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Pristina - Il Kosovo rischia di nuovo il confronto alla Corte d'Arbitrato Internazionale. La società "Iming D.O.O" ha avvertito che denuncerà l'Agenzia Kosovara di Privatizzazione (AKP) alla Corte Internazionale per mancata compensazione degli investimenti…
Pristina - Il Kosovo rischia di nuovo il confronto alla Corte d'Arbitrato Internazionale. La società "Iming D.O.O" ha avvertito che denuncerà l'Agenzia Kosovara di Privatizzazione (AKP) alla Corte Internazionale per mancata compensazione degli investimenti che ha effettuato nella Miniera e nell'Industria di Magnesio (MIM) a Golesh. La società si aspetta, inizialmente, una compensazione di oltre 60 milioni di euro.<br /><br /> Dall'altra parte l'AKP ingaggerà un rappresentante legale per difendersi. Il presidente del Consiglio d`Amministrazione di AKP, Petrit Gashi, crede che non perderanno decine di milioni, ma vinceranno, invece l'avvocato Granit Vokshi, rappresentante autorizzato della società "Iming" ha informato che questo mese inoltreranno la denuncia alla Corte d`Arbitrato, perché "il ritiro delle azioni non significa che il querelante perderà gli investimenti effettuati nella società".<br /><br /> La società "Iming", secondo l`avvocato, basandosi anche sulle sue perizie condotte, sostiene, in base alla documentazione, di aver fatto almeno 22 milioni di euro di investimenti nella miniera e speso altri 810000 euro per la privatizzazione. Oltre agli investimenti provati da una perizia di esperti finanziari, la società "Iming" ha circa 79000 euro di perdite al mese. Tutte queste richieste e pretese, come ha detto Vokshi, saranno presentate all'arbitrato internazionale, decisione che la società croata ha preso dopo che ha perso la fiducia nella giustizia dei tribunali locali.<br /><br /> "Siccome parliamo di due sentenze del tribunale, due delibere che hanno riconosciuto il diritto di compensazione all'acquirente, significa che abbiamo il contratto che sottolinea che competente in questo è l`arbitrato", ha detto tra l`altro Vokshi. Il 23 ottobre del 2014, l'Agenzia Kosovara di Privatizzazione aveva deciso di riprendere le azioni della società IMING dall'acquirente, la società croata "Iming", la quale aveva deciso di investire nelle miniere del Paese. L'istituzione aveva motivato la restituzione delle quote all'AKP, per mancata soddisfazione degli obblighi contrattuali dalla società croata. Nello specifico, l'impegno per l'occupazione e gli investimenti, secondo l'AKP, la società non era riuscita a raggiungere neanche il 10 o il 20% degli investimenti previsti sul contratto. Oltre a questi dettagli, Vokshi ha affermato che l'AKP aveva ingaggiato una società per valutare i beni, la quale aveva provato che la "Iming D.O.O" aveva investito oltre 13 milioni di euro, il che significa circa il 90% dell'investimento e ancora altri investimenti previsti sul contratto. <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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