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Podgorica - Dopo che è diventato chiaro che non c'è l'accordo tra il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale e i sindacati montenegrini sulle controverse modifiche alla legge sull'assicurazione dei pensionati e dei disabili (PIO), in Montenegro…
Podgorica - Dopo che è diventato chiaro che non c'è l'accordo tra il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale e i sindacati montenegrini sulle controverse modifiche alla legge sull'assicurazione dei pensionati e dei disabili (PIO), in Montenegro potrebbe essere organizzato il primo sciopero generale nella storia del Paese, riferisce, mercoledì 19 settembre, il portale montenegrino CDM. Dopo che il gruppo di lavoro governativo per la preparazione del progetto di modifiche alla legge sul PIO ha respinto tutte le richieste dei due centri sindacali, i rappresentanti dei lavoratori hanno annunciato che in primo luogo avrebbero chiesto un referendum sulle loro richieste, dopo di che avrebbero invitato i dipendenti a uno sciopero generale. La recente discussione pubblica sulla controversa legge, a cui ha partecipato anche il Ministro del Lavoro, Kemal Purisic, è stata segnata da aspre polemiche e da una forte retorica. Il Governo ritiene che per la sostenibilità del fondo e la stabilità delle finanze siano necessarie condizioni più restrittive per poter ottenere la pensione e ha proposto che per ottenere la pensione completa, in futuro, dovranno essere soddisfatte entrambe le condizioni: 40 anni di servizio e 65 anni di età. Dall'altra parte, i sindacati hanno menzionato che in Montenegro una volta il pensionamento era possibile con 40 anni di servizio o a 55 anni di età. Il presidente dell'unione dei sindacati, Nenad Rakocevic, ha affermato che, dopo l'eventuale adozione delle modifiche alla legge, il Montenegro diventerà un Paese in cui i lavoratori sono talmente sfruttati che la maggior parte di loro morirà prima di ottenere il diritto alla pensione. Dall'altra parte, come ha detto, i giovani non saranno in grado di trovare un posto di lavoro e saranno costretti ad andare a lavorare all'estero, così il Montenegro diventerà uno Stato senza una forza lavoro giovane, povero e senza produttività. Rakocevic sa che i cittadini montenegrini non si fidano molto dei sindacati da molto tempo, ma è comunque convinto che ci sarà abbastanza energia per uno sciopero generale. In tale contesto bisogna solo informare i cittadini nel modo giusto sulle conseguenze delle sopracitate modifiche legislative. L'ex Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale, Boris Maric, ritiene che le richieste dei sindacati riguardo ai controversi cambiamenti legali siano legittime, ma aggiunge anche che l'organizzazione dello sciopero generale, se arriverà, sarà una prova della forza e della reputazione dell'organizzazione dei lavoratori oggi in Montenegro. Il primo test per i sindacati sarà quindi la raccolta delle firme per presentare al Parlamento del Montenegro un'iniziativa per tenere un referendum su questa legge. La legge richiede il 10% del numero totale degli elettori, ossia circa 54.000 firme. L'altra opzione è iniziare immediatamente la pianificazione delle proteste e uno sciopero generale. Questo scenario è sostenuto dai sindacati della pubblica amministrazione, giudiziaria e dei vigili del fuoco, durante la discussione pubblica la stessa idea è stata accolta con favore anche dai rappresentanti del lavoratori dei seguenti settori: sanità, educazione, energia, ferrovie, tassisti, telecomunicazioni, Porto di Bar (Luka Bar), Rudnici Boksita Niksic e KAP.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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