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Pristina - Circa 200 cittadini del Kosovo continuano a essere nelle aree di conflitto in Siria e in Iraq, tra cui molti bambini nati lì. Questi ed altri risultati, relativi al terrorismo e alla lotta contro il problema globale, sono presenti nel rapporto…
Pristina - Circa 200 cittadini del Kosovo continuano a essere nelle aree di conflitto in Siria e in Iraq, tra cui molti bambini nati lì. Questi ed altri risultati, relativi al terrorismo e alla lotta contro il problema globale, sono presenti nel rapporto annuale del Dipartimento Statunitense dello Stato sul terrorismo nel mondo per il 2017: il Kosovo ha continuato ad opporsi alla minaccia sempre in aumento del terrorismo, anche se circa 403 cittadini del Kosovo hanno viaggiato in Siria e in Iraq per unirsi al gruppo militante Stato Islamico o al fronte al-Nusra, circa 74 sono morti e circa 196 continuano a stare in queste zone di conflitto. Il Governo pianifica il loro ritorno in Kosovo, anche se non è noto quando potranno ritornare. Lulzim Fushtica, coordinatore nazionale nella Presidenza del Consiglio sulla strategia per la prevenzione dell'estremismo violento e del radicalismo, ha spiegato a Radio Free Europe che tutti coloro che hanno commesso dei crimini in queste zone di guerra, se la vedranno con la giustizia: "abbiamo un piano per il ritorno delle persone dalle zone di guerra. Il Kosovo è aperto perché tutti i suoi cittadini ritornino, tuttavia, tutti coloro che, direttamente o indirettamente, hanno fatto parte delle organizzazioni terroristiche, o hanno commesso qualche crimine, risponderanno agli organi della giustizia. Abbiamo una straordinaria cooperazione con la Comunità Islamica del Kosovo e con tutte le altre comunità religiose nella Repubblica del Kosovo, fanno parte degli sforzi e del nostro lavoro quotidiano".<br /><br /> <br /><br /> Ancora problemi nel nord del Kosovo<br /> <br /> Secondo i risultati del rapporto, la situazione al nord limita l'autorità del Governo, anche se l'esecutivo ha integrato con successo i giudici, i procuratori e il personale serbo nelle istituzioni della magistratura del Kosovo nel mese di ottobre, ampliando l'autorità giudiziaria del Paese e l'accesso alla giustizia per i cittadini.<br /><br /> Tuttavia, l`analista politico Imer Mushkolaj dice che il settentrione ha avuto in continuazione problemi per quanto riguarda l`integrazione delle istituzioni della giustizia: ci sono degli stalli inspiegabili anche dopo l'accordo raggiunto a Bruxelles. Mushkolaj dice che attualmente la situazione politica in Kosovo sul cambiamento dei confini, menzionata di recente, potrebbe avere un influenza negativa: "a prescindere dagli sforzi e dai piccoli progressi, le ultime idee e dichiarazioni, sia sulla cosiddetta correzione della frontiera, che sullo scambio dei territori, potrebbe influire negativamente e farci tornare indietro. Questo influirà direttamente anche sulla vita dei cittadini". Il rapporto inquadra anche i Paesi vicini al Kosovo: l'Albania, secondo questo rapporto, nel 2017, ha offerto un forte sostegno agli sforzi contro il terrorismo ed ha partecipato alla coalizione globale per battere lo Stato Islamico. Tirana condanna le azioni terroristiche, il finanziamento del terrorismo, le transazioni delle persone sanzionate dalle Nazioni Unite, il reclutamento e l'addestramento dei cittadini per eseguire atti terroristici, la promozione di questi e la creazione o la partecipazione a organizzazioni terroriste. La Fyrom-Macedonia, membro della coalizione globale, sta collaborando con gli Stati Uniti d'America contro il terrorismo. Il Kosovo, membro della stessa coalizione, ha stanziato 100.000 euro a sostegno di questa coalizione. <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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