Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Skopje - Il quotidiano greco Kathimerini ha trasmesso, il 4 settembre, un documento confidenziale e segreto intitolato "Cosa dovrebbero fare i macedoni per risolvere la disputa" pubblicato dall'organizzazione WikiLeaks, archiviato il 29 luglio 2008 e firmato…
Skopje - Il quotidiano greco Kathimerini ha trasmesso, il 4 settembre, un documento confidenziale e segreto intitolato "Cosa dovrebbero fare i macedoni per risolvere la disputa" pubblicato dall'organizzazione WikiLeaks, archiviato il 29 luglio 2008 e firmato dall'allora ambasciatore degli Stati Uniti a Skopje, Julian Milovanovic. Tale documento rivela che gli obiettivi della Fyrom-Macedonia non sono cambiati molto nell'ultimo decennio e che l'accordo sul nome che tale Paese recentemente ha raggiunto con la Grecia, assomiglia molto all'accordo e alle condizioni del 2008 proposte dall'allora Primo Ministro, Nikola Gruevski. Sulla base di tale accordo, Milovanovic ha scritto, nel 2008, che l'ambasciata degli Stati Uniti a Skopje ritiene che il Governo macedone sia pronto ad accettare il nome di Repubblica della Macedonia del Nord, che sarà utilizzato in tutte le organizzazioni internazionali, al fine di aprire la strada all'adesione alla NATO e all'UE. L'ambasciatore ha aggiunto che il termine "macedone" dovrebbe essere usato per la lingua. Commentando i documenti in base ai quali Nikola Gruevski ha accettato il cambio del nome costituzionale, il Primo Ministro macedone, Zoran Zaev, ha sottolineato che gli stessi sono un'altra ragione per cui i cittadini del Paese devono unirsi e garantire un futuro sicuro per la Fyrom-Macedonia.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> Dall'altra parte, Gruevski ha negato le informazioni pubblicate su WikiLeaks, stimando che si tratta di un "sforzo inutile dell'attuale Governo" e un "nonsense".<a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> L'ultimo sondaggio sull'opinione pubblica da parte dell'Istituto per la democrazia "Societas Civilis" Skopje e del Centro macedone per la cooperazione internazionale ha mostrato che più del 40% dei cittadini macedoni voterà "sì" all'accordo con la Grecia sul nuovo nome della Fyrom-Macedonia, il 30 settembre. L'8,6% degli intervistati voterà 'no' e il 6,3% è indeciso, mentre il 2% si rifiuta di rispondere. Dall'altra parte l'agenzia MIA ha riportato che il 57,8% degli intervistati parteciperà al referendum, mentre il 28,8% non lo farà e l'11,2% non ha ancora deciso se utilizzare i propri diritti di voto.<a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> Il quotidiano russo Kommersant comunica, il 5 settembre, che i risultati del referendum nella Fyrom-Macedonia definiranno non solo il futuro di quel Paese, ma un anche un nuovo assetto geopolitico dell'intera regione. Il quotidiano russo ha fatto notare che le autorità macedoni al referendum propongono ai cittadini di confermare il loro impegno nei confronti dell'UE e della NATO, con il consenso di cambiare il nome del Paese. Mosca non nasconde l'atteggiamento negativo nei confronti dell'accordo Atene-Skopje sul nuovo nome della Fyrom-Macedonia. In tale contesto, la portavoce del Ministero degli Esteri della Russia, Maria Zakharova, ha dichiarato che tale accordo è lontano dagli interessi della pace e della sicurezza nei Balcani e serve esclusivamente come strumento di accelerata integrazione del Paese nella NATO. Il quotidiano russo aggiunge che molti politici macedoni ed esperti balcanici ritengono che l'eventuale destabilizzazione dei Balcani sarà dovuta al fallimento del referendum macedone e al crollo dell'accordo con la Grecia.<a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
Hai letto il sommario. Il corpo dell'articolo, le fonti e la rete di entità collegate sono riservate ai nostri lettori.
L'Osservatorio Italiano è un riferimento economico tra l'Italia e il mondo, al servizio delle PMI. Inizia da una breve presentazione del progetto.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.