Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Mostar - Circa 900 dipendenti della compagnia "Aluminij" d.d. Mostar stanno affrontando una situazione difficile perché quest'impresa potrebbe essere chiusa nel prossimo periodo. Per il loro futuro temono anche le altre 40000 persone che sono direttamente o…
Mostar - Circa 900 dipendenti della compagnia "Aluminij" d.d. Mostar stanno affrontando una situazione difficile perché quest'impresa potrebbe essere chiusa nel prossimo periodo. Per il loro futuro temono anche le altre 40000 persone che sono direttamente o indirettamente legate alla compagnia, ha riportato il portale Dnevni list, il 12 ottobre.<br /> <br /> Gli esperti sono d'accordo che la vendita della "Aluminij" sarebbe la soluzione migliore, però, per il momento, non ci sono offerte ufficiali. Paradossalmente, la casa di consulenza statunitense "Deloitte Touche" ha ricevuto recentemente il pagamento per la vendita della "Aluminij" alla compagnia svizzera "Glencor". Si tratta di un dato dimenticato: la compagnia di Mostar era stata quasi venduta nel 2007 alla "Glencor" con la quale ha collaborato in diversi progetti. Gli svizzeri hanno promesso di pagare 200 milioni di USD, richiedendo la garanzia del Governo della Federazione di Bosnia ed Erzegovina (FBiH), cioè la concessione per la costruzione di 100 piccole centrali idriche per risolvere il problema dell'erogazione dell'energia elettrica. Purtroppo, è successo qualcosa e la vendita non è andata in porto. In modo misterioso il nuovo Governo del Primo Ministro Nedzad Brankovic ha cancellato il contratto sulla vendita della "Aluminij", mentre la "Deloitte Touche" è stata pagata attraverso diversi processi giudiziari. Oggi non ci sono più offerte ufficiali, anche se diverse voci affermano che "Aluminij" potrebbe essere acquistata da una compagnia russa.<br /> <br /> La situazione di "Aluminij" si complica giorno dopo giorno, il debito è enorme. La direzione della compagnia ha aggiornato tutti i livelli delle autorità della BiH, dal Consiglio dei Ministri, alle Camere di Commercio della BiH e FBiH, alle autorità della Croazia e ai rappresentanti internazionali in BiH. La direzione ha anche avvertito che il 15 ottobre scade il contratto con l'Elektroprivreda della comunità croata dell'Herzeg-Bosna (Elektroprivreda HZHB) per l'erogazione dell'energia elettrica. Inoltre, il Governo non ha mai adempiuto gli obblighi dell'annesso 8 dell'accordo tra il Governo della FBiH e "Aluminij", per cui la compagnia di Mostar si trova in questa situazione.<br /> <br /> Drazen Pandza, direttore facente funzione di "Aluminij", ha detto che la compagnia ha esteso il contratto con l'Elektroprivreda HZHB per altre 24 ore, usando mezzi propri, però l'erogazione, per il resto della settimana e in seguito, è ancora insicura: "per ora abbiamo rimandato la sospensione dell'elettricità fino a mezzanotte. Purtroppo, oltre alla comunicazione con la vice presidente del Governo della FBiH, Jelka Milicevic, ancora non conosciamo l'atteggiamento ufficiale del Presidente del Governo", ha detto Pandza.<br /> <br /> Insieme ai suoi colleghi e ai lavoratori della "Aluminij", Pandza ha partecipato agli scioperi dei dipendenti per inviare un messaggio al Governo. Secondo le sue parole, la Milicevic sta partecipando attivamente alla ricerca di una soluzione. La direzione della fabbrica ha spiegato al Governo della FBiH che la sospensione dell'erogazione dell'elettricità significa la fine di questa compagnia.<br /> <br /> "Per spiegare la situazione, per avviare di nuovo solo una cella elettrolitica spenta sono necessari più di 90.000 euro. Aluminij ha 256 celle elettrolitiche e il metallo liquido sarà bloccato nelle celle, mentre il nuovo avvio costerebbe oltre un miliardo di BAM. In altre parole la fine di Aluminij", ha detto Pandza.<br /> <br /> Il Governo della FBiH ha l'obbligo di sovvenzionare l'energia elettrica, secondo l'annesso 8, grazie al quale ha ottenuto la maggior parte del capitale della società. Siccome il Governo non ha rispettato questo accordo, "Aluminij" non ha potuto pagare gli obblighi del periodo prima della guerra verso i dipendenti che adesso hanno avviato le procedure legali per ottenerli.<br /> <br /> Il presidente del sindacato indipendente di "Aluminij", Romeo Bioksic, ha detto che i dipendenti della compagnia hanno inviato il messaggio al Governo e all'intero spettro politico del Paese per avviare i passi necessari per salvare la "Aluminij" e i 900 dipendenti, cioè 40.000 persone che dipendono da questo impianto.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> Esistono anche alcune teorie secondo cui la situazione di "Aluminij" è solo un preludio per il nuovo proprietario che dovrebbe venire, probabilmente un russo. Come viene riportato, più di un anno fa, è stato rivelato il piano per l'investimento russo per usare il gas russo al posto dell'energia elettrica. I problemi con l'erogazione elettrica non sono nuovi, però potrebbero essere sfruttati per collegare questo impianto di Mostar al terminale del gas di Ploce, di proprietà della Società Principale del Gas (PPD) di Croazia, attraverso la quale la russa "Gazprom" vende il gas. Questo potrebbe spiegare la decisione del Consiglio dei Ministri di abolire le imposte doganali sull'import dell'alluminio non legato.<br /> <br /> Inoltre, l'Elektroprivreda HZHB che ha sempre fornito l'energia elettrica per "Aluminij", ora viene indicata, fittiziamente, come colpevole della situazione, perché, nonostante il debito di "Aluminij", l'Elektroprivreda HZHB non ha mai sospeso l'erogazione dell'elettricità. Inoltre, viene detto che il destino di "Aluminij" è anche legato al mondo della criminalità di Belgrado e dell'Amministrazione per la Sicurezza Statale di Jugoslavia (SDB). Secondo alcune indicazioni, Dragan Covic è sotto l'influenza diretta dell'ex membro dell'SDB, Stanko Colak, cugino del membro del partito di Covic, Barisa Colak. Come viene detto, Stanko Colak ha sempre mantenuto le sue connessioni con gli imprenditori russi e croati.<br /> <br /> Dall'altro lato, un'anno fa, l'ex direttore della "Aluminij", Mario Gadzic, ha detto che questa compagnia sarebbe già stata chiusa senza l'aiuto di PPD e di "Glencor". La compagna svizzera menzionata è di proprietà di Marco Rich, legato a imprenditori russi, mentre l'accordo sulla collaborazione con "Aluminij" da parte della compagnia svizzera l'ha firmato l'avvocato Rudolf Mosimann, che lavora presso l'ufficio degli avvocati che rappresentano la compagnia Lona AG, fondata dall'ex direttore di "Aluminij", Mijo Brajkovic.<a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br /> <br /> <br />
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