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Sarajevo/Lubiana - L'Istituto Internazionale per gli Studi sul Medio Oriente e sui Balcani (IFIMES) di Lubiana ha pubblicato l'analisi delle elezioni e dei risultati in Bosnia ed Erzegovina (BiH). Lo studio evidenzia che il risultato elettorale è stato…
Sarajevo/Lubiana - L'Istituto Internazionale per gli Studi sul Medio Oriente e sui Balcani (IFIMES) di Lubiana ha pubblicato l'analisi delle elezioni e dei risultati in Bosnia ed Erzegovina (BiH). Lo studio evidenzia che il risultato elettorale è stato compromesso a causa della Commissione Centrale Elettorale, ha riportato il portale Klix, il 17 ottobre: "la CIK BiH è responsabile dell'accuratezza e dell'integrità delle elezioni. Perché non sono state introdotte le nuove tecnologie, cioè l'identificazione biometrica degli elettori, per prevenire la votazione con documenti altrui? Perché non esiste la video sorveglianza nei seggi elettorali? L'introduzione degli scanner potrebbe prevenire gran parte delle irregolarità. Perché le schede elettorali non erano segnate dal numero di serie o dal sigillo?".<br /> <br /> Le compagnie private Atlantic BB d.o.o. di Banja Luka e Grafomark d.o.o. di Laktasi hanno stampato le schede elettorali in modo tale da dare possibilità ad abusi e producendo un numero maggiore di schede, specialmente nella Republika Srpska (RS): "è discutibile l'elezione di Milorad Dodik alla Presidenza della BiH, ma ancora di più è quella di Zeljka Cvijanovic alla Presidenza della RS. I controllori hanno sorvegliato fino alle 19.00, mentre i furti elettorali di solito succedono dopo e in mondo sofisticato".<br /> <br /> Dall'altro lato, la CIK rigetta le accuse, ma l'analisi mette in discussione anche il ruolo della Procura della BiH e l'indagine ufficiale contro i membri della CIK per il processo elettorale irregolare e la credibilità dei risultati. L'IFIMES dice che 500.000 schede elettorali non valide sono preoccupanti perché è circa l'8% del numero totale, mentre lo standard europeo è circa l'1%. Il numero delle schede non valide ha influenzato la scelta del membro bosgnacco della Presidenza della BiH: Sefik Dzaferovic ha vinto su Denis Becirovic, uno dei candidati principali, supportato da 7 diversi partiti e su Fahrudin Radoncic, quindi Dzaferovic sarebbe dovuto arrivare terzo: "è successo che Radoncic è stato derubato per la terza volta alle elezioni, mentre per Becirovic è la prima volta. Tutto indica che l'intenzione era derubare Radoncic, mentre Becirovic ha subito solo un danno collaterale".<br /> <br /> Gli analisti chiedono anche perché nessuno della CIK è stato arrestato visto che gli atti commessi sono reati. Tutto indica che la CIK ha partecipato al furto, ma per combattere contro la commissione è necessario rivolgersi alla Corte della BiH che, insieme alla Procura e l'Alto Consiglio Giuridico, è sotto il controllo della politica, creando così un cerchio chiuso del potere politico in BiH.<br /> <br /> Per quanto riguarda Dragan Covic, leader dell'Unione Democratica Croata (HDZ BiH), il suo crollo nelle elezioni e l'elezione di Zeljko Komsic, del Fronte Democratico (DF) alla Presidenza della BiH, l'IFIMES evidenzia la contraddittoria logica dell'HDZ BiH, secondo cui il membro croato della Presidenza può essere scelto solo dai croati dell'Erzegovina Occidentale, ma proprio là vive solo un terzo dei croati in BiH, la maggioranza si trova all'estero: "è interessante che Covic abbia avuto solo 100.000 dei cosiddetti voti croati e un terzo degli altri. La percentuale dei cosiddetti voti croati è abbastanza bassa, perché secondo il censimento del 2013, in BiH vivono circa 500.000 croati. Allora, dov'è la legittimità di Covic con 100.000 voti, se il numero totale degli elettori è di 3.3 milioni?".<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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