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Podgorica - Il vicepresidente del Movimento per i Cambiamenti (PzP), Koca Pavlovic, ritiene che l'accusa contro l'agente della CIA Joseph Assad e la richiesta d'estradizione del procuratore speciale dello Stato, Milivoje Katnic, è un suicidio politico di…
Podgorica - Il vicepresidente del Movimento per i Cambiamenti (PzP), Koca Pavlovic, ritiene che l'accusa contro l'agente della CIA Joseph Assad e la richiesta d'estradizione del procuratore speciale dello Stato, Milivoje Katnic, è un suicidio politico di Milo Djukanovic. In un'intervista rilasciata il 22 agosto all'agenzia Sputnik, Pavlovic ha dichiarato che è chiaro che gli Stati Uniti non estraderanno Assad, ricordando che il Montenegro è firmatario del vergognoso accordo secondo il quale i membri delle strutture militari e di sicurezza statunitensi non devono rispondere al sistema giudiziario montenegrino. Dopo il previsto rifiuto dell'estradizione di Assad milioni di spettatori della televisione americana ''Fox'' scopriranno la verità sul Governo di Djukanovic. Potrebbe accadere che la questione dei crimini di guerra in Croazia venga rilanciata dai media globali. L'agitazione di Djukanovic nella nuova campagna anti-Trump e il fatto che il Montenegro sarà al centro dell'attenzione di Capitol Hill provocheranno sicuramente cambiamenti epocali nella scena politica interna, in cui si chiariranno i pro e i contro del colpo di stato. Nell'opposizione montenegrina, ciò romperà il continuo silenzio pubblico sulla persecuzione stalinista nei confronti del Fronte Democratico (DF). Spezzare l'opposizione e rafforzare legalmente Djukanovic non sarà più interesse degli Stati Uniti, quindi l'intera "opposizione civile" dovrà trovare urgentemente un nuovo percorso, crede Pavlovic, sottolineando che il nuovo schieramento sulla scena politica montenegrina non piacerà per nulla al Primo Ministro, Dusko Markovic, a cui la politica attuale statunitense aveva destinato il ruolo di Djukanovic.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <em>Grande sfiducia dell'Occidente verso Djukanovic</em><br /> <br /> La stampa montenegrina ha riportato il 21 agosto un articolo del quotidiano austriaco Der Standard che parla della sfiducia dell'Occidente nei confronti di Milo Djukanovic, e della reputazione del Montenegro. Il Primo Ministro montenegrino, Dusko Markovic, è considerato un uomo dell'Occidente, quindi si parla già di una lotta aperta per il potere tra lui e Djukanovic. Djukanovic ha sempre più criticato l'UE ultimamente e in Montenegro è diffusa l'opinione che il Presidente stia tornando a difendere gli interessi della Russia. Rabbia è stata recentemente provocata dal fatto che il Montenegro ha emesso una richiesta internazionale per l'arresto del cittadino statunitense ed ex agente della CIA, Joseph Assad, che presumibilmente ha partecipato al presunto tentativo di colpo di stato del 2016. Il quotidiano austriaco ha sottolineato che in Montenegro la magistratura e l'amministrazione statale sono molto influenzate da interessi politici ed economici. In tale contesto gli esperti dell'UE considerano il Montenegro un paese arretrato, il che è collegato direttamente al fatto che Djukanovic è riuscito a trovarsi di nuovo al potere. Dall'altra parte alcuni rappresentanti dell'opposizione, come anche il giornalista Jovo Martinovic, che indaga su crimini di guerra, contrabbando di armi e furto di diamanti, sono costantemente minacciati di detenzione. In Montenegro, sono sempre più frequenti i casi di sospettati che firmano le confessioni e si accordano con i procuratori al fine di essere trattati con moderazione. Lo stesso Martinovic è stato detenuto per oltre un anno in un centro di detenzione preventiva, ma per mesi non gli è stato permesso di leggere le accuse. Il suo caso mostra chiaramente anche lo stato di diritto in Montenegro.<a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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