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Belgrado - Le esercitazioni con le armi da fuoco che l'esercito della Serbia sta utilizzando, in via di sviluppo, sono state presentate, il 29 luglio, presso il poligono militare di Nikinci. La dimostrazione delle armi ha anche visto la presenza del…
Belgrado - Le esercitazioni con le armi da fuoco che l'esercito della Serbia sta utilizzando, in via di sviluppo, sono state presentate, il 29 luglio, presso il poligono militare di Nikinci. La dimostrazione delle armi ha anche visto la presenza del Presidente della Serbia, Aleksandar Vucic, del direttore dell'agenzia informativa di sicurezza BIA, Bratislav Gasic, e dei rappresentanti dell'esercito della Serbia. Presso il poligono militare di Nikinci è stata presentata una parte delle armi del progetto "1500+". Secondo l'ordine del comandante supremo dell'esercito e del Presidente della Serbia, Aleksandar Vucic, il progetto "1.500" è stato portato avanti con quello "1.500+" che include le armi e le attrezzature militari di produzione nazionale, ossia una nuova generazione di armi da fuoco di maggiore efficienza, gli automatici modulari M17 6,5x39 mm / 7,62 x 9 mm, i fucili da cecchino M07 e semi-automatici M91 / 16, i fucili da cecchino a lungo raggio 12,7 mm M12 e le pistole tattiche E3 9mm PARA, prodotti dalla società Zastava oruzje di Kragujevac, e l'RBGR 40mm, prodotto dalla società PPT Namenska. Anche la nuova generazione di munizioni 6,5 x 39 mm GRENDEL e 7,62 x 54R fa parte delle nuove attrezzature militari. Gli strumenti in dotazione delle unità dell'esercito della Serbia, all'interno del progetto "1.500+", sono anche un moderno equipaggiamento protettivo balistico e tattico, una piattaforma telecomandata Milos, una nuova generazione di sistemi optoelettronici di osservazione "MIP 1" e i veicoli da combattimento corazzati "Lazar 3 ". Inoltre, il progetto "1500+" comprende una serie di apparecchiature di comunicazione e d'informazione con relativo software di sistema di informazioni di comando, velivoli da ricognizione a drone "Vrabac" e "Kvadrokopter" e nuovi veicoli carrozzati "Zastava NTV".<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <em>La polvere da sparo serba ha conquistato il mondo</em><br /> <br /> La società Milan Blagojevic - Namenska di Lucani, d'anno in anno, sta registrando il costante aumento dei ricavi: lo scorso anno questa società militare ha guadagnato 13 milioni di EUR, il profitto più alto negli ultimi decenni, mentre per i primi sei mesi di quest'anno la cifra ha già superato 7 milioni di EUR. Circa il 40% del programma di produzione, che include i prodotti di nitrocellulosa, tutti i tipi di polvere da sparo e di propellente per razzi, viene venduto sul mercato interno, mentre il resto è esportato in tutti i paesi dell'ex Jugoslavia, Bulgaria, Romania, Italia, Spagna, Austria, Francia, Stati Uniti d'America e Malesia.<br /> <br /> Attualmente, la società, che opera all'interno del Ministero della Difesa, impiega tutte le capacità (nel 2018 ha stipulato contratti del valore di 31,6 milioni di USD), e lo stesso è previsto per l'anno prossimo, dato che gli affari sono stati già concordati. Il Governo serbo ha investito circa 4,4 milioni di EUR nella costruzione di una nuova struttura non destinata alla continua nitrazione della cellulosa, per cui tutte le operazioni pericolose saranno effettuate senza la presenza umana. I lavori sono stati eseguiti dall'azienda tedesca Josef Meissner: dalla supervisione, tramite l'installazione di attrezzature, alla prova funzionale e alla messa in servizio, prevista per settembre. La società ha stanziato 1,2 milioni di EUR dai propri fondi per questo nuovo impianto.<a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <em>La Serbia è la prima nella regione a dotarsi di droni </em><br /> <br /> L'aviazione nazionale è interessata ai velivoli senza pilota che potrebbero svolgere le missioni di ricognizione e, se necessario, essere armati e sfruttati nelle operazioni di combattimento. La Serbia diventerebbe così il primo Paese della regione armato di questo tipo di armi moderne. Tale velivolo consentirebbe un'osservazione più efficiente del territorio dello Stato, ma rafforzerebbe anche la potenza di difesa aerea. Gli aerei senza pilota sono ideali per reagire in caso di potenziali attacchi terroristici, crisi ostili e intrusioni organizzate di unità nemiche. L'esercito della Serbia non rivela con quali Paesi sta trattando l'acquisto dei droni, ma non nasconde che il cerchio di potenziali partner è ampio. Questo tipo di velivoli si produce dall'America all'Asia.