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NOTIZIE · OI-348272 · 02/11/2018 09:00:01 · 2787 g fa6 min lettura
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Ministero greco degli Esteri convoca ambasciatrice albanese

DiOsservatorio ItalianoSommario

Tirana - Il Ministero degli Affari Esteri della Grecia ha consegnato alla controparte albanese una nota di protesta per l'omicidio di Kostantinos Katsifas (Konstantinos Kaçifas), 35 anni, di Bularat, vicino a Gjirokastra. L'ambasciatrice albanese ad Atene,…

Tirana - Il Ministero degli Affari Esteri della Grecia ha consegnato alla controparte albanese una nota di protesta per l'omicidio di Kostantinos Katsifas (Konstantinos Kaçifas), 35 anni, di Bularat, vicino a Gjirokastra. L'ambasciatrice albanese ad Atene, Ardiana Hobdari è stata convocata nel pomeriggio di lunedì 29 ottobre presso il Ministero greco degli Esteri per fornire spiegazioni dettagliate in merito al caso di Kacifas, che con un kalashnikov ha sparato contro la Polizia albanese e, dopo ore di inseguimento, è rimasto ucciso nella sparatoria con le forze speciali RENEA. L`ambasciatrice ha parlato in diretta, alla trasmissione "Open" di Eni Vasili, smentendo le voci secondo cui l'incontro diplomatico è stato caratterizzato da toni accesi: "è stato semplicemente un incontro diplomatico". Secondo il quotidiano greco "Kathimerini", il portavoce del Governo greco, Dimitris Xanakopulos, ha invitato Rama a contenere le dichiarazioni: "quando parla di una vita persa deve mantenere toni più bassi e non c'è bisogno di aggressività. Non dovrebbe essere affrettato a trarre conclusioni".<br /><br /> Presente alla festa di Bularat, il Ministro greco della Cultura, Mirsini Zorba, ha respinto la versione dei media greci, secondo i quali il 35enne è stato ucciso perché la Polizia albanese aveva fatto abbassare la bandiera greca. Nella festa di commemorazione nota anche come il "il giorno del no", hanno risuonato i due inni ed erano presenti i rappresentati dei Governi greco e albanese.<br /><br /> Anche l'altro quotidiano greco "Protothema" riferisce che secondo la direzione generale della polizia greca, Kacifas non è stato affatto ucciso per questioni di bandiera, ma perché ha sparato contro la Polizia albanese, infatti il morto aveva normalmente preso parte alla cerimonia di innalzamento della bandiera greca senza incidenti.<br /><br /> "Poi, con l'uniforme militare e armato pesantemente ha iniziato a sparare in aria con il kalashnikov", riferisce Protothema, ma nonostante i continui appelli della RENEA ad arrendersi, lui ha continuato a sparare.<br /><br /> Vicini al cadavere sono stati trovati 100 altri proiettili non usati, un coltello militare, un binocolo militare e altri mezzi militari. A quanto pare, Kacifas aveva premeditato lo scontro con la Polizia albanese. Intanto, il corrispondente di Top Channel da Atene, Artus Bibe, ha informato che Katsifas non era sconosciuto alla Polizia greca, che l'aveva arrestato nel 2009, perché membro di un'organizzazione criminale di traffico di narcotici (cannabis sativa); la Polizia gli trovò una certa quantità di cannabis nella macchina e a casa. Bibe riferisce che Kacifas è stato anche indagato per il suo coinvolgimento in raggruppamenti d'estrema destra. Tuttavia, le autorità greche non lo consideravano un estremista, bensì solo un nazionalista. Si apprende tra l'altro, che il giovane, con doppia cittadinanza, greca e albanese, non era membro di Alba Dorata, ha solo partecipato alle loro proteste, ma poi, gradualmente, si è allontanato.<br /><br /> Dopo l'accaduto, ad Atene, i giovani dell'Epiro del Nord hanno organizzato una protesta davanti all'ambasciata albanese, mostrando le foto di Katsifas e gridando "assassini, assassini". Al raduno Alba Dorata ha definito il morto un martire etnico, ucciso dalla Polizia albanese che l'ha provocato.<br /><br /> Sul suo profilo Facebook, Katsifas divulgava molti messaggi in cui sollecitava alla resistenza i greci al sud dell'Albania. Lo storico albanese Arben Llalla è convinto che Kacifas era un membro segreto di Autonomia dell'Epiro del Nord. <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-5" id="footnote-marker-5-1" rel="footnote"></a><br /><br /> <br /><br /> Varie reazioni<br /><br /> L'omicidio ha provocato un fiume di reazioni. Mediante un comunicato stampa, l`organizzazione politica della minoranza "Omonia", ha definito l'omicidio una 'fredda esecuzione'. Condannando il grave accaduto, Omonia ha accusato la Polizia albanese di non essersi attenuta al regolamento e ha accusato il Governo albanese di aver prodotto un "clima di violenza" contro la minoranza ellenica: "disperazione per l'esecuzione di Konstandinos Kacifas. Preoccupazione per la minoranza greca dell'Albania dopo il grave accaduto e la profonda propaganda anti-ellenica. Tristezza e profonda indignazione sono i nostri sentimenti dopo l'operazione di Polizia in cui è rimasto ucciso Kacifas. Secondo le nostre prime valutazioni, la Polizia non l'ha isolato, bensì eliminato. È importante sottolineare che i fatti si sono verificati mentre a Bularat si svolgeva una cerimonia commemorativa con rappresentanze diplomatiche e governative di entrambi i Paesi. Apparentemente non si tratta solo di violazione dei diritti umani, ma anche della vita. C'è un intero clima di violenza contro la minoranza. Ci auguriamo che le forze di Polizia che sono giunte da Tirana non siano state influenzate dal clima anti-ellenico che veniva propagato già dai primi minuti dello scontro tra Kacifas e la Polizia locale, o dai richiami immediati dei partiti e delle organizzazioni anti-elleniche. Il messaggio dato alla minoranza e agli ospiti, oggi è, purtroppo, amaro. Noi, Omonia, continuiamo a denunciare l'ingiustizia, la tensione che, purtroppo, sta gettando benzina sul fuoco".<br /><br /> Il leader di PBDNJ, forza politica albanese che rappresenta la minoranza greca, Vangjel Dule ha visitato la famiglia di Katsifas. Anche Dule ha messo in questione le forze RENEA, dicendo che senz'altro deve essere fatta la perizia in presenza degli inquirenti greci. Ha reagito anche il leader del PDIU, forza politica albanese che rappresenta la minoranza dei cham, Shpetim Idrizi, che ha contestato la costruzione dei cimiteri per i soldati greci caduti nella guerra italo-greca, che giunsero come invasori nel territorio dell'Albania: "l'istituzione di questi cimiteri, dargli lo status di cimiteri storici e la loro trasformazione in luogo di pellegrinaggio, ogni anno, sta facendo rianimare i circoli estremisti greci dell'Epiro del Nord, come nel caso di ieri, ma anche di patrioti albanesi a cui è stato negato il diritto di protestare. L'accordo sui toponimi, la legge sulle minoranze, ma anche l'istituzione dei cimiteri greci è stato fatto in piena mancanza di reciprocità tra i due Paesi. La festa della Grecia si può festeggiare in Grecia e non con estremisti che circolano liberamente mettendo a rischio la nostra integrazione".<br /><br /> Riferendosi a Katsifas, Idrizi ha detto che è il caso di allertare le istituzioni della sicurezza nazionale, per capire come mai simili persone, che nei propri profili dimostrano apertamente cdi essere soldati dell'Epiro del Nord non vengono fermati. Idrizi ha rivolto intanto due domande al Ministero degli Interni e alla SHISH (Servizio Informativo Statale): "sono stati fermati il 25 ottobre dalla Polizia al valico di Kakavija i membri della banda dell'Epiro del Nord, due greci Mondis Kokalias e Theodhoros Asvestopulos per 4 ore? Sono stati poi liberati con l'intervento del console greco di Gjirokastra?". <a href="#footnote-6" id="footnote-marker-6-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-7" id="footnote-marker-7-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-8" id="footnote-marker-8-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> L'accaduto<br /><br /> Il tutto è iniziato verso le ore 10:00, quando Kaçifas ha iniziato a sparare in aria, causando panico ai residenti della zona, che si erano riuniti in centro e al cimitero dei caduti, per il <em>giorno del no</em>, la festa della Grecia che ogni anno si organizza nel villaggio di Bularat. Subito è intervenuta la polizia, dislocati nel centro del villaggio per garantire la sicurezza dell'evento pubblico. Fonti ufficiali della Polizia, informano che Kaçifas, dopo aver visto che la Polizia si stava avvicinando, ha aperto il fuoco, fortunatamente non ferendo alcuno, ma danneggiando solo il vetro della macchina. La Polizia ha subito circondato la zona, dove di nuovo Katsifas ha aperto il fuoco e poi si è diretto al centro del villaggio, che le forze "Shqiponja" e la polizia hanno perlustrato per catturarlo. Sono intervenute, quindi le forze speciali RENEA che hanno ucciso Katsifas, presso il cui cadavere sono stati trovati tre caricatori. <a href="#footnote-9" id="footnote-marker-9-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br /> <br /> <br />

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Strumenti del dispaccio
Entità
15
menzionate
Persone
2
menzionate
Aziende
2
menzionate
◉ Geografia della notizia · 2 paesi coinvolti
Altri luoghi citati (non mappati): Atene · Argirocastro · Tirana · Rijeka
OI/INV·001·Modalità riservata·Primo inquadramento gratuito

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