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Podgorica - L'analista politico Bozidar Colakovic ha affermato che il Fronte Democratico (DF) rischia di rimanere isolato a causa dell'intenzione di organizzare nuove proteste, riferisce, mercoledì 12 settembre, il quotidiano montenegrino Dan. Le proteste,…
Podgorica - L'analista politico Bozidar Colakovic ha affermato che il Fronte Democratico (DF) rischia di rimanere isolato a causa dell'intenzione di organizzare nuove proteste, riferisce, mercoledì 12 settembre, il quotidiano montenegrino Dan. Le proteste, come forma di pressione democratica, devono essere massicce e continue per avere successo, ma i i partiti dell'opposizione civile montenegrina hanno un approccio completamente diverso per risolvere la crisi politica, che non implica l'organizzazione della protesta. Dal punto di vista di Colakovic, il DF, se decide di organizzare indipendentemente proteste senza il sostegno più ampio di altri partiti dell'opposizione, rischia di entrare in una sorta di isolamento nelle sue opinioni e comprensione dell'efficienza dei metodi per ottenere elezioni eque. Colakovic teme che tali proteste possano privare di senso i raduni civili, perché il DPS sicuramente di nuovo cercherà di presentare tali proteste come elementi anti-statali e divisori, quindi si presenterà come l'unica garanzia di stabilità in Montenegro. Secondo informazioni non ufficiali, il DF non ha ancora deciso se chiedere il sostegno ad altri partiti di opposizione per l'organizzazione di proteste.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> L'analista serbo Dusan Janjic ritiene che un'altra iniziativa del DF potrebbe rappresentare l'estrema resistenza. Si tratta del recente annuncio del DF: il partito si concentrerà sull'unificazione politica dei serbi nella regione nel prossimo periodo. Janjic è sicuro che questo annuncio fa parte di un movimento più ampio finanziato dalla Russia e da una parte della Serbia, che troverà un certo supporto, ma anche una fiera resistenza nella regione e, alla fine, fallirà. Una delle attività concrete del DF, con l'obiettivo di proteggere gli interessi regionali del popolo serbo nei Balcani, è la raccolta di firme per l'organizzazione di un referendum in cui deve essere verificata la decisione di riconoscere il Kosovo. Janjic ritiene che tutto questo attualmente non sia conveniente per la Serbia guidata da Aleksandar Vucic. Lo stesso ha spiegato che Vucic è determinato ad attuare l'idea della demarcazione con il Kosovo e che sono "idee come questa che forniscono argomenti agli avversari delle idee di Vucic, convinti che la demarcazione causerebbe un'instabilità regionale e una rivolta dei serbi nella regione". La presente situazione non è voluta né dall'Occidente né dagli Stati della regione, ma soltanto dalla Russia che in tale modo creerà una tensione costante nei Balcani.<a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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