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NOTIZIE · OI-348228 · 30/10/2018 14:00:46 · 2791 g fa6 min lettura
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Terrore e spari sulla polizia, un greco ucciso dalla RENEA

DiOsservatorio ItalianoSommario

Gjirokastra - La Polizia di Stato e le Forze RENEA hanno informato che Kostandinos Kaçifa, 35 anni, che ha aperto fuoco contro la Polizia, è rimasto ucciso nel villaggio Bularat, vicino a Gjirokastra. Il tutto è iniziato verso le ore 10.00 di questa…

Gjirokastra - La Polizia di Stato e le Forze RENEA hanno informato che Kostandinos Kaçifa, 35 anni, che ha aperto fuoco contro la Polizia, è rimasto ucciso nel villaggio Bularat, vicino a Gjirokastra. Il tutto è iniziato verso le ore 10.00 di questa domenica, quando Kacifa ha iniziato a sparare in aria con armi da fuoco, causando il panico tra i residenti della zona, nel centro di Bularat, per la festa nazionale della Grecia, che ogni anno si organizza in questo villaggio. Subito in direzione del luogo da cui venivano gli spari si sono recati i poliziotti dislocati nel centro del villaggio. Quando Kaçifa ha visto la Polizia, ha sparato raffiche di proiettili in direzione degli agenti. Fortunatamente nessun ferito, solo si è rotto il vetro dell'auto della Polizia, che ha subito circondato la zona. Kaçifa si è rintanato nel villaggio, rivoltato come un guanto dalle forze "Shqiponja" e dagli altri servizi della direzione locale della Polizia, con l'aiuto della polizia della DVP Gjirokastra e delle forze speciali RENEA di Tirana, che, dopo lo scambio di fuoco, hanno ucciso Kacifa.<br /><br /> <br /><br /> Comunicato della Polizia di Stato:<br /><br /> Durante l'odierna giornata, 28.10.2018, verso le ore 10.00, nel villaggio Bularat, municipio di Dropull del distretto Gjirokastra, ci sono stati degli spari con arma da fuoco. Gli agenti della Polizia si sono subito recati in direzione del luogo da dove venivano gli spari. Al momento dell'arrivo, gli agenti sono stati attaccati da un uomo armato che indossava un'uniforme militare. Il fuoco aperto ha danneggiato una macchina della Polizia. Trovandosi in questa situazione, gli agenti hanno chiesto sostegno e si sono messi a inseguire l'autore dell'attacco armato. Sono arrivati altri agenti della direzione locale della Polizia di Gjirokastra e un gruppo d`inchiesta. Durante l'inseguimento, l'uomo ha di nuovo aperto fuoco in direzione delle Forze dell'Ordine. Data la natura pericolosa di Kostandinos Kaçifa, 35 anni, nato e residente a Bularat Gjirokastra, la Polizia locale ha subito chiesto il sostegno delle forze speciali per far fronte all'insolita situazione. È stata controllata l'abitazione del sospetto, che era assente, quindi la Polizia ha iniziato a perlustrare la zona. Le forze speciali sono riusciti a localizzarlo su un pendio della montagna, sopra il villaggio Bularat. Scoperto, Kaçifa ha aperto fuoco, ma le forze speciali l'hanno invitato a gettare l'arma. Kaçifa, invece, ha continuato a sparare per circa 30 minuti e in risposta la Polizia l'ha ucciso. Nel luogo sono stati sequestrati un kalashnikov, due caricatori di munizioni, una borsa con proiettili e 31 bossoli. Nell'abitazione di Kaçifa è stata sequestrata anche un'uniforme mimetica. Il gruppo d'inchiesta della Procura del Distretto Giudiziario di Gjirokastra e la Procura dei Gravi Crimini stanno indagando.<br /> <br /> Chi era Kostandinos Kaçifa<br /><br /> Dalle foto sui profili social, Kostandin Kaçifa spesso si mostra con vestiti militari. In un post del 23 ottobre, Kacifa, della minoranza greca, sollecitava i giovani greci a divulgare, il 28 ottobre, un forte messaggio: "Rama e Tsipras stanno facendo i conti senza l'oste. Di una cosa siate certi, la gioventù dell'Epiro del Nord non starà a guardare. Invito tutti i greci dell'Epiro del Nord a inviare un messaggio il 28 ottobre: o Grecia o morte!"<br /><br /> Intanto, i media greci hanno iniziato a speculare: secondo "Prototema", Kacifa aveva innalzato la bandiera sui cimiteri greci, ma quando la Polizia l'ha abbassata, allora Kacifa ha iniziato a sparare. Tale versione l'ha trasmessa ai media greci l'ex capo dell'organizzazione politica "Omonia", Leonidas Papas: "Kostantin ogni anno nella piazza del villaggio metteva una grande bandiera greca, così mostrava molto il suo patriottismo. Voleva dimostrare la propria identità ed ogni anno metteva questa grande bandiera. Dunque, quella mattina, non ha trovato la bandiera e ha visto alcuni poliziotti, presupponendo che la Polizia albanese avesse tolto la bandiera. Irritato, dopo un scontro verbale con la Polizia, uno degli ufficiali gli ha mostrato la propria arma, quindi Kacifa, offeso, ha sparato in aria per minacciarli. Non intendeva uccidere nessuno. Se avesse voluto uccidere, l'avrebbe fatto, ma non voleva".