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NOTIZIE · OI-347250 · 06/09/2018 09:00:56 · 2845 g fa5 min lettura
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Armi sono un business promettente in Croazia

DiOsservatorio ItalianoSommario

Zagabria - Negli ultimi anni le esportazioni militari croate sono state di circa 200 milioni di EUR l'anno, l'agenzia ALAN esporta dal 25 al 40% della produzione totale della Croazia. Ivica Nekic, capo dell'agenzia già da 14 anni, ha detto che i risultati…

Zagabria - Negli ultimi anni le esportazioni militari croate sono state di circa 200 milioni di EUR l'anno, l'agenzia ALAN esporta dal 25 al 40% della produzione totale della Croazia. Ivica Nekic, capo dell'agenzia già da 14 anni, ha detto che i risultati delle esportazioni militari croate dovrebbero essere apprezzati perché superano quelli delle industrie militari più sviluppate del mondo, ma i produttori di questo settore si trovano in una situazione difficile perché non ricevono incentivi dallo Stato, riferisce, il 29 agosto, il quotidiano croato Vecernji list.<br /> <br /> "I risultati dell'esportazione, attualmente raggiunti dalla Croazia, devono essere apprezzati perché ci sono molti Paesi, grandi, più sviluppati e industrializzati, che sono molto indietro rispetto al nostro Paese. Nel 2016 la Croazia, negli Stati Uniti, in termini di posizionamento di armi da fuoco, era dietro al Brasile, all'Austria, alla Germania, all'Italia e a tutti gli altri Paesi in cui fucili e pistole venivano fabbricati dai tempi della polvere da sparo proveniente dalla Cina. Oggi il fucile croato è certamente tra i due, forse i primi tre fucili al mondo. Va tenuto presente che i nostri produttori di armi e attrezzature militari non hanno contratti importanti a lungo termine, come i grandi e ricchi Paesi euro-atlantici. Tali contratti garantiscono la sopravvivenza e lo sviluppo della produzione nel lungo periodo e ogni esportazione rappresenta un guadagno aggiuntivo. Una situazione simile c'è anche in Occidente, inoltre i produttori sono per lo più statali, quindi lo Stato sostiene la produzione in modi diversi, qualcosa di simile a quello che la Repubblica di Croazia ha fatto per quanto riguarda la sua costruzione navale" ha detto Nekic, il 29 agosto, in un'intervista al quotidiano croato Vecernji list e ha aggiunto che i produttori croati delle armi non hanno incentivi, concessioni favorevoli o aiuti di qualsiasi tipo che molti produttori utilizzano in altre industrie o imprese civili.<br /> <br /> Alla fine della guerra, il Ministero della Difesa della Croazia non aveva bisogno di nuovi ordini di armi. La situazione sul mercato mondiale non era tale da poter collocare una grande quantità di armi sui mercati esteri. Durante la guerra, i produttori croati hanno sviluppato una gamma di prodotti davvero invidiabile e una seria capacità produttiva. Nella maggior parte dei casi si trattava di impianti di produzione civili e di fabbriche che, dopo la fine della guerra, non potevano essere adattati alle nuove norme relative alla sicurezza sul lavoro e alle norme di protezione nella gestione e nella produzione di armi e attrezzature militari.<br /> <br /> In Croazia c'è la capacità di produrre pistole, fucili, fucili di precisione, lanciagranate, mortai, lanciarazzi multipli, proiettili di mortaio, granate, missili per lanciarazzi multi-carro, macchine per sminamento, veicoli corazzati da combattimento, di riparare e modernizzare i carri armati, di costruire varie navi militari, di revisionare aerei ed elicotteri e di produrre tutto il necessario per l'equipaggiamento e la protezione: uniformi militari, attrezzature, caschi e altri mezzi.<br /> <br /> E' necessario sottolineare che la maggior parte della produzione militare in Repubblica di Croazia è stata interrotta perché ci volevano investimenti in nuovi standard e tecnologie, ma lo Stato non ha mostrato interesse ad aiutare. In queste condizioni, solo la società più persistenti, come l'HS Produkt di Karlovac, sono riuscite a continuare a operare, sviluppare e presentarsi sui mercati mondiali. L'HS Produkt con la pistola HS 2000 e successivamente con i fucili d'assalto VHS-1 e VHS-2. La società HS Produkt è riuscita a vendere i propri prodotti negli Stati Uniti, dove ha venduto circa 6 milioni di pistole, mentre gli iracheni, i curdi, i togolesi usavano i fucili dell'HS Produkt.<br /> <br /> L'HS Produkt è il più grande esportatore croato di armi, ogni anno esporta armi del valore da 80 a 120 milioni di EUR. Per fare un confronto, la Croazia esporta armi e attrezzature militari, ogni anno, per circa 220 milioni di EUR. Oltre all'HS Produkt, la Sestan-Buch, di Međimurje, produce elmetti militari e speciali che proteggono le teste dei soldati e dei poliziotti di dozzine di Stati del mondo. Anche la società croata DOK-ING piazza i propri prodotti sul mercato mondiale: gli Stati Uniti comprano le sue macchine robotizzate per lo sminamento e l'antincendio.<br /> <br /> Per quanto riguarda la costruzione navale, la Croazia non ha ancora effettuato grandi ordini, ma i cantieri navali privati, come il Tehnomont di Pula (Pola), riescono a vendere alcune navi per la polizia o l'esercito di piccoli dimensioni.<br /> <br /> La Madlerd di Pula ha ripristinato con successo la produzione di lanciarazzi multi-tubo RAK-12 e ha anche avviato la produzione delle lanciagranate a mano RBG-6. Queste armi sono estremamente ricercate in Medio Oriente. A Pula, così come a Slavonski Brod, la società Djuro Djakovic produrrebbe anche lanciarazzi da 107 e da 128 mm, se ci fosse un ordine consistente.<br /> <br /> Il Ministero della Difesa della Croazia sta effettuando, da più di un anno, presso il cantiere navale Brodosplit di Split (Spalato), vari test sul prototipo di una nave costiera di 43 metri, la cui consegna avverrà a settembre, dopodiché inizierà la produzione in serie di altre quattro navi.<br /> <br /> Zagabria è interessata a ripristinare una parte della produzione militare, che potrebbe stimolare l'esportazione, lo dimostra l'ultimo esempio del lancio della produzione strategica di mortai da 60, 82 e 120 mm e di granate di 155 mm presso la società croata Elmech Sintermak, assistita finanziariamente e logisticamente dall'agenzia statale Alan; grazie il sostegno del Ministero della Difesa e del Ministero dell'Interno sono state accelerate le pratiche burocratiche, quindi la presente società già produce circa 2.000 tonnellate di mine e granate e presto raddoppierà la produzione.<br /> <br /> La Croazia, membro della NATO, deve mantenere tutta la propria produzione militare entro questi standard, il che significa un grande investimento in nuove tecnologie. Secondo i ben informati, molti produttori croati stanno ora considerando se iniziare o no la produzione militare. Il percorso verso il successo è considerevolmente più difficile e costosa rispetto all'industria "civile". L'interesse è decisamente in crescita, il che è positivo perché la Repubblica di Croazia può esportare più armi guadagnando di più rispetto all'attuale 1,5 miliardi di HRK. <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />

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Strumenti del dispaccio
Entità
23
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Persone
0
menzionate
Aziende
7
menzionate
◉ Geografia della notizia · 5 paesi coinvolti
Altri luoghi citati (non mappati): Pula · Slavonski Brod · Zagabria · Brod · Karlovac · Spalato
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