<br /> <br /> Secondo il quotidiano Novosti, i partner più seri della Serbia in questo affare potrebbero essere cinesi e israeliani. "La prima fase degli acquisti è in corso, prevede la formulazione di richieste e colloqui preliminari con i potenziali produttori", hanno detto i vertici dell'esercito serbo.<br /> <br /> Come sempre, per quanto riguarda l'acquisto delle attrezzature sofisticate e costose, l'esercito serbo ha detto solo ciò di cui ha bisogno, mentre gli altri organismi statali condurranno i negoziati sulle condizioni di acquisto. Gli aerei senza pilota che possono trasportare armi si producono negli Stati Uniti, in Israele, in Cina, Iran, Russia, Pakistan. Quale produttore sarà selezionato dipenderà, non solo dal prezzo, ma anche dalle opportunità politiche e da altre modalità di lavoro.<br /> <br /> La leadership militare della Serbia è rimasta particolarmente impressionata dall'offerta delle capacità tecnologiche cinesi, dimostrate durante la recente visita del Ministro della Difesa serbo, Aleksandar Vulin, in Cina. Le capacità dei droni cinesi, che hanno conquistato il mondo negli ultimi anni, sono stata presentate ai rappresentanti del sistema di difesa della Serbia. "I droni da combattimento più avanzati oggi provengono dagli Stati Uniti, ma la Serbia probabilmente non li acquisterà da questo Paese", ha detto il portale nazionale Tango six nella sua analisi dedicata all'argomento.<br /> <br /> "I velivoli di produzione statunitense sono estremamente costosi e solo gli alleati più vicini, politicamente simili, e i Paesi ricchi possono comprarli. La Serbia potrebbe prendere in considerazione i droni di Israele, Cina, Pakistan o Bielorussia", scrive il portale Tango six.<br /> <br /> I droni militari già da anni sono al centro di interesse del sistema di difesa della Serbia, con l'attenzione finora rivolta allo sviluppo e alla produzione di varianti nazionali. Negli impianti delle società si sta ancora lavorando sui progetti dei velivoli senza pilota, Pegaz (Pegaso) e Vrabac (Passero), sviluppati dall'Istituto Tecnico-militare e di un elicottero simile, vicino alla sua versione finale grazie alla società privata Edepro.<br /> <br /> L'esercito della Serbia già da dieci anni usa il velivolo israeliano senza pilota "orbiter", progettato per compiti di ricognizione presso le unità di fanteria.<a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <em>Zastava kovacnica prevede di introdurre la prima linea robotica</em><br /> <br /> La società Zastava kovacnica prevede di ottenere, entro la fine dell'anno, circa 3 milioni di EUR di incentivi statali per l'introduzione della prima linea robotizzata per l'industria militare.<br /> <br /> "Ci aspettiamo di ottenere dal Governo 2-3 milioni di EUR per mettere in funzione la linea robotica che possa fornirci un lavoro di 4 milioni di EUR. Questo dovrebbe essere il nostro cespite", ha detto il direttore della Zastava kovacnica, Milan Kostic. Dopo l'avvio della nuova linea, ci vorranno altri 12 giovani lavoratori.<a href="#footnote-5" id="footnote-marker-5-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <em>L'industria delle armi e delle attrezzature militari della Serbia ha registrato un fatturato di 69 milioni di EUR nel 2016</em><br /> <br /> L'intera industria delle armi e delle attrezzature militari della Serbia ha registrato nel 2016 un fatturato di 69 milioni di EUR, riporta, il 28 luglio, il quotidiano serbo Blic: il Parlamento ha adottato, questa primavera, una legge che consente gli investimenti esteri nelle imprese di difesa statale fino a un massimo del 49% del valore del capitale.<br /><br /> Secondo la legge adottata sulla produzione e sul commercio di armi e attrezzature militari, l'investitore straniero non può detenere più del 15% della quota del capitale.<br /> <br /> Tuttavia, tre grandi fabbriche registrano ancora una perdita totale di ben 113 milioni di EUR. L'ultimo sondaggio del Centro belgradese per la Politica di Sicurezza (BCBP) ha dimostrato che tre delle sette società registrano una grossa perdita, ovvero Zastava, Sloboda e Krusik: "se escludiamo Yugoimport SDPR, che non opera come una società classica, il capitale totale dell'industria di difesa è di 189,5 milioni di EUR, il che significa che le perdite di queste tre società costituiscono il 60% del valore totale", ha detto il BCBP. Si pone la domanda su cosa accadrà a queste perdite: "è probabile che il Governo abbia capito che non c'è abbastanza capacità di gestione nelle aziende, ecco perché ha deciso di consentire l'ingresso di investitori privati nel settore della difesa e cercare di cambiare, insieme a questi, la situazione negativa", afferma il BCBP.<a href="#footnote-6" id="footnote-marker-6-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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