<br /><br /> Questa versione è stata respinta dai residenti del villaggio Bularat: poco prima dell'accaduto, Kacifa aveva lasciato una scritta e una bandiera greca sui muri del villaggio, su cui era scritto con lettere greche "Bularat". Kacifa era noto come nazionalista nella zona, ma non viveva nel villaggio, bensì in Grecia, da cui era tornato una settimana prima. "È da stupirsi. È un momento amaro. Non si era mai verificato qualcosa di simile nel nostro municipio. Era un ragazzo che viveva in Grecia. I suoi amici con i quali aveva preso il caffè la sera dicono che era normale. Ma, la mattina ha sparato sulla Polizia di Gjirokastra e più tardi è andato in montagna. Ha resistito alle forze speciali ed è successo quello che è successo", ha detto Arqile Deçka, sindaco di Dropulli. Invece un residente anziano dice "perché hanno ucciso nostro figlio? Non potevano prenderlo? Chiediamo giustizia. Lui meritava di essere processato per quello che fa fatto, non di morire. Lui non ha ucciso nessuno. Anche se avesse ucciso della gente, avrebbe meritato di essere giudicato".<br /> <br /> Scontro diplomatico per Kacifa<br /><br /> L'omicidio di Konstantinos Kaçifa ha causato un scontro diplomatico tra Albania e Grecia: "Le autorità greche, in contatto con quelle albanesi, hanno seguito da vicino l'episodio a Bularat, dove un cittadino greco pare che abbia aperto il fuoco contro il veicolo della Polizia albanese, che cercava di arrestarlo. Poco fa, siamo stati informati ufficialmente che dallo scambio di fuoco con la Polizia albanese, Kostandinos Kacifas è rimasto ucciso. Esprimiamo il profondo dolore per la morte del greco e condoglianze alla famiglia. Comunque sia, è inammissibile che il caso si sia concluso con la perdita di una vita umana. Ci aspettiamo che le autorità albanesi rivelino pienamente le circostanze in cui ha perso la vita un cittadino greco", ha affermato il Ministero degli Esteri della Grecia.<br /><br /> "Le circostanze in cui ha perso la vita Kacifa sono state rese note ufficialmente dalle autorità competenti albanesi. La Polizia ha spiegato con i dettagli e questo è un caso totalmente isolato, ma è anche un flagrante caso di aggressione estremista alla Polizia albanese", ha precisato il Ministero albanese per l'Europa e gli Affari Esteri.<br /><br /> Tirana non vuole strumentalizzazioni politiche, perché l'Albania è un Paese sicuro per tutti i suoi cittadini, senza alcuna distinzione di nazionalità. Il Premier, Edi Rama, ha reagito così sui social: "cari vicini! È inammissibile la perdita di vita di un folle che ha sparato contro la nostra polizia, la quale non ha fatto altro che il proprio dovere, quindi unitevi a noi nel ringraziare Dio che nessuna vita innocente si è persa oggi".<br /><br /> Intanto la scorsa notte, davanti all'ambasciata albanese ad Atene ha avuto luogo una protesta: i manifestanti con bandiere greche hanno espresso la propria rivolta contro l'omicidio di Kaçifa. I rappresentanti del partito Alba Dorata e le organizzazioni che rappresentano la minoranza greca hanno tentato di entrare con forza nell'ambasciata. Molteplici forze di Polizia hanno circondato l'edificio, mentre i manifestanti hanno lanciato insulti razzisti e le strade attorno all'ambasciata sono state bloccate. <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-5" id="footnote-marker-5-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-6" id="footnote-marker-6-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-7" id="footnote-marker-7-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-8" id="footnote-marker-8-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-9" id="footnote-marker-9-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-10" id="footnote-marker-10-1" rel="footnote">[10]</a> <a href="#footnote-11" id="footnote-marker-11-1" rel="footnote">[11]</a> <a href="#footnote-12" id="footnote-marker-12-1" rel="footnote">[12]</a> <a href="#footnote-13" id="footnote-marker-13-1" rel="footnote">[13]</a> <a href="#footnote-14" id="footnote-marker-14-1" rel="footnote">[14]</a> <a href="#footnote-15" id="footnote-marker-15-1" rel="footnote">[15]</a> <a href="#footnote-16" id="footnote-marker-16-1" rel="footnote">[16]</a> <a href="#footnote-17" id="footnote-marker-17-1" rel="footnote">[17]</a><br /> <br /> <br /> <br /> <br />

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◉ Geografia della notizia · 2 paesi coinvolti
Altri luoghi citati (non mappati): Dropull · Argirocastro · Tirana · Atene
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