci hanno sempre parlato di provocazione: il giovane si è scontrato con la polizia albanese dopo che questa aveva rimosso la bandiera greca ed è stato ucciso da vicino. La polizia albanese ha sempre smentito questa versione e la pubblicazione di un video amatoriale da parte del giornalista investigativo, Artan Hoxha, in cui si vede Kacifas sparare sulla polizia albanese e diverse bandiere greche che sventolano, presso il cimitero dei soldati greci caduti a Bularat nella guerra italo-greca, dimostra che il giovane, tiratore professionista, era ben armato e non un semplice cittadino che reagiva dopo una provocazione<a href="#footnote-8" id="footnote-marker-8-1" rel="footnote"></a>. Il video e svariate informazioni fornite da Hoxha hanno provocato centinaia di serie minacce nei suoi confronti, giunte da individui e da circoli estremisti del nazionalisti greci, che hanno divulgato la sua identità, chiedendo ai militanti di Alba Dorata di eliminarlo dovunque si trovi. Solo l`Unione dei Giornalisti Albanesi ha condannato le minacce al giornalista: "l'Unione dei Giornalisti Albanesi esprime preoccupazione per simili minacce che provengono dal Paese limitrofo e sollecita l`apertura delle indagini in Grecia. Chiediamo alle autorità albanesi di valutare seriamente questa minacce e, in cooperazione con la parte greca, di scoprirne i responsabili". <a href="#footnote-9" id="footnote-marker-9-1" rel="footnote"></a><br /><br /> Il giornalista investigativo in diverse trasmissioni ha fornito dettagli sul caso, dimostrando che Kacifas non era da solo, ma accompagnato da una squadra: "il 35 enne non era da solo, bensì accompagnato da una squadra che aveva programmato la sua fuga verso la Grecia dopo la sparatoria a Bularat, ma questa squadra è fuggita all'arrivo della RENEA. Kacifas ha risposto alla RENEA con il fuoco, era un tiratore scelto, sparava con precisione. La RENEA ha tentato di fermarlo, ma non era da solo. Quando hanno visto la RENEA, i droni e gli elicotteri sono spariti. A nessuno fa piacere quando muore un uomo, ma nessuno sapeva cosa sarebbe accaduto. Non si sapeva se era aiutato da persone armate. Poiché non si è arreso, le Forze Speciali l'hanno eliminato, ma è stato aiutato da altri. Era entrato al confine con 5 persone. Dove sono gli altri che sono entrati in Albania con Kacifas? Perché non sono stati arrestati? Le autorità dovrebbero avere informazioni. Chi sono questi, che volevano mandare via la polizia da Bularat?". Hoxha è convinto che la polizia segreta dell'Epiro del Nord voleva alzare la tensione nella zona e trova assurde le accuse alla RENEA: "le Forze Speciali sono stati messe ingiustamente sotto inchiesta. Un cittadino armato ha sparato sulla polizia, ha fatto resistenza agli appelli di arrendersi. Sono stati fatti tutti i tentativi per prenderlo. Ma non ha mai accettato di arrendersi. Era un tiratore professionista. Aveva un kalashnikov. È tornato a casa, si è cambiato, ha preso una borsa con i proiettili. Quando è arrivata la RENEA è salito in montagna per controllare la situazione, c'erano 15 agenti della RENEA, quindi è fuggito in direzione della frontiera greca. La RENEA l'ha circondato, gli ha intimato la resa in albanese. L'operazione è durata quattro ore, stava venendo la notte, era una area di confine. Kacifas non è stato ucciso da vicino, gli hanno sparato con armi nuove, tedesche, HS-Hecler del 2016 calibro 5.65 mm, con forza perforante. La perizia indica che è stato colpito con due proiettili alle costole da sinistra alla destra, aveva in mano un'arma speciale, un fucile automatico modificato con un mirino olografico, con cui ha colpito una macchina della polizia, perforandola. Kacifas aveva 9 caricatori, 270 proiettili perforanti. Dalle immagini lo si vede camminare verso una macchina della polizia locale, che inizialmente non credeva alle sue intenzioni<a href="#footnote-10" id="footnote-marker-10-1" rel="footnote">[10]</a>. Il gruppo RENEA è addestrato per ferire le estremità, ma Kacifas era troppo pericoloso, le sue azioni dimostrano non era possibile raggiungere un compromesso per la sua resa, l'estremista ha risposto agli appelli, anzi ha continuato a sparare mettendo a repentaglio la vita degli agenti"<a href="#footnote-11" id="footnote-marker-11-1" rel="footnote">[11]</a> <a href="#footnote-12" id="footnote-marker-12-1" rel="footnote">[12]</a> <a href="#footnote-13" id="footnote-marker-13-1" rel="footnote">[13]</a>. Rispondendo ai residenti di Bularat, che hanno definito ingiusta la morte di Kaciifas, il giornalista ha detto che le loro dichiarazioni dipendono dalle pensioni che ottengono dallo Stato greco: "sono stati i residenti di Bularat a informare la polizia, ma oggi sono costretti a parlare contro la polizia, a causa delle pensioni". <a href="#footnote-14" id="footnote-marker-14-1" rel="footnote">[14]</a><br /><br /> Molti dettagli sul giovane si possono trovare sulla sua pagina di facebook. Particolare è la foto in cui si vedono armi vecchie albanesi rubate nel grave accaduto del 1994, quando il commando paramilitare "Primo Epiro" dell'organizzazione terrorista anti-albanese MAVI, composto da membri delle forze speciali greche ben armate è entrato in Albania e ha preso in ostaggio 130 soldati albanesi della stazione di frontiera di Peshkepi, vicino a Gjirokastra. Furono uccisi due soldati albanesi, le cui armi furono sequestrate dopo in Grecia. Dopo vi fu un altro tentativo a Llongo, respinto grazie all'assistenza degli alleati statunitensi. Sui due casi non c'è mai stata un'inchiesta. Sul primo, Hoxha ha detto che gli assassini dei due soldati albanesi sono liberi, sostengono la politica dell'Epiro del Nord e fanno parte della politica albanese. <a href="#footnote-15" id="footnote-marker-15-1" rel="footnote">[15]</a><br /><br /> Sui social, Kostandin Kacifas spesso si mostra in abiti militari e in un post del 23 ottobre sollecitava i giovani greci a divulgare, il 28 ottobre, un forte messaggio: "Rama e Tsipras stanno facendo i conti senza l'oste. Di una cosa siate certi, la gioventù dell'Epiro del Nord non starà a guardare. Invito tutti i greci dell'Epiro del Nord a inviare un messaggio il 28 ottobre: o Grecia o morte!"<br /> <br /> <br />

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15
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Aziende
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Altri luoghi citati (non mappati): Tirana · Argirocastro
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