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NOTIZIE · OI-347720 · 02/10/2018 08:00:38 · 2818 g fa6 min lettura
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Conclusa la votazione per il referendum nella Fyrom-Macedonia, bassa l'affluenza

DiOsservatorio ItalianoSommario

Skopje - Si è conclusa la votazione del referendum sul nuovo nome della Fyrom-Macedonia. La Commissione Centrale delle Elezioni (KSHZ) ha pubblicato i primi risultati dei voti del referendum organizzato questa domenica sull'accordo del nome con la Grecia.…

Skopje - Si è conclusa la votazione del referendum sul nuovo nome della Fyrom-Macedonia. La Commissione Centrale delle Elezioni (KSHZ) ha pubblicato i primi risultati dei voti del referendum organizzato questa domenica sull'accordo del nome con la Grecia. Secondo la KSHZ da circa il 30% dei voti contati, in totale risulta che il 90.94% sono favorevoli all'accordo, mentre il 6.13% no. In una conferenza stampa, il presidente della KSHZ, Oiver Derkovski, ha riferito che l'affluenza al referendum fino alle 18.30 è stata del 35%, tradotta in numeri circa 589.637 elettori. Derkovski, ha detto che il processo elettorale in generale si è svolto in modo tranquillo e democratico ad eccezione di alcune irregolarità, in alcuni seggi di votazione, dove sono state intraprese delle misure per far luce sui casi.<br /><br /> Secondo la legge, oltre 450000 elettori devono votare a favore all'accordo del nome 'Macedonia del Nord' con la Grecia perché il referendum passi, e spianare la strada verso l`adesione alla NATO e all`UE. Tuttavia per far sì che questo processo si consideri lecito bisogna superare la soglia, ossia oltre 900000 elettori. Il diritto al voto lo hanno 1.806.336 elettori, registrati nella lista elettorale. I seggi elettorali sono stati aperti dalle ore 07:00 alle 19:00. La votazione del referendum è stata monitorata da 11927 osservatori locali e 493 esteri. Il processo di votazione è stato accompagnato da piccoli incidenti, non importanti per la votazione: una persona ha attaccato tre poliziotti in un seggio a Skopje, ma è stata arrestata e verrà processata penalmente, in altri casi varie persone hanno voluto votare a nome di altri elettori. Inoltre, gli osservatori hanno riscontrato alcuni casi di fotografia al voto, che secondo il Codice Elettorale è severamente vietato.<br /><br /> Questo è il secondo referendum che si svolge dall'indipendenza proclamata nel 1991, escludendo quello degli albanesi organizzato negli anni `90 sulla cantonizzazione del Paese, non riconosciuto dalle autorità. Il referendum di questa domenica è storico per la possibilità d'integrarsi nella NATO e l'avvicinamento all`UE, o il rischio d'isolamento. L'opposizione macedone, la quale ha contestato il referendum, ha annunciato festeggiamenti per il fallimento davanti al Parlamento.<br /><br /> Naim Sinani, analista macedone, ha affermato, in una conversazione telefonica con Report Tv, che al referendum sul nome hanno partecipato circa 520000 elettori, l'affluenza più bassa è stata negli insediamenti macedoni, mentre in quelli albanesi i dati sono ottimi: "si nota un basso numero dei elettori, per lo più negli insediamenti macedoni. Gli albanesi della Fyrom-Macedonia erano più interessati a questo referendum, per essere parte dell'UE e della NATO. Fino alle ore 17.00 hanno votato oltre 520000 elettori. Negli insediamenti macedoni ci sono stati anche dei seggi dove non c`è stato neanche un voto. Come al solito, anche alle elezioni parlamentari, l`affluenza è circa del 50%. Come ho detto, il maggior numero degli elettori è albanese. Il Premier Zaev ha detto che il referendum, se raggiunge oltre 500000 voti, sarà seguito dai colloqui sul nome con la Grecia".<br /><br /> Il Premier, Zoran Zaev, in una conferenza stampa, ha detto che rispetta la volontà dei cittadini, quindi se la maggioranza dei cittadini ha votato a favore dell`accordo raggiunto con la Grecia, questo passerà per la votazione al Parlamento. Ma se quest`istituzione non lo risolve, ovvero se con i deputati della VMRO-DPMNE non viene raggiunto il consenso, allora il Paese andrà alle elezioni parlamentari anticipate.<br /><br /> "Il voto dei cittadini, e di coloro che hanno votato, deve trasformarsi in volontà politica nella camera legislativa. Abbiamo la stragrande maggioranza a favore tra coloro che hanno votato, allora il futuro è chiaro. Il voto dei deputati deve essere un voto favore della NATO e del`UE, per una vita migliore per i nostri figli e il Paese. Mi aspetto che i deputati della VMRO rispettino la volontà dei cittadini. Altrimenti se ciò non accade, allora la Fyrom dovrà immediatamente andare alle elezioni anticipate", ha avvertito il Premier, definendo il referendum un successo anche se la partecipazione non è stata soddisfacente.