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Pristina - La commissione parlamentare d'inchiesta sul caso della deportazione dei cittadini turchi dal Kosovo in Turchia, avvenuta a marzo di quest'anno, interrogherà circa 30 persone. Tra i funzionari responsabili che saranno interrogati ci sarà anche il…
Pristina - La commissione parlamentare d'inchiesta sul caso della deportazione dei cittadini turchi dal Kosovo in Turchia, avvenuta a marzo di quest'anno, interrogherà circa 30 persone. Tra i funzionari responsabili che saranno interrogati ci sarà anche il Presidente del Kosovo, Hashim Thaci.<br /><br /> L`interrogazione di tutte le persone responsabili sulla deportazione dei cittadini turchi, sono sospettati di connessioni con Fethullah Gulen, accusato del golpe in Turchia dal Presidente Erdogan.<br /><br /> Il vice presidente della commissione parlamentare d`inchiesta, Driton Selmanaj, ha detto a "FaktePlus" che il processo per l`istituzione di questa commissione è in ritardo più del dovuto presso il Parlamento del Kosovo, a causa del PDK, che in quel periodo voleva ostacolare l`istituzione di questa commissione.<br /><br /> "Secondo il piano d`azione nel mese di settembre dovremo iniziare l`interrogazione di circa 30 persone, iniziando dal Presidente del Paese, fino al più semplice poliziotto che ha partecipato al processo di arresto e poi andremo avanti", ha detto Selmanaj.<br /><br /> Secondo il piano d`azione della commissione, il lavoro è stato suddiviso in tre fasi: interrogatorio dei testimoni, raccolta dei fatti, esame delle prove e stesura del rapporto finale.<br /><br /> "Il nostro piano in base al mandato e secondo le scadenze a norma di legge, prevede che verso la fine di novembre avremo il rapporto finale", ha sottolineato Selmanaj.<br /><br /> Il vice presidente della commissione spera che non ci saranno problemi all'interrogatorio, specialmente, del Presidente Thaci e avverte che questo potrebbe essere portato con forza in commissione se si rifiuta di farlo di propria volontà.<br /><br /> Selmanaj attende che le persone risponderanno positivamente alle richieste, quindi il ritardo non ha influito o favorito l'occultamento delle prove. D'altro canto, Selmanaj sospetta che i colleghi della maggioranza, parte della commissione d`inchiesta, ostacolino i lavori: "potrebbero esserci anche all'interno della nostra commissione dei deputati, tra le fila della maggioranza, che possono ostacolare questo processo. Noi proveremo a risolvere questo problema per porre fine ai sospetti. È meglio per il Kosovo chiarire ciò che è successo a quei cittadini, perché simili situazioni potrebbero ripetersi".<br /><br /> Il direttore generale della scuola "Mehmet Akif" in Kosovo, Mustafa Erdem, il suo vice, Yusuf Karabina, il direttore della scuola a Gjakova, Kahraman Demirez, e i due insegnanti, Djihen Ozkan e Hasan Gunakana, furono arrestati il 29 marzo di quest`anno dalla Polizia del Kosovo e deportati lo stesso giorno in Turchia. Tale operazione, condotta in piena segretezza in cooperazione con l`AKI (l`Agenzia d`Intelligence del Kosovo) ha suscitato svariate reazioni in Kosovo. Per tal motivo era stata convocata una sessione straordinaria per discutere il caso, in cui è stata approvata una risoluzione nella quale si richiedeva anche l'istituzione della commissione parlamentare d`inchiesta per far luce su tutti i retroscena del caso. <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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