Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Banja Luka - Il Presidente della Republika Srpska (RS), Milorad Dodik, ritiene che sia il momento che i serbi stabiliscano il proprio programma e le proprie richieste politiche e nazionali, che potrebbero essere il loro scopo in questo secolo rispetto al…
Banja Luka - Il Presidente della Republika Srpska (RS), Milorad Dodik, ritiene che sia il momento che i serbi stabiliscano il proprio programma e le proprie richieste politiche e nazionali, che potrebbero essere il loro scopo in questo secolo rispetto al catastrofico precedente, ha riportato il portale Nezavisne, il 18 agosto.<br /> <br /> Le circostanze internazionali sono cambiate, in particolare, negli ultimi 20 anni l'accordo di Dayton non è stato rispettato e i diritti della RS sono stati ridotti. La posizione dei serbi nei Paesi della regione è difficile, però il periodo sgradevole per il popolo serbo è passato e adesso è necessario stabilire i prossimi passi: è necessario risolvere la questione dei confini. Come ha affermato Dodik, tutti i popoli intorno ai serbi, ai quali i serbi hanno portato la libertà durante la storia, tentano di costruire la propria struttura nazionale e statale basandosi su una politica opposta ai serbi.<br /> <br /> In una situazione del genere, la cosa migliore da fare è stabilire i confini. Secondo le sue parole, questo vuole dire che i serbi vogliono affermare i propri interessi, reintegrare la politica serba e gli interessi nazionali in Montenegro, RS, Serbia e nei quattro comuni del Kosovo. Per questo motivo Dodik supporta l'idea di Aleksandar Vucic, Presidente di Serbia, anche per quanto riguarda i confini in Bosnia ed Erzegovina (BiH). La RS deve combattere per la propria piena capacità statale e il fatto che l'idea sulla demarcazione in Serbia ha subito una reazione negativa dell'opposizione, Dodik lo spiega con l'affermazione che uno dei punti negativi del popolo serbo è la negazione di ogni autorità, sia istituzionale che personale: "non esiste una forte nazione nel mondo senza un leader forte. Però sembra che i serbi tentino sempre di distruggere o negare i loro leader. Djindjic è diventato un uomo rispettato solo dopo la sua morte".<br /> <br /> Uno dei concetti della comunità internazionale per controllare la regione è la distruzione dei leader e delle istituzioni. Quando una nazione diventa forte più del previsto, la comunità internazionale fa di tutto per distruggere le istituzioni. Dodik ritiene che sia necessario riunirsi intorno a un'autorità, come per esempio, la Chiesa ortodossa serba (SPC), però secondo le sue parole, ci sono anche alcuni che negano il Patriarca.<br /> <br /> Dodik è sicuro che la Serbia riuscirà a proteggere i propri interessi se Vucic rimane nella propria posizione e continua a prendere decisioni forse confuse e diverse però sempre nell'interesse nazionale e statale dei serbi.<br /> <br /> Per quanto riguarda l'atteggiamento della Cancelliera tedesca Angela Merkel, cioè che non ci sarà alcun cambiamento dei confini nei Balcani, Dodik ha detto che la Germania è campione quando si tratta della modifica dei confini, infatti proprio i tedeschi hanno spinto la modifica dei confini nell'ex Jugoslavia, cosa che poi ha anche portato la guerra. Tutto questo era un progetto europeo che prevedeva l'affermazione della Croazia e della Slovenia come Stati indipendenti, per cui non esistevano gli accordi interni. Così è iniziata la guerra ed è stato creato uno stereotipo che la Germania vuole conservare.<br /> <br /> "I tedeschi pensano che la questione, per esempio, del Kosovo sia conclusa e che il Kosovo abbia i propri confini. Il fatto che esistono alcuni confini interni con il Nord e con quattro comuni sarà risolto dopo con qualche accordo, però, secondo loro, un giorno sicuramente sarà risolto", ha detto Dodik.<br /> <br /> Anche la BiH ha i confini interni che sono chiaramente stabiliti, segnati nel catasto, adesso si chiamono i confini delle entità, però non c'è una ragione per cui domani non potrebbero essere qualcos'altro. Solo gli ingenui possono credere che il problema della BiH sia concluso perché viene mantenuto per forza così com'è.<br /> <br /> Per quanto riguarda la possibilità che la questione del Kosovo potrebbe essere discussa in qualche conferenza simile a Dayton, Dodik ha detto che i serbi non hanno bisogno di Dayton, perché la soluzione non la devono trovare i diplomatici, ma i rappresentanti nazionali. E' necessario prima di tutto stabilire un consenso unico nazionale della Serbia.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> Commentando le affermazioni di Dodik, il presidente del Fronte Democratico (DF), Zeljko Komsic, ha detto che è chiaro che Dodik, parlando della demarcazione del Kosovo, si riferisca alla BiH. E' necessario essere consapevoli che queste affermazioni sono parte della campagna elettorale. Esistono un piano e un'intenzione chiara di completare il processo della divisione della BiH, iniziato con l'agressione della Serbia. E' necessario far sapere che questo tipo di idee non saranno realizzate. Se Dodik tenta di fare qualcosa, deve esser impedito perché non può essere permesso di esercitare la forza né da parte del suo regime né da parte del regime di Vucic.<a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br /> <br /> <br />
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