<br /><br /> Bisogna ricordare che la campagna avviata il 10 settembre sul referendum è stata molto attiva, erano inclusi 71 deputati di tutti i gruppi parlamentari, a eccezione del VMRO-DPMNE, che non ha partecipato, anzi ha chiesto che i mezzi finanziari per la campagna venissero destinati ad altri obiettivi. Il sostegno al referendum l'hanno dato i più importanti funzionari dell'Occidente, visitando Skopje: Angela Merkel, Jens Stoltenberg, James Mattis, Sebastian Kurz hanno sollecitato i cittadini a scegliere la strada europea. James Mattis, Segretario della Difesa degli Stati Uniti, che a settembre ha visitato Skopje, ha criticato la Russia per le interferenze nel referendum. Mattis ha detto che non c`è neanche il minimo dubbio che Mosca stia conducendo una campagna contro il referendum. Mosca, che non ha alcun interesse che la Fyrom-Macedonia si avvicini all'UE e alla NATO ha respinto tali accuse. Il Ministro russo degli Esteri, Sergej Lavrov ha detto che sono i Paesi occidentali quelli che si stanno immischiando negli affari interni macedoni, insistendo che si voti l`accordo firmato a Prespa. La stessa Grecia e la Fyrom-Macedonia hanno criticato quest`estate la Russia per interferenza nei loro affari interni. Il Premier macedone Zoran Zaev incolpa l'imprenditore greco-russo, Ivan Savvidis, di aver finanziato nella Fyrom-Macedonia dei movimenti contrari al referendum, che hanno organizzato proteste violente per influenzare gli elettori. Una forte voce contro il referendum è quella del Presidente, Gjorge Ivanov, il quale ha dichiarato che non avrebbe votato. Intanto, anche i membri dell'opposizione hanno sollecitato il boicottaggio del referendum. Invece dei diplomatici occidentali hanno evidenziato che ogni giorno su Facebook si presentano fino a 40 pagine diverse in cui si sollecita il boicottaggio del referendum. I diplomatici sospettano che queste pagine vengano finanziate dalla Russia.<br /><br /> <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-5" id="footnote-marker-5-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-6" id="footnote-marker-6-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-7" id="footnote-marker-7-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-8" id="footnote-marker-8-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-9" id="footnote-marker-9-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-10" id="footnote-marker-10-1" rel="footnote">[10]</a> <a href="#footnote-11" id="footnote-marker-11-1" rel="footnote">[11]</a><br /><br /> <br /><br /> Referendum storico<br /><br /> Il referendum sull'accordo di Prespa per il nuovo nome statale è il secondo più importante dopo quello dell'8 settembre del 1991, quando oltre il 71% degli elettori ha deciso la creazione dello Stato indipendente e il distacco dalla Jugoslavia. La sfida più difficile nei 27 anni di esistenza è stato il riconoscimento internazionale con un chiaro nome statale. Dal 1993, la maggior parte dei Paesi membri dell'UE ha riconosciuto la ex Repubblica Jugoslava della Macedonia (FYROM), a causa della forte lobbying della Grecia, che non ha accettato che il Paese si chiamasse Macedonia, perché così il nuovo Stato si sarebbe appropriato di una parte della cultura e della storia greca. L`accordo firmato a Prespa dai Governi dei due Paesi il 17 giugno di quest'anno, ha incoronato i negoziati riavviati all'inizio di quest`anno, su mediazione del rappresentante delle Nazioni Unite, Matthew Nimetz e con il forte sostegno dei Governi occidentali. I negoziati sono arrivati dopo diversi fallimenti dei precedenti tra i due Governi per risolvere la controversia. Secondo l`accordo, Skopje e Atene hanno accettato che il Paese si chiamasse "Macedonia del Nord". Solo se quest'accordo verrà attuato, la Grecia promette che non utilizzerà più il veto per l'adesione della Fyrom-Macedonia alla NATO e all'Unione Europea. Il referendum, per essere valido, deve registrare 903,169 elettori e per farlo passare servono 451,585 voti a favore, o la metà, più un voto del numero di elettori. <a href="#footnote-12" id="footnote-marker-12-1" rel="footnote">[12]</a><br /> <br /> <br />

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