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Sarajevo - Le pubblicazioni professionali e responsabili dei media rappresentano una delle condizioni per la prevenzione del terrorismo, per la de-radicalizzazione e per l'aggiornamento sugli atti terroristici, quando questi succedono. Questa è una delle…
Sarajevo - Le pubblicazioni professionali e responsabili dei media rappresentano una delle condizioni per la prevenzione del terrorismo, per la de-radicalizzazione e per l'aggiornamento sugli atti terroristici, quando questi succedono. Questa è una delle conclusioni della conferenza "I media e il terrorismo", organizzata dalla missione dell'OSCE in Bosnia ed Erzegovina (BiH), ha riportato il portale Nezavisne, il 2 settembre.<br /> <br /> Per coprire questi temi in modo responsabile, seguendo i fatti, è necessaria un'educazione continua dei media che devono principalmente capire la provenienza e i fini del terrorismo, invece di essere guidati dall'isterismo che aiuta soltanto i terroristi. Inoltre, i media non dovrebbero creare ulteriori tensioni etniche e nazionali in BiH, presenti sin dall'ultima guerra.<br /> <br /> Alla conferenza è stata anche sottolineata la necessità dell'educazione della pubblica opinione, cioè renderla capace di capire quali notizie sono credibili e quali rappresentano solo la propaganda.<br /> <br /> Bruce Berton, capo dell'OSCE in BiH, ha detto che i media devono essere attenti e responsabili quando riportano le notizie legate al terrorismo e all'estremismo violento. I media spesso usano la cattiva retorica dei leader politici, che può essere, a volte, causa di un atto terroristico.<br /> <br /> Terry Judd, giornalista britannico e consulente per la lotta contro l'estremismo violento, ha detto che i media devono evitare di sostenere la marginalizzazione degli individui che potrebbero diventare vulnerabili e aderire così ai gruppi terroristici.<br /> <br /> Vlado Azinovic, esperto per la lotta contro il terrorismo, ha detto che questo fenomeno minaccia la sicurezza, quindi non è solo un compito dei media, della polizia, delle comunità di sicurezza e delle organizzazioni religiose o non governative.<br /> <br /> Alla conferenza, uno dei temi era anche l'ultimo attacco al giornalista di BN TV, Vladimir Kovacevic, cioè se anche le aggressioni contro i giornalisti possono essere considerate atti terroristici. Aidan White, direttore della rete per il giornalismo etico, ha detto che qualsiasi atto che provoca paura può essere considerato terroristico, anche se si deve essere attenti quando si fanno le categorizzazioni del genere: "in questo caso concreto, sono lieto che i giornalisti hanno appoggiato il loro collega e hanno partecipato alla protesta, richiedendo che i colpevoli vengano scoperti e puniti".<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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