Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Sarajevo - Secondo il rapporto del corpo coordinatore per le questioni dei migranti della Bosnia ed Erzegovina (BiH), esiste il sospetto che nella caserma "Usivak" ci siano mezzi esplosivi. Così l'unico spazio che la BiH è riuscita ad assicurare per la…
Sarajevo - Secondo il rapporto del corpo coordinatore per le questioni dei migranti della Bosnia ed Erzegovina (BiH), esiste il sospetto che nella caserma "Usivak" ci siano mezzi esplosivi. Così l'unico spazio che la BiH è riuscita ad assicurare per la sistemazione dei migranti, senza le opposizioni dei cittadini, potrebbe essere perso, ha riportato il portale Nezavisne, il 6 agosto.<br /> <br /> Il Ministero degli Affari Civili della BiH ha aggiornato il consiglio coordinatore che vuole risolvere il problema il più presto possibile. I rapporti dovrebbero essere presentati a una delle prossime sessioni delle Camere del Parlamento della BiH.<br /> <br /> Alcuni politici dicono che questa informazione è molto preoccupante, non solo perché esiste la possibilità che i migranti non potranno essere sistemati nella caserma, ma anche dal punto di vista umano, perché si tratta di gente fuggita ai conflitti di guerra. Inoltre, anche l'UE potrebbe reagire in modo negativo se questa informazione viene provata come vera.<br /> <br /> Dusanka Majkic, deputata dell'Alleanza dei Socialdemocratici Indipendenti (SNSD), ha detto che i migranti dovevano essere già sistemati nella caserma, però neanche uno dei problemi legati alle migrazioni è stato risolto e tutto è stato fermato finché il Ministro della Sicurezza, Dragan Mektic, non torna dalle vacanze. La caserma è uno spazio abbandonato di 100000 m2, però se è veramente minato, allora non potrà essere usato per l'alloggio dei migranti.<br /> <br /> Sadik Ahmetovic, deputato del Blocco Indipendente, ha detto che l'alloggio dei migranti deve soddisfare anche gli standard internazionali, quindi la caserma deve avere l'approvazione delle istituzioni competenti per essere proclamata sicura.<br /> <br /> Nel rapporto del corpo coordinatore viene, inoltre, detto che la Commissione Europea ha rifiutato di finanziare il vitto dei migranti che dovrebbero essere sistemati nell'edificio di "Agrokomerc" a Velika Kladusa, mentre la possibile località alternativa potrebbe essere "Lipe" a Bosanski Petrovac. Inoltre, è stato anche concluso che si deve inviare una richiesta al Consiglio dei Ministri per approvare i mezzi dalla riserva di bilancio di 200.000 di BAM per impegnare i poliziotti ad aiutare i colleghi della dogana della BiH. Si aspetta anche la conferma dell'UE sui 6 milioni di euro secondo lo strumento di assistenza pre-adesione (IPA) per il finanziamento delle misure contro la crisi migratoria in BiH. Finora, l'Ufficio Stranieri ha registrato 9.548 migranti illegali, mentre l'asilo l'hanno richiesto 708 persone.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> Per quanto riguarda la situazione nel cantone di Una-Sana, alla recente riunione tra il Primo Ministro del Cantone, Husein Rosic, e i rappresentanti delle città e comuni dello stesso Cantone, è stato deciso di espellere tutti i migranti senza i documenti necessari.<br /> <br /> Si tratta di misure restrittive perché la situazione è abbastanza grave. Solo a Bihac ci sono adesso più di 5000 migranti, mentre i rappresentanti del Cantone ancora aspettano l'aiuto del Consiglio dei Ministri.<a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> Commentando la crisi migratoria, il membro croato della Presidenza della BiH, Dragan Covic, ha detto che il numero dei migranti non è drammatico, però non esiste una soluzione. Nei colloqui con le istituzioni competenti sono spuntati alcuni suggerimenti: il primo è chiudere i confini, il secondo è ridurre il termine di 14 giorni per richiedere l'asilo a 24 ore. Come ha spiegato Covic, se si tratta di un migrante economico che comunque non potrà ottenere l'asilo, allora 14 giorni servono solo per provare a lasciare il territorio della BiH e andare verso l'UE. Questo conviene anche a un sempre maggiore numero di persone che sfruttano la situazione e si occupano del traffico dei migranti.<a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> Elena Ponomareva, analista politica russa, ha detto che la maggior parte dei migranti che entrano nella BiH non la considerano come la destinazione finale, però tra quelli che rimangono ci sono anche dei potenziali terroristi che si uniscono agli estremisti locali: "questi facilmente e velocemente trovano i sostenitori del radicalismo tra i giovani di Francia, Spagna, Italia e della BiH. Per questo motivo, non escludo la possibilità che nel futuro prossimo potrebbe formarsi uno Stato islamico nuovo in Europa. Si tratterebbe di una specie di califfato balcanico".<br /> <br /> La porte si sono aperte già in Kosovo e nella BiH, basi per quelli che ritornano dalle zone di conflitto, si risposano e si preparano per altri conflitti. In BiH sono attivi 46 campi militari e terroristici legati ad Al-Qaida e allo Stato Islamico. Secondo la Ponomareva, questi potrebbero attaccare anche la Republika Srpska (RS), per tentare di eliminarla, finanziati, principalmente, da Turchia, Qatar e Arabia Saudita.<br /> <br /> Parlando dei danni possibili all'UE, Ponomareva ha detto che il problema della crisi migratoria è molto più grande della questione dell'unità dell'UE. Niente può trattenere i migranti perché loro e la multiculturalità sono il prodotto del capitalismo e della globalizzazione. Il post-capitalismo non è possibile se si pensa a uno stato e a una nazione. L'Europa per sopravvivere deve combattere le cause della crisi, non le conseguenze. La crisi continuerà finché le compagnie internazionali non smetteranno di derubare i Paesi sovrani in altre parti del mondo, fuori del capitalismo.<a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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