Parliamone.
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Brod - Come riporta il giornale croato Express, è strano che l'esplosione a Brod sia successa solo un giorno prima della riunione tra Kolinda Grabar-Kitarovic, Presidente della Repubblica di Croazia, e gli esperti russi. Questo portale riporta anche che i…
Brod - Come riporta il giornale croato Express, è strano che l'esplosione a Brod sia successa solo un giorno prima della riunione tra Kolinda Grabar-Kitarovic, Presidente della Repubblica di Croazia, e gli esperti russi. Questo portale riporta anche che i russi vorrebbero liberarsi dalla raffineria di Brod che produce soltanto perdite, viene riportato dal portale RTVBN, il 15 ottobre.<br /> <br /> Il giorno dopo l'esplosione, a Slavonski Brod, sono arrivati tutti gli esperti del settore russo dell'energia per partecipare a una riunione organizzata dalla Grabar Kitarovic. Tra gli altri, i partecipanti di spicco erano Oksana Tarasenko, assistente del Ministro dell'Energia della Federazione Russa, il cui incarico è mantenere la promessa del Presidente russo, Vladimir Putin, di eliminare, con il gas russo, l'inquinamento causato dalla raffineria, Igor Bronnikov, capo della direzione per i Paesi dell'Europa, dell'America del Nord e per le organizzazioni internazionali del Ministero russo dello Sviluppo Economico, l'ambasciatore russo a Zagabria, Anvar Azimov, il presidente del comitato direttivo della Zarubezhneft, Evgenij Murov e il direttore generale della compagnia di petrolio statale della Russia, Sergey Kudryashov.<br /> <br /> Questa riunione ha però causato il sospetto di alcuni esperti di petrolio, secondo cui l'esplosione non era solo una coincidenza, ma un contesto geopolitico.<br /> <br /> "Non ci sono le prove, però l'esplosione nella raffineria non è successa casualmente il giorno prima di questa riunione. Un guasto che provoca l'esplosione non dovrebbe succedere, però è difficile credere che l'esplosione sia successa accidentalmente il giorno prima della riunione. Il mio primo pensiero è che si tratti di un sabotaggio", ha detto un esperto di petrolio, consapevole della situazione geopolitica in questa parte d'Europa.<br /> <br /> Secondo le sue parole, la raffineria non interessa ai russi anche perché si trova in un ambiente poco opportuno, in cui le capacità sono già coperte dalle raffinerie in Ungheria, Slovacchia e a Rijeka. Dall'altro lato, esiste la possibilità che la Croazia potrebbe sfruttare questa situazione a Brod per aprire la porta del mercato della Bosnia ed Erzegovina (BiH) alla raffineria di Sisak, che "è costruita per la lavorazione del petrolio croato con la capacità di 5 milioni di tonnellate che la Croazia non ha mai potuto produrre. Le nostre capacità non hanno mai sorpassato i 3,3 milioni di tonnellate del petrolio. Sisak era giustificata perché è vicino ai terreni ricchi di petrolio e ai mercati croato e bosniaco-erzegovese. Però, dagli anni '80, la mappa del petrolio è molto cambiata: la MOL ha costruito la sua raffineria e con gli slovacchi fornisce i Paesi della regione. Nel mercato non c'è più spazio per gli altri", dice l'esperto.<br /> <br /> Comunque, gli esperti non credono che l'esplosione abbia qualche relazione con le recenti elezioni in BiH, però è anche importante sottolineare che Putin ha parlato della raffineria durante la sua recente riunione con il Presidente della Republika Srpska (RS), Milorad Dodik, affermando che è necessario risolvere il problema dell'inquinamento e non ha dato dei motivi per pensare alla chiusura della raffineria, anche se alcuni esperti pensano che l'esplosione sia la prova delle intenzioni russe.<br /> <br /> La Zarubezhneft è la proprietaria della raffineria di Brod e della raffineria di olio di Modica, che fanno parte del gruppo Optima. La raffineria di Brod però, anno dopo anno, genera perdite e secondo l'ultimo rapporto, il debito ha raggiunto i 2.4 miliardi di HRK, quindi la compagnia opera soltanto grazie all'aiuto della Zarubezhneft.<br /> <br /> Secondo Davor Stern, esperto di petrolio croato, la ragione per cui raffineria sta ancora operando è perché la Zarubezhneft opera anche in Vietnam e in Cambogia, usando il petrolio della raffineria di Brod e così compensano le perdite che la raffineria genera, cioè attraverso i prezzi accettabili del petrolio che altrimenti dovrebbero vendere altrove a un prezzo più basso.<br /> <br /> Per quanto riguarda l'inquinamento causato dalla raffineria, Stern ha detto che è un segreto il tipo di petrolio. Però se lo Stato croato capisce questo problema in modo serio, potrebbe risolverlo. Come dice Stern, è possibile formare una commissione che definirà il tipo di petrolio usato: se la concentrazione di zolfo è troppo alta rispetto agli standard croati, allora non sarebbe possibile il suo uso perché danneggerebbe l'ambiente e i cittadini.<br /> <br /> Comunque sia, nel prossimo periodo dovrebbe essere rivelato cosa succede a Brod, però una cosa è chiara: se i russi decidono di chiudere la raffineria, ciò causerà grandi perdite anche alla compagnia Crodux, che ha firmato il contratto per 10 anni del valore di 150 milioni di HRK l'anno per il gas che dovrebbe fornire alla raffineria.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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