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Podgorica - La consulente regionale di Transparency International, Lidija Prokic, che recentemente ha partecipato a una conferenza regionale sulle piccole centrali idroelettriche tenutasi a Podgorica, ha dichiarato, in un'intervista rilasciata al quotidiano…
Podgorica - La consulente regionale di Transparency International, Lidija Prokic, che recentemente ha partecipato a una conferenza regionale sulle piccole centrali idroelettriche tenutasi a Podgorica, ha dichiarato, in un'intervista rilasciata al quotidiano Dan il 19 agosto, che in tutti i Paesi dei Balcani occidentali l'interesse pubblico è subordinato al privato, aggiungendo che in Montenegro, questo fenomeno è particolarmente presente nel settore energetico. Il Montenegro è uno Stato catturato, perché un'analisi sulle piccole centrali idroelettriche svolta dal centro di ricerca MANS ha mostrato che da più di un decennio nel Paese sono presenti continui cambiamenti nel quadro giuridico e nelle regole del gioco che mettono alcune persone in una posizione più favorevole rispetto ad altre. In tale contesto Prokic ha spiegato che, per stabilire e mantenere questo stato di cose, sono necessarie reti informali di persone che hanno un certo impatto su determinati settori della società e su quelli che prendono decisioni, compresi i politici. Le decisioni vanno prese in Montenegro con partecipazione minima o nessuna da parte dei cittadini e sono sempre nell'interesse degli individui, non a beneficio della popolazione generale. Prokic è convinta che la situazione nell'ambito delle piccoli centrali idroelettriche possa avere un impatto negativo sul processo di integrazione dell'UE. Il problema della piccole centrali idroelettriche sta nel fatto che investono tutti i cittadini, ma il denaro va a un piccolo numero di persone interconnesse. Oltre a questo, il problema è che il Montenegro crea istituzioni stabili ma, cambiando le regole per interessi personali, rende gli effetti di questo lavoro molto problematici, il che dimostra che non c'è stabilità a lungo termine. Dal 2006, ogni due anni, le regole sono state cambiate nei settori dell'energia, edile e sanitario, in tutti i Paesi della regione, quindi è stato provato che esiste uno Stato catturato. Prokic spera che la cooperazione tra la società civile e le autorità dell'UE servirà a capire che questa situazione deve cambiare e che le decisioni e i processi devono essere nell'interesse dei cittadini. In tale contesto, la riduzione della corruzione, simultaneamente, porta a differenze sociali minori e all'uguaglianza nella società, mentre in un Paese catturato aumenta la povertà. Parlando della lotta a questo problema, Prokic ha detto che dovrebbero attivarsi associazioni professionali, organizzazioni non governative e giornalisti-indagatori al fine di fare pressioni sulle istituzioni per cambiare le pratiche correnti.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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