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Velika Kladusa - L'associazione degli imprenditori di Velika Kladusa ha protestato per i sette giorni di chiusura del valico di frontiera Maljevac, a causa di un centinaio di migranti illegali che si trovano nelle sue vicinanze. A causa della chiusura, il…
Velika Kladusa - L'associazione degli imprenditori di Velika Kladusa ha protestato per i sette giorni di chiusura del valico di frontiera Maljevac, a causa di un centinaio di migranti illegali che si trovano nelle sue vicinanze. A causa della chiusura, il commercio delle compagnie di Velika Kladusa si è ridotto del 50%, ha riportato il portale Klix, il 28 ottobre.<br /> <br /> Ibrahim Djedovic, presidente dell'associazione, ha spiegato che l'80% del commercio a Velika Kladusa proviene dalla Croazia e dalla Slovenia, l'intera economia della città si basa sull'export nell'UE: lavorazione del legno e dei metalli. Gli esportatori per andare in Croazia, a Karlovac, devono passare dal confine di Gradiska, ossia percorrere 200 km in più e i passeggeri che di solito passano il confine vicino a Velika Kladusa, perdono quasi tutto il giorno aspettando di passare la frontiera.<br /> <br /> Djedovic ha inoltre spiegato che le autorità bosniaco-erzegovesi non stanno facendo niente per risolvere questa situazione e le autorità croate non vogliono aprire il confine finché i migranti non vengano rimossi. Gli imprenditori stessi hanno visitato il gruppo dei migranti a Maljevac, offrendogli alloggio e condizioni materiali migliori solo per allontanarli dal confine, però i migranti non hanno accettato l'offerta. Per questo motivo, uno degli scopi delle proteste è arrivare alla soluzione della situazione attuale e all'apertura del confine. <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> In Bosnia ed Erzegovina (BiH) è già chiaro che gli organi statali competenti non sono riusciti a risolvere la crisi migratoria, né l'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) ha fatto un buon lavoro. I membri della polizia doganale della BiH hanno contattato varie volte l'OIM richiedendo che più di 100 migranti, tra cui molti bambini, vengano trasferiti da Maljevac al nuovo centro d'accoglienza "Bira" a Bihac, però questa richiesta è stata rifiutata. Invece Peter Van Der Auweraert, coordinatore dell'OIM per i Balcani Occidentali, afferma di aver offerto ai migranti il trasferimento al nuovo centro migratorio a Bihac, ma sono le autorità della BiH a decidere come risolvere il problema dei migranti che hanno bloccato il valico di frontiera Maljevac, ossia il Ministero della Sicurezza della BiH e le autorità cantonali e locali.<br /> <br /> "Per chiarire, né noi, né nessun altro, possiamo vivere e costruire i campi così vicino al confine. La polizia doganale deve decidere cosa fare di quella gente. Noi cerchiamo di parlare con i nostri partner per cercare una soluzione: una delle opzioni è anche trasportarli a Usivak, però sono sicuro che nei prossimi duo o tre giorni risolveremo tutto", ha affermato Van der Auweraert.<br /> <br /> L'OIM ha anche detto che le ricostruzioni della caserma Usivak a Hadzici vicino a Sarajevo e dell'ex fabbrica "Bira" a Bihac sono state garantite dalla direzione generale per la protezione civile e per le operazioni europee di aiuto umanitario (DG ECHO) e dalla direzione generale della politica di vicinato e dei negoziati di allargamento (DG NEAR), che hanno assicurato 7.2 milioni di euro, che si aggiungono al milione di euro assicurato dalla Banca di Sviluppo del Consiglio d'Europa (CEB).<a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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