Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Zarzis - Diversi indizi sembrano dimostrare che certi Ministeri tunisini agiscono come da entità autonome, a riprova di ciò, la divergenza tra il Mininstero dei Trasporti e quello dei Domini dello Stato e degli Affari Territoriali, sul progetto dellìhub…
Zarzis - Diversi indizi sembrano dimostrare che certi Ministeri tunisini agiscono come da entità autonome, a riprova di ciò, la divergenza tra il Mininstero dei Trasporti e quello dei Domini dello Stato e degli Affari Territoriali, sul progetto dellìhub economico di Zarzis. All'inizio di luglio 2018, il Ministro dei Trasporti, Radhouane Ayara ha affermato, presso il porto di Zarzis, che il memorandum d'intesa firmato con gli investitori strategici cinesi per promuovere il centro economico di Zarzis, non è un impegno definitivo e rappresenta solo una semplice espressione di interesse. Lo stesso ha inoltre rivelato che l'investitore cinese non è l'unico ad aver fatto proposte su questo argomento e che ci sono altri investitori stranieri in gara, senza però nominarli. Secondo la sua argomentazione, la scelta del futuro investitore strategico obbedisce all'applicazione di diverse procedure, inclusa la sua imperativa convalida da parte del Consiglio Superiore degli Investimenti, i cui membri sono diversi ministri tunisini. A sua volta, Mabrouk Korchid, il Ministro dei Domini dello Stato e degli Affari Territoriali, sin dal 2017, ha avuto molteplici incontri con funzionari e investitori cinesi, per accelerare la realizzazione del mega progetto il cui sito copre 1.000 ettari. Nel maggio del 2018 una delegazione di uomini d'affari cinesi ha effettuato una visita esplorativa sul sito del futuro hub economico di Zarzis e dopo quest'ultima, la delegazione ha riferito al Ministro Korchid la sua volontà di svolgere un ruolo importante nell'attuazione di tutte le componenti del progetto, in particolare per quanto riguarda il ponte che collega El Jorf Boughrara con la delegazione amministrativa di Ajim Djerba, il centro tecnologico, il progetto della linea ferroviaria Medenine Zarzis (70 km), l'area logistica di Ben Guerdane, e il Parco delle attività economiche di Zarzis (porto, stazioni Zarzis, Medenine, edifici). Da allora, gli abitanti del governatorato di Medenine si limitano a cogitare su questo tema soltanto che dopo le rivelazioni di Radhouane Ayara sull'ingresso di altri possibili concorrenti e della sulla sua intenzione di prendere il controllo del progetto e di ritirarlo dalle mani di Mabrouk Korchid, il loro sogno sembra spezzato nel senso che il progetto rischia di sfuggire loro a causa di possibili negoziati burocratici e soprattutto geostrategici che potrebbero dissuadere gli investitori cinesi. È necessario tuttavia, ricordare che la presenza degli imprenditori cinesi in Tunisia e in Nord Africa, in generale, non è sempre auspicata dai partner europei - in particolare Francia e Italia - con i quali la Tunisia assicura l'80% dei suoi scambi esteri. Il porto di Zarzis, con la sua posizione geografica nel Mediterraneo, la sua distanza dal confine libico (70 km), dall'aeroporto di Djerba (60 km) e la principale ricchezza di petrolio e gas della Tunisia meridionale, è altamente strategico. Il progetto di sviluppo di un centro logistico portuale internazionale non mancherà di rafforzare l'attività economica in tutto il sud-est della Tunisia. Rischia, allo stesso tempo, un duro colpo agli interessi consolidati dei "baroni" politico-finanziari che gestiscono, in una situazione di monopolio, il principale porto commerciale della Tunisia, vale a dire il porto commerciale di Rades, ma anche nei confronti dei concorrenti europei, come il gruppo francese CMA-CGM, uno dei leader mondiali nel trasporto marittimo, che utilizza il porto franco di Malta, situato a sud di Malta e dedicato al trasbordo di container.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
Hai letto il sommario. Il corpo dell'articolo, le fonti e la rete di entità collegate sono riservate ai nostri lettori.
L'Osservatorio Italiano è un riferimento economico tra l'Italia e il mondo, al servizio delle PMI. Inizia da una breve presentazione del progetto.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.