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Kukes - Il giudice Rexhep Karaj, del Tribunale di primo grado di Kukes, emanerà oggi la misura cautelare per Xhevit Shuti, Anila Shuti, Mustafe Shuti, Flamur Bisho Çela e Vehbi Barushi, 5 dei 6 arrestati per il laboratorio di eroina, scoperto tre giorni fa…
Kukes - Il giudice Rexhep Karaj, del Tribunale di primo grado di Kukes, emanerà oggi la misura cautelare per Xhevit Shuti, Anila Shuti, Mustafe Shuti, Flamur Bisho Çela e Vehbi Barushi, 5 dei 6 arrestati per il laboratorio di eroina, scoperto tre giorni fa nel villaggio Brenog, vicino ad Has. Il PM, Edmond Karriqi, ha chiesto l'arresto con carcere per i 5 accusati di possesso, trasformazione e traffico di stupefacenti. La difesa degli imputati è a carico degli avvocati Aurora Guska e Domenika Gjergji.<br /><br /> In manette sono finite 6 persone, di cui un imprenditore turco e 3 membri della famiglia Shuti, nella cui abitazione fu trovato il laboratorio di droga. L'imprenditore turco, arrestato, ha una ditta tessile: importa in Albania tappeti e altri prodotti all'interno del quale si sospetta che venissero nascoste le piante di oppio. Questo materiale, forse, proviene dalla Turchia. Con l'assistenza di alcuni cittadini di Gjakova, identificati dalla polizia, la droga arrivava a Brenog, dove si trasformava in eroina. La polizia sospetta che la droga venisse poi trasportata a Durazzo e poi in altri Paesi europei. Durante quest'operazione sono stati sequestrati 182.5 kg di morfina, separata in 175 pacchetti, 22 litri di materiale liquido che venivano usati per la produzione di eroina. <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /><br /> Secondo le fonti della Polizia, gli arrestati sono solo dipendenti e trasportatori di droga, ma ancora non sono stati presi i finanziatori del traffico, i ricettori e i detentori. Le stesse fonti presso la Polizia hanno reso noto a "Vizion Plus" che dalle indagini risulta che i boss di quest'organizzazione sono alcuni tedeschi e kosovari. Dalla notte dello scorso giovedì, centinaia di forze di Polizia dei reparti RENEA, FNSH e della statunitense DEA circondano Brenog. Dopo l'irruzione nel laboratorio sono stati arrestati 5 cittadini, dipendenti e trasportatori della droga prodotta nel villaggio. All'interno del magazzino, situato tra gli alberi e alcune abitazioni del villaggio, sono stati sequestrati oltre 100 kg di eroina e di oppio, impacchettati e inseriti in valigie e scatole di cartone, pronti per essere emessi sul mercato. Si ricercano almeno altre 5 persone, identificate dalla Polizia. <a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a> L'intervento è avvenuto dopo un'inchiesta durata diversi mesi, durante la quale ci sono stati scambi di informazioni con le agenzie partner. Si sospetta che la materia prima sia arrivata in Albania, via terra dai Paesi del Medio Oriente e, dopo la trasformazione, sia stata trafficata nei Paesi dell'Europa occidentale. <a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a><br /><br /> Nel villaggio, meno di 130 case che vivono d'agricoltura, mentre i giovani emigrano, gli abitanti sono rimasti stupiti dopo la scoperta del laboratorio e dicono di non aver mai sentito dell'esistenza di un simile edificio che veniva usato per la produzione di eroina. Il laboratorio è stato trovato in un capannone che veniva usato per preservare il cibo del bestiame vicino a una casa. Il caso verrà trasferito alla Procura dei Crimini Gravi, in quanto si sospetta un traffico internazionale di eroina proveniente dall'Afghanistan, attraverso la Turchia e il Kosovo fino all'Albania, dove viene trasformata per essere trafficata, attraverso il porto di Durazzo, verso i Paesi europei. <a href="#footnote-5" id="footnote-marker-5-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-6" id="footnote-marker-6